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Primavera Beethoven, Christian Leotta in tournée con l’integrale “estesa” delle Sonate

Il Maestro Leotta torna con le 39 Sonate per pianoforte in cinque concerti a Cantù, Limido Comasco, Nesso, Torno e Veleso

Le magiche note di Ludwig van Beethoven tornano a risuonare sul Lago di Como e nel suo territorio grazie al pianista di fama internazionale Christian Leotta, che nel 2026 consacra la primavera al genio di Bonn, anticipando sul Lario le celebrazioni del Bicentenario 2027. Il progetto si intitola “Primavera Beethoven” e propone un corpus raro e di grande interesse: l’integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven nella sua accezione più ampia, per un totale di 39 brani.

Dopo aver presentato nel 2024 e nel 2025 oltre 14 ore complessive di musica in una tournée sul territorio – avviata dalla Basilica diSant’Abbondio a Como e accolta con grande partecipazione di pubblico – Leotta prosegue nel 2026 con una nuova serie di appuntamenti, pensati anche per Comuni di piccole dimensioni, con ingresso gratuito su prenotazione.

Christian Leotta ha presentato per la prima volta in Canada, a Montréal nel 2002, l’integrale delle 32 Sonate, eseguendola ad oggi per ventitré volte in quattro continenti, con un successo costante di pubblico e di critica. Dal 2022RAI 5 ha trasmesso cinque volte il film del suo recital con le ultime tre Sonate op. 109, 110 e 111, consolidando l’attenzione del grande pubblico e degli addetti ai lavori verso la sua lettura beethoveniana, riconosciuta per profondità e autorevolezza.

In attesa di un 2026 ricco di nuove tournée internazionali (tra cui Giappone, Oceania e America Latina), Leotta torna protagonista sul territorio comasco con un nuovo ciclo di concerti che affronta un repertorio eseguito integralmente da pochissimi pianisti. La novità assoluta del suo progetto, una vera e propria prima mondiale, risiede però nella scelta dell’interprete di includere, accanto alle Sonate pubblicate con numero d’opera, anche le Sonate senza numero d’opera, le Sonate “postume” e le Sonatine: il totale sale così dalle tradizionali 32 a 39 composizioni. Il grande pianista propone inoltre una nuova catalogazione compilata secondo l’ordine cronologico di composizione, offrendo una prospettiva d’ascolto che ridefinisce la percezione e la comprensione dell’intero corpussonatistico, rivelando un Beethoven ancora più ricco, più sfaccettato e più sorprendente.

I Comuni che ospitano la “Parte I 2026” della tournée “Primavera Beethoven” sono Cantù, Limido Comasco, Nesso, Torno e Veleso. In ogni concerto verrà eseguita almeno una delle sette Sonate non incluse nel tradizionale catalogo delle “32”, permettendo al pubblico di scoprire pagine raramente proposte dal vivo e di cogliere, in una narrazione coerente, l’evoluzione del linguaggio beethoveniano.

La tournée è organizzata dall’Associazione Melos con il sostegno della BCC di Cantù, il contributo di Regione Lombardiae Taroni Spa, il contributo e la collaborazione dei Comuni di Cantù, Limido Comasco, Nesso, Torno e Veleso.

christian leotta

“Se è vero, come è vero, che la musica unisce e che la cooperazione rafforza ogni tipo di unione – afferma il Presidente della BCC di Cantù Angelo Porropossiamo dire che la nostra BCC – Banca di Credito Cooperativo – sostenendo questo impegnativo progetto del Maestro Christian Leotta, realizza appieno uno degli scopi fissati dall’articolo 2 dello Statuto sociale, cioè “perseguire il miglioramento delle condizioni morali e culturali” delle Comunità nelle quali opera”.

“È per Cantù una grande gioia e un profondo motivo di orgoglio accogliere nuovamente il Maestro Christian Leotta, artista che con il suo talento ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo – dice il Sindaco di Cantù Alice Galbiati in merito al concerto inaugurale della prima parte della tournée – Questo ciclo ci offre un’opportunità davvero unica: ascoltare, oltre le celebri 32 Sonate di Beethoven, anche le sette Sonate non numerate, opere di rara esecuzione che ci permettono di scoprire un aspetto meno conosciuto del genio creativo di Beethoven. Un programma così completo rappresenta un’occasione irripetibile per avvicinarsi in modo più profondo alla visione di uno dei più grandi compositori della storia. Grazie al talento del Maestro Leotta, ci avventureremo in un viaggio profondo nell’animo umano. Le Sonate di Beethoven raccontano le ombre della disperazione e la gioia più luminosa, la resilienza di fronte alle avversità e l’aspirazione verso qualcosa di più alto. Rappresentano la perfezione formale trasformata in straordinaria capacità evocativa, un linguaggio che attraversa i secoli e parla di speranza, emozione e bellezza. Al Maestro Leotta va la nostra più sincera gratitudine per il contributo che offre alla cultura e alla nostra comunità. Auguro a tutti voi una serata ricca di emozioni, con la musica che ci unisce e ci ricorda quanto sia potente il linguaggio dell’arte”.

