Arrivano mail a nome di PagoPA, ma è una nuova truffa: fate attenzione alla richiesta di pagamenti online, non fatele!
Alla redazione arrivate diverse email con richieste di pagamento per presunte multe: ma gli indirizzi non sono riconducibili a PagoPA, che avverte “Non inviamo mai richieste di pagamento via email”
Diverse email con richieste di pagamento sospette, apparentemente legate a presunte multe stradali, sono arrivate in questi giorni alla casella di posta della redazione. I messaggi, che riportano il logo pagoPA e invitano a saldare con urgenza un importo, provengono però da indirizzi email non riconducibili alla piattaforma ufficiale, segnale che fa pensare a tentativi di phishing.
Nelle email si parla di mancato pagamento di una sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada, con importi indicati e la richiesta di procedere rapidamente al pagamento tramite un link. In alcuni casi viene anche indicato un termine entro cui pagare per evitare l’aumento della sanzione, facendo leva sull’urgenza per spingere il destinatario a cliccare sul collegamento.
Sul proprio sito ufficiale, pagoPA chiarisce però che non invia mai direttamente richieste di pagamento via email. In caso di messaggi che chiedono di pagare con urgenza a nome della piattaforma, l’invito è a non cliccare su link sospetti e a verificare sempre con l’ente creditore se la richiesta sia reale.
Le truffe online di questo tipo fanno leva proprio sull’urgenza e sull’ansia per indurre le persone a compiere azioni impulsive. Per questo è importante mantenere la calma e non fornire mai informazioni personali o dati bancari prima di aver verificato l’autenticità della richiesta.

Tra gli elementi a cui prestare attenzione c’è innanzitutto il mittente: è necessario verificare che l’indirizzo email corrisponda a quelli ufficiali di pagoPA o dell’ente creditore. Spesso gli indirizzi fraudolenti presentano piccole variazioni o provengono da domini che non hanno nulla a che fare con enti pubblici o piattaforme ufficiali. Quelle giunte in redazione, ad esempio, riportano gli indirizzi mailer@elasticemail.net oppure frontdesk@ggltransport.ca.
Bisogna poi fare attenzione ai link contenuti nei messaggi: se l’indirizzo non corrisponde a quello del sito ufficiale, è bene non aprirlo. L’indirizzo ufficiale per i pagamenti pagoPA inizia con “https://checkout.pagopa.it”. Anche se un sito contiene la parola pagoPA, non è detto che si tratti di una pagina ufficiale.
Un altro elemento da controllare è la qualità del testo: errori grammaticali, traduzioni imprecise o formulazioni insolite possono essere segnali di un tentativo di truffa. Inoltre, pagoPA non chiede mai via email o SMS password, dati bancari o numeri di carta di credito.

Il consiglio, in caso di dubbio, è di verificare sempre l’eventuale pagamento accedendo direttamente al sito ufficiale dell’ente creditore, digitando l’indirizzo nel browser senza passare dai link contenuti nelle email, e accedendo tramite SPID o Carta d’identità elettronica. In questo modo è possibile controllare se la richiesta è reale e prevenire tentativi di phishing. Dopo quella proveniente da una fantomatica “Agenzia delle Entrate”, segnalata qualche settimana fa, adesso tocca alla piattaforma digitale nazionale che consente a cittadini e imprese di effettuare pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. Le truffe informatiche che utilizzano nomi e loghi di servizi pubblici sono sempre più diffuse: l’attenzione resta quindi lo strumento principale per evitare di cadere in raggiri online.


