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“Dal Cielo”, a Como la mostra dedicata a Giuliano Collina

La Galleria Diaz14 dedica una mostra a Giuliano Collina: il titolo è “Dal Cielo” e sarà aperta fino al 9 maggio.

La Galleria Diaz14 di Como presenta la mostra “Dal Cielo” di Giuliano Collina: dopo l’inaugurazione di ieri, 25 marzo, rimarrà aperta al pubblico fino al 9 maggio. Sarà possibile visitarla dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.
La mostra ruota attorno a temi come colombe, angeli, piogge e anime, simboli legati al cielo e alla dimensione del sacro. Attraverso queste immagini, l’artista riflette sul significato dell’arte come mezzo per rendere visibile ciò che non si vede e per avvicinare l’uomo a una dimensione più alta e spirituale, mettendo in relazione cielo e terra, visibile e invisibile.

Intervista al curatore Paolo Filippo Galli e alla gallerista Milly Pozzi

L’ARTISTA
Giuliano Collina nacque a Intra (Verbania) il 9 dicembre 1938, si trasferì a Como con la famiglia nel 1944 e da allora la città divenne la sua casa, le sue radici, il luogo della sua vita artistica e didattica. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Brera, Collina si diplomò all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano nel 1962, presentando una tesi dedicata al pittore francese Nicolas De Staël. L’artista intraprese sin da subito una carriera didattica che lo vide docente al Liceo Scientifico “Paolo Giovio” di Como e presso l’Accademia “Aldo Galli” di Como, per poi collaborare con l’architetto Mario Botta all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana di Mendrisio. Inoltre, dal 1988 al 1994 diresse – insieme allo scultore Francesco Somaini – il Corso Superiore di Disegno promosso dalla Fondazione Antonio Ratti di Como. L’insegnamento fu per Collina parte integrante della sua opera: non solo trasmissione di tecniche, ma azione di stimolo per nuove generazioni, nel solco di una riflessione sull’arte che esplora forme e materiali. L’artista è scomparso lo scorso novembre all’età di 86 anni. Dieci giorni fa, con una cerimonia tenutasi a Villa Erba, l’assegnazione dell’Abbondino d’oro alla memoria.

giuliano collina

«Colombe, Angeli, Piogge, Anime: temi attraverso i quali Giuliano Collina sembra voler indagare l’origine stessa dell’arte, secondo la celebre definizione benjaminiana dell’opera intesa, nella sua essenza, quale apparizione unica di una lontananza, o heideggeriana quale prossimità del distante in quanto distante. Arte, in ogni caso, quale appello all’Oltre nella sua Alterità. Perché proprio il cielo è, in fondo, quanto di più estraneo vi sia per l’uomo e, appunto perciò, ritenuto dimensione del Sacro: il cielo, e quanto viene da esso o abita nel suo elemento, l’aria, o torna ad esso dal suo soggiorno terreno, è infatti da sempre sentito come l’Oltre, che nella sua Alterità l’uomo cerca di avvicinare, di rendere presente, mediante l’arte.
L’origine dell’arte è invero il Sacro, nel senso del latino sacer, a sua volta dalla voce accadica saqáru, che significa invocare la divinità: è guardando al cielo e in base alla disposizione del cielo e al volo dei suoi abitanti, che l’uomo traccia i propri segni sulla terra, creando la dimensione per accogliere il divino. Ecco nata l’arte. Tra le parole più antiche dell’Occidente vi è il miceneo témenos, il recinto sacro, tracciato dal sacerdote per l’epifania del divino: da qui il templum, il tempio, dimora del Sacro. Tempio-dimora del Sacro è il segno che contiene ed espone l’infinito nel finito, l’eterno nel tempo e nello spazio, il cielo in terra, che l’arte “mette in opera” nei suoi propri témena: quadrati di quadri che uniscono cielo e terra.
Colombe, Angeli, Piogge, Anime sono simboli del cielo e, come tali, rimandano al cielo, all’origine stessa dell’arte. La pioggia è infatti il cielo che monda, feconda e vivifica la terra, la colomba è il cenno benevolo del divino all’uomo, l’angelo ne è il nunzio, ciò che lega l’immortale al mortale, l’anima è ritorno al cielo. La potenza semantica dell’opera di Giuliano Collina sta proprio nella sua capacità di mostrare l’invisibile mediante il visibile, di renderlo in-visibile, visibile nell’opera d’arte e come opera d’arte. In questo preciso senso si potrebbe davvero dire che nelle opere qui raccolte sotto il titolo Dal Cielo Collina abbia inteso riflettere sul senso dell’arte tout court, non la sua soltanto, ma quella di ogni tempo e luogo.
Giuliano Collina, infatti, è tra i pochissimi artisti che ancora nutrono un rispetto pressoché reverenziale per il proprio lavoro: quei “sacerdoti” della Bellezza, indizio dell’Oltre, che ancora vedono nell’arte il solo mezzo concesso ai mortali per sentire e approssimare, qui sulla terra, l’Oltre nella sua Alterità o, per dirla con le splendide parole di Klee, per sentirsi, qui sulla terra, un po’ più vicini al cuore della creazione – e tuttavia non ancora abbastanza.»
P.F. Galli

dal cielo, giuliano collina

INDIRIZZO
Via Armando Diaz, 14, Como
Galleria Diaz14