leotta 39 sonate beethoven

IL CALENDARIO

Recital I
Venerdì 20 marzo 2026, ore 18.30
Cantù, Sala G. Zampese, Via G. Carcano 13
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni: Tel: 031/719300

Recital II
Giovedì 28 maggio 2025, ore 21:00
Limido Comasco, Chiesa di S. Abbondio, Via delle Rimembranze
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni:
info@comune.limidocomasco.co.it


Recital III
Sabato 20 giugno 2026, ore 18:00
Veleso, Municipio, Piazza Monsignor Eusebio Zerboni 1
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni:
info@comune.veleso.co.it, Tel: 031/917945

Recital IV
Giovedì 30 luglio 2026, ore 21:00
Torno, Chiesa di S Giovanni, Via Vittorio Veneto 8
Ingresso gratuito senza prenotazione obbligatoria
Info:
info@comune.torno.co.it, Tel. 328/1516345

Recital V
Sabato 19 settembre 2026, ore 21:00
Nesso, Teatro dell’Oratorio, Via Binda 7
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni:
info@comune.nesso.co.it

christian leotta

La parola al Maestro Leotta

Sono passati ormai più di vent’anni dalla mia prima esecuzione del ciclo delle Sonate per pianoforte di Beethoven, avvenuta nel 2002 a Montréal. Da allora questo meraviglioso repertorio ha accompagnato in modo costante il mio percorso artistico: ventitré esecuzioni in quattro continenti, una registrazione discografica pubblicata, e un lavoro di approfondimento interpretativo che negli anni non ha mai smesso di evolversi. Non posso che essere grato per la straordinaria opportunità che mi è stata data di condividere con un pubblico così vasto quello che può certamente definirsi quale una delle vette del pensiero umano di tutti i tempi, paragonabile per magnificenza e ricchezza di contenuti solo a capolavori assoluti quali la Divina Commedia di Dante, il Giudizio Universale di Michelangelo o la Critica della ragion pura di Kant.

Sul territorio del Lago di Como, fra il 2022 e il 2025, questo lungo cammino ha trovato una nuova forma di presentazione, venendo proposto per la prima volta in due ampie tournée biennali di ventidue concerti complessivi, toccando oltre al capoluogo e tutti i principali centri della provincia, anche Comuni di piccole dimensioni, dando così la possibilità a molte persone di ascoltare per la prima volta un repertorio altrimenti fruibile solo in capitali internazionali della musica. Le tournée 2022/23 e 2024/25 sono state accolte con straordinaria partecipazione di pubblico e sono culminate in un risultato che considero storico: la prima esecuzione in pubblico dell’integrale delle 39 Sonate per pianoforte di Beethoven.

Da questa bellissima esperienza artistica nasce così il nuovo ciclo di concerti “Primavera Beethoven”, una tournée biennale di dieci concerti sul Lago di Como e in provincia che anticipa l’importante bicentenario della scomparsa di Beethoven del 2027, consolidando e ampliando lo spirito di condivisione della musica di Beethoven, approfondendone allo stesso tempo anche la conoscenza della sua opera.

Da un punto di vista musicologico, per meglio comprendere il senso di questo progetto, credo sia fondamentale chiarire un punto preliminare, spesso dato per scontato: il corpus delle “32 Sonate” che tutti conosciamo non coincide con un catalogo definito da Beethoven, ma è il risultato di una costruzione successiva, formatasi dopo la sua morte, per effetto congiunto di scelte editoriali e interpretative. Durante gli ultimi anni della sua vita, Beethoven cercò infatti di redigere un catalogo completo delle proprie opere, animato anche dal desiderio, raro e modernissimo per l’epoca, che esse circolassero in forma corretta. Nonostante il supporto dell’editore viennese Haslinger, tale progetto dovette essere abbandonato a causa della morte del compositore.

Si dovette così attendere diversi decenni prima che la prima grande “edizione completa” delle opere di Beethoven vedesse la luce: la monumentale Gesamtausgabe pubblicata da Breitkopf & Härtel fra il 1862 e il 1865, poi integrata nel 1888. E qui emerge già un dato decisivo: quella edizione includeva ben 38 Sonate per pianoforte. Questo significa che era già allora perfettamente noto, sul piano editoriale e musicologico, che la produzione beethoveniana per tastiera riconducibile alla forma-sonata andasse oltre le oggi notissime 32 Sonate. Per la trentanovesima occorrerà attendere il 1950, con la pubblicazione (a cura di Henle, Monaco di Baviera) della Sonata in Fa maggiore catalogata come WoO 50 dai musicologi Kinsky e Halm (dal titolo originale “Sonatensätz und Allegretto”).

Vi è dunque la certezza che ai tempi di Beethoven non esistesse alcun catalogo delle “32 Sonate” intese come corpus chiuso e autosufficiente. Quelle che oggi vengono comunemente percepite come “l’integrale” sono in realtà una selezione successivamente canonizzata, che peraltro include già al proprio interno tipologie diverse: ventisette Sonate tout court, due Sonate “Quasi una Fantasia”, due “Leichte Sonaten” (o “Sonate facili”) e una Sonatina. Già questo semplice dato mostra quanto il corpus tradizionale sia meno monolitico di quanto si creda.

