Il grande romanzo “La Storia” di Elsa Morante va in scena al Giuditta Pasta
Lo spettacolo in scena a Saronno compie un viaggio appassionato nelle vicende nella Roma della Seconda guerra mondiale, la tragedia collettiva dei più vulnerabili, restituita con uno sguardo epico e profondamente umano.
Tra i grandi romanzi del Novecento, “La Storia” di Elsa Morante è una potente opera di compassione radicale, capace di trasformare la tragedia quotidiana in un racconto epico e universale. Un’opera monumentale che prende corpo, giovedì 5 marzo ore 20.45, sulla scena del Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Seguendo le traiettorie di Iduzza, dei suoi figli Nino e Useppe, e dei numerosi personaggi che danzano intorno a loro, si entra nelle piaghe dell’Italia stravolta dalla seconda guerra mondiale, tramite un corale e commovente intreccio di destini in lotta con gli ingranaggi spesso incomprensibili della Storia con la S maiuscola.
Su una drammaturgia serrata e affascinante, capace di restituire appieno la forza e la vertiginosa attualità dell’opera, lo spettacolo affonda nella complessa e umanissima materia del romanzo, sviluppando un “tempo di guerra” e un “tempo di pace”. E rivendica, grazie alla regia diFausto Cabra quella sorprendente vitalità dell’opera, venata di comicità e leggerezza. “Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro, anzi sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro – scrive Cabra – Il nostro lavoro infatti non può che offrirsi, onestamente, come uno dei mille attraversamenti possibili di questo inesauribile scrigno di umanità. ln questo senso, nello spettacolo, il romanzo stesso è protagonista. Perciò abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge.
Abbiamo cioè provato a rendere spaziale la lettura, con la sua libertà e coesistenza di piani e punti di vista e con l’agilità di cambi spaziali e temporali… Insomma, abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura.
Il romanzo di Elsa Morante rivela questo paradossale gioco di scatole cinesi: l’individuo è contenuto nella grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta è contenuta nella Grande Sfera Naturale, la Storia Atemporale e Universale; e tutto ciò è ricontenuto in un bimbetto di nome Useppe, finito in quanto infinito, infinitesimale in quanto divino, vittima in quanto supremo creatore. Un “essere minimo” che sente e comprende il linguaggio misterico di uccellini, cani, gatti, alberi, radure e cicli solari. Al romanzo, scomodo ieri come oggi, si è rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare la via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. Non c’è modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima. L’oscuro è mischiato continuamente con il luminoso e la vita è celebrata proprio nel momento in cui più ci si immerge nella sua fine.
Questa suprema contraddizione è il grande Scandalo, che Elsa Morante svela implacabile. ln questo noi riconosciamo il supremo valore politico di questo testo, che ci pone continuamente davanti alla complessità del reale. Non c’è semplificazione possibile, sembra dire, ecco la Storia nuda, per quello che è. E non ci sono vie d’uscita, né personali, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibile, vien da pensare leggendo, è proprio quella commozione, quella cruda compassione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario, mai compiaciuto, che rivela – nonostante l’orrore – l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità. “Loro nun lo sanno, a Ma’, quant’è bella la vita”. Questo seme di comunione che il romanzo pianta in noi non so cosa sia, ma probabilmente è un fiore e non un’erbaccia”

giovedì 5 marzo ore 20.45
TEATRO GIUDITTA PASTA
via I Maggio SARONNO
LA STORIA
liberamente ispirato a La storia di Elsa Morante edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
drammaturgia Marco Archetti
regia FAUSTO CABRA
con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
produzione Teatro Franco Parenti
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