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In un incontro pubblico allo Yacht Club, esperti e consiglieri hanno analizzato il futuro della struttura proponendo l’area ex Stecav come alternativa per la sosta e criticando la mancanza di dialogo dell’amministrazione Rapinese.

Il tema della riqualificazione dello stadio Sinigaglia continua a dividere la città. Durante l’incontro organizzato dal Partito Democratico di Como, presso la sede dello Yacht Club Como, è emersa una posizione chiara: sì al nuovo stadio