Come si è imposto, allora, il numero 32? Un ruolo importante lo ha avuto certamente la storia dell’interpretazione. Hans von Bülow viene generalmente considerato il primo a presentare in pubblico il ciclo delle 32 Sonate; dai programmi dei suoi concerti si ricava che questa impresa si dispiegò in più anni e fu completata nel 1878. A quell’epoca, grazie alla Gesamtausgabe, si sapeva già che le Sonate per pianoforte di Beethoven erano più di 32. La scelta di von Bülow appare quindi come una scelta deliberata di canone: privilegiare alcune composizioni (solo le Sonate con il numero d’opera) ed escluderne altre, evidentemente ritenute di minore interesse o peso. Questo perimetro fu poi definitivamente consolidato, nell’immaginario collettivo e nella prassi esecutiva, dalla prima grande incisione discografica integrale delle Sonate di Beethoven, realizzata da Artur Schnabel fra il 1932 e il 1935, anch’essa limitata alle 32 Sonate già “selezionate”, con esclusione delle ulteriori Sonate note e catalogate, sia pur senza numero d’opera.

A tutto ciò si aggiunge il peso dell’editoria, che è stato enorme. Per lunghissimo tempo la grande maggioranza delle edizioni delle Sonate per pianoforte di Beethoven, incluse molte edizioni “urtext”, ha pubblicato unicamente le 32 Sonate tradizionali, contribuendo così a rafforzare l’idea che quello fosse il corpus completo. Solo in tempi relativamente recenti alcune edizioni hanno iniziato a includere almeno, accanto alle 32, le tre Sonate WoO 47; ma anche in questi casi si è rimasti lontani da un’autentica restituzione del quadro complessivo.

Proprio questa situazione mi ha spinto, negli ultimi anni, a un’indagine più approfondita. Da tempo conoscevo l’esistenza delle tre Sonate giovanili comunemente dette “Kurfürsten Sonaten”, dedicate al Principe-elettore di Colonia, e catalogate nel 1955 da Kinsky e Halm come WoO 47 (“Werke ohne Opuszahl”, lavori senza numero d’opera). Mi sono dedicato a lungo al loro studio, e fin da subito mi è parso sorprendente che opere di tale rilievo fossero state, nella pratica, lasciate ai margini del repertorio concertistico e di ogni ciclo “integrale”. Da quella prima constatazione è nata la decisione di scavare più a fondo nei cataloghi e nella storia editoriale delle opere beethoveniane, per verificare se esistessero altre Sonate per pianoforte non comprese nel canone corrente.

La scoperta è stata, per me, entusiasmante. Oltre alle tre Sonate WoO 47, ho potuto approfondire opere di valore straordinario come la Sonata in Do maggiore WoO 51, che considero una vera gemma e un tassello fondamentale per comprendere in modo più completo l’universo sonatistico beethoveniano. A queste si aggiunge la Sonata in Fa maggiore WoO 50, pubblicata postuma, e infine le due Sonatine in Sol maggiore e Fa maggiore, incluse nella Gesamtausgabe come GA 160 e GA 161 e corrispondenti all’“Anhang 5” del catalogo Kinsky-Halm. Queste ultime, sebbene spesso relegate in appendice e trattate con cautela per questioni attributive, presentano una scrittura di notevole qualità e una grazia formale che, a mio avviso, le rende pienamente degne di attenzione in un quadro integrale della produzione per pianoforte di Beethoven.

Alla luce di tutto ciò è nata dunque una duplice esigenza: da un lato, restituire al pubblico il “reale” corpus delle Sonate per pianoforte di Beethoven, includendo tutte le 39 opere; dall’altro, proporre una nuova catalogazione che le numeri secondo il loro ordine cronologico di composizione, superando alcune incongruenze sedimentate nella tradizione editoriale. Basti pensare, per esempio, al caso delle due “Leichte Sonaten” op. 49, scritte fra il 1796 e il 1798 ma pubblicate solo nel 1805, e dunque collocate dal numero d’opera in una posizione che non riflette il loro reale momento creativo. Oppure al modo in cui la stessa Gesamtausgabe dispone le Sonate: non seguendo sempre il naturale ordine cronologico, ma creando di fatto sottocategorie che finiscono per suggerire gerarchie implicite fra opere con e senza opus.

Aggiungere queste sette Sonate al catalogo tradizionale non significa compiere un’operazione antiquaria o polemica; significa, al contrario, aprire un orizzonte di ascolto più completo e più vero. Si scopre un Beethoven ancora più ricco, più sfaccettato, più sorprendente: un compositore che ha scelto la forma-sonata come uno dei luoghi privilegiati della propria immaginazione, dai primi anni fino agli esiti estremi della maturità. Se il canone delle 32 Sonate resta giustamente uno dei vertici assoluti della storia della musica, credo che oggi sia venuto il momento di affiancargli finalmente, con chiarezza e senza esitazioni, la visione integrale delle 39 Sonate.

loro comprensione”.