Rapina alla Lidl di Fino Mornasco, i sindacati chiedono alla Prefettura più sicurezza per i lavoratori
Filcams CGIL Como e Uiltucs intervengono dopo l’assalto del 3 marzo: richiesta di misure strutturali e di un confronto con i vertici aziendali. I dettagli qui
Dopo la rapina avvenuta martedì 3 marzo al supermercato Lidl di Fino Mornasco, i sindacati del settore commercio tornano a sollevare il tema della sicurezza nei punti vendita della grande distribuzione. A intervenire sono state Filcams CGIL Como e Uiltucs Como, che hanno chiesto interventi strutturali per tutelare lavoratrici e lavoratori. In un comunicato diffuso nelle ore successive all’episodio, la Filcams CGIL Como ha sottolineato come, secondo quanto riferito ai dipendenti, l’azienda abbia informato che per i prossimi quindici giorni verrà riattivato il “servizio cortesia” per tutta la fascia oraria di apertura al pubblico. Per il sindacato si tratta di «un primo segnale di attenzione», ma non sufficiente se non accompagnato da misure stabili e continuative.
«La sicurezza non è un articolo in promozione. Non è un intervento a quantità limitata: la sicurezza è dovuta a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori», ha affermato la Filcams CGIL Como, richiamando anche l’articolo 2087 del Codice Civile che impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti. Il sindacato ha evidenziato inoltre come la questione non riguardi solo l’organizzazione del lavoro, ma assuma sempre più anche un profilo di ordine pubblico, alla luce del susseguirsi di aggressioni e rapine nel settore.
Per questo la Filcams CGIL Como ha proposto l’apertura di un tavolo unitario con l’azienda e le istituzioni, coinvolgendo la Prefettura, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso di prevenzione e contrasto che garantisca condizioni di sicurezza effettive e non episodiche. «La tutela di chi lavora non può essere affidata a misure provvisorie: la sicurezza deve essere una garanzia quotidiana», sottolinea il sindacato.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Uiltucs Como, che ha ricordato come il tema della sicurezza sia già stato portato all’attenzione dell’azienda. «Non molto tempo fa avevamo chiesto alla direzione la possibilità di presidiare il punto vendita con una guardia armata, ma ci è stato risposto di no», ha spiegato il sindacato. In alternativa era stata avanzata la richiesta di aumentare le ore del personale addetto alla guardianeria, anche alla luce dei numerosi episodi di furti e delle richieste di maggiore sicurezza arrivate dai lavoratori.
Secondo quanto riferito dalla Uiltucs Como, la rapina in questione è avvenuta poco dopo mezzogiorno: due uomini con il volto coperto sono entrati nel supermercato e hanno minacciato una cassiera con una pistola, costringendola a consegnare l’incasso dell’intera mattinata. L’azione è durata pochi istanti e i due si sono poi allontanati con il denaro.
Sull’episodio sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili. Per i sindacati, quanto avvenuto a Fino Mornasco non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la grande distribuzione nel territorio comasco, motivo per cui viene chiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza nei supermercati della provincia.

