I truffatori ci riprovano a mettere in crisi i comaschi, ma la risposta è ferma e decisa: nessuno casca nei loro tranelli
Il Comando provinciale dei carabinieri sottolinea con soddisfazione i numerosi tentativi andati a vuoto. La campagna di sensibilizzazione sta dando ottimi risultati. Le parole del comandante Falcone.
Poche ore dopo le parole del comandante provinciale Francesco Falcone a CiaoComo (video sopra), ecco una nuova serie di tentativi di raggiri telefonico che ha interessato diversi centri della provincia di Como, ma tutti i casi sono stati sventati grazie alla prontezza dei cittadini, che non aderito alle richieste dei truffatori, chiamando subito e il Numero Unico di Emergenza 112. A renderlo noto è il comando provinciale dei carabinieri di Como.
Gli episodi si sono verificati principalmente nei comuni di Albese con Cassano, Laglio, Nesso e nella stessa Como, dove ignoti hanno contattato telefonicamente diverse persone fingendosi, di volta in volta, carabinieri, tecnici del gas, funzionari comunali o impiegati di istituti bancari. In altri casi sono stati inviati messaggi con l’invito a inserire le proprie credenziali bancarie con il pretesto di “mettere al sicuro” il denaro.
La tecnica più ricorrente è risultata essere quella del “finto carabiniere”: i truffatori, presentandosi come militari in servizio presso comandi realmente esistenti della zona e talvolta utilizzando nomi di carabinieri effettivi, hanno tentato di convincere le vittime con pretesti di varia natura. Tra le scuse più frequenti, il presunto coinvolgimento di un familiare in un incidente stradale oppure inesistenti problemi amministrativi legati alla targa dell’autovettura di un coniuge deceduto oppure il coinvolgimento dell’autovettura di un parente in una rapina.
Anche volta, però, il piano dei malintenzionati è fallito. Le potenziali vittime, grazie alla loro prontezza e alla crescente consapevolezza derivante dalle continue campagne di prevenzione promosse dal Comando Provinciale dei Carabinieri, hanno immediatamente sospettato il raggiro e contattato il 112. Dall’altra parte della linea ha risposto un vero Carabiniere della Centrale Operativa del Comando Provinciale di Como, che ha rassicurato i cittadini, spiegando che si trattava di un tentati di truffa, tranquillizzandoli sull’assenza di qualsiasi pericolo e disponendo l’invio immediato di pattuglie nelle aree interessate.
L’efficacia dell’attività di sensibilizzazione trova conferma anche nei risultati operativi: a partire dallo scorso mese di settembre e fino ad sono stati 22 i casi risolti, con 8 persone arrestate e 14 denunciate per questo specifico ed odioso reato.
