Soccorso inclusivo, esercitazione a Cantù per la gestione delle emergenze con persone fragili
A Cascina Cristina simulata l’evacuazione di una struttura che ospita giovani adulti con autismo. Attivato il Centro Operativo Comunale e coinvolti vigili del fuoco, sanitari, volontari e forze dell’ordine. Nel pomeriggio confronto al Salone dei Convegni
Un’esercitazione dedicata alla gestione delle emergenze in presenza di persone con disabilità si è svolta nel pomeriggio di oggi a Cantù nell’ambito del progetto SiComo – Soccorso Inclusivo Como, sviluppato dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Como per approfondire le modalità di intervento del soccorso tecnico urgente in scenari incidentali con il coinvolgimento di persone con fragilità fisiche, psicologiche o sensoriali.

L’attività si è svolta a Cascina Cristina, struttura che ospita giovani adulti con autismo. Lo scenario simulato ha previsto l’evacuazione della struttura a seguito di una presunta inagibilità dell’edificio, con il trasferimento degli occupanti e la successiva accoglienza temporanea in strutture campali riscaldate predisposte per l’occasione dalla Protezione civile.
L’esercitazione ha coinvolto, oltre al Comando provinciale dei vigili del fuoco di Como, anche i distaccamenti di Cantù, Appiano Gentile, Canzo e Lomazzo. Presenti inoltre AREU 118, Croce Rossa, Polizia locale di Cantù e Protezione civile.
L’iniziativa rientra nel percorso di rafforzamento delle procedure di intervento in contesti caratterizzati dalla presenza di persone fragili, con l’obiettivo di verificare il coordinamento tra i diversi enti e testare la gestione operativa di scenari complessi.

Durante la simulazione è stato inoltre attivato il Centro Operativo Comunale (COC) di Cantù, con lo scopo di testare il piano comunale di protezione civile e la relativa colonna mobile, verificando le modalità di coordinamento tra amministrazione, volontariato e strutture operative.
L’attività si inserisce nel quadro delle indicazioni nazionali che invitano gli enti locali a integrare stabilmente nei piani di protezione civile la gestione delle situazioni di fragilità e disabilità, anche alla luce del percorso avviato con la Carta di Solfagnano e delle indicazioni operative emanate dal Dipartimento nazionale della Protezione civile nel marzo 2025.

Il debriefing al Salone dei Convegni
Al termine dell’esercitazione, dalle ore 16, il Salone dei Convegni di Cantù ha ospitato il momento di restituzione e confronto tra istituzioni, operatori e associazioni del territorio. L’incontro ha rappresentato un’occasione per analizzare l’attività svolta e approfondire le modalità di intervento in contesti caratterizzati dalla presenza di persone con disabilità.
Presenti il vicesindaco di Villa Guardia Valerio Perroni in rappresentanza del presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca, il responsabile della Protezione civile della Provincia di Como Giuseppe Bernasconi, l’assessore alla Protezione civile del Comune di Cantù Maurizio Cattaneo, la direttrice della struttura semplice della Direzione medica di presidio Cantù-Mariano Comense-Menaggio Elena Scola, rappresentanti della Croce Rossa di Cantù e il direttore e coordinatore di Cascina Cristina Simone Bestetti.
Il sindaco di Cantù Alice Galbiati ha sottolineato il valore dell’impegno dimostrato durante la giornata: Desiderio e passione da parte dei volontari nello sperimentarsi in un contesto difficile, di andare oltre per alzare l’asticella e mettersi in gioco.

Pianificazione e prevenzione
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il ruolo della pianificazione nelle emergenze che coinvolgono persone con fragilità.
«Come sapete, nei mesi scorsi la provincia di Como è stata gravemente colpita da eventi meteorologici avversi che hanno impattato la provincia in maniera senza precedenti. Poiché questi eventi stanno diventando sempre più intensi e sempre più frequenti, anche la normativa ci impone di prepararci. La normativa nazionale prevede una pianificazione d’emergenza che, grazie anche alla Carta di Solfagnano, pone particolare attenzione alle persone con specifiche necessità. Chi ha già una necessità aumentata in tempo ordinario, in tempo straordinario ha un impatto superiore. Se queste situazioni sono valutate prima nei piani, durante le emergenze tutto si svolge con una serenità maggiore e con una facilità maggiore», ha spiegato Giuseppe Bernasconi.
L’esercitazione, ha aggiunto, «prevedeva l’evacuazione a seguito di una simulata inagibilità del fabbricato e ha rappresentato un momento di collaborazione e di acquisizione di informazioni su come comportarsi con persone che hanno particolari esigenze».

Il soccorso inclusivo
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Como Antonio Pugliano ha spiegato il senso dell’attività svolta nell’ambito del progetto di soccorso inclusivo.
«Oggi abbiamo fatto un’esercitazione nell’ambito del sistema generale di protezione civile. Abbiamo avuto l’occasione di testare un piano, è stato sperimentato il meccanismo di attivazione e di gestione dell’emergenza e abbiamo messo in piedi il sistema di risposta all’emergenza. Il contesto di questa esercitazione è particolare perché abbiamo evacuato una struttura con persone con disabilità, in questo caso persone autistiche, e quindi con una difficoltà nell’interazione».
Secondo Pugliano, il test operativo ha dato risultati positivi: «Quello che abbiamo potuto sperimentare oggi è stato il sistema di risposta all’emergenza, che ha funzionato benissimo. La cosa importante era capire come interagire con persone di questo tipo».
Il comandante ha ricordato anche il lavoro svolto sul piano della comunicazione con persone con autismo: «Abbiamo usato la Comunicazione Aumentativa Alternativa, cioè trasferire informazioni attraverso immagini comprensibili per le persone con autismo. Abbiamo realizzato un manuale con due diversi alfabeti, manuale e operativo, che permette di interagire con queste persone nel momento dell’emergenza. Riuscire a comunicare in poco tempo, con il massimo di efficienza possibile, con una persona fragile significa salvarle la vita».

Il ruolo del sistema sanitario
Durante il confronto è intervenuta anche Elena Scola, Direttrice Stabilimento Ospedaliero Cantù-Mariano Comense-Menaggio.
«Per me è importante conoscere il sistema nelle massime emergenze e farci conoscere per quello che sono le possibilità che l’Associazione sanitaria territoriale ha e quindi il potenziale che può portare come contributo durante queste esercitazioni, ma soprattutto anche in previsione di quelle che possono diventare reali. Il conoscere, il riconoscersi e sapere esattamente come funziona la catena dell’emergenza e come gli attori possono entrare in relazione tra loro penso sia stato uno degli elementi più vincenti di questa esercitazione».
Scola ha inoltre sottolineato l’importanza della gestione dei bisogni sociosanitari nella fase successiva all’evacuazione: «Più difficile è prevedere o comunque gestire i bisogni sociosanitari, cioè la fase successiva dell’evacuazione di qualsiasi ragazzo. In questo senso la figura dell’infermiere di famiglia e comunità può rappresentare una chiave importante o un’evoluzione del nostro sistema sanitario nazionale».

Il debriefing conclusivo ha ribadito come la sinergia tra operatori specializzati nell’assistenza alle persone fragili e soccorritori debba necessariamente passare attraverso momenti di esercitazione e confronto. Un percorso ritenuto fondamentale per migliorare la capacità di risposta del sistema di protezione civile e garantire interventi sempre più efficaci e inclusivi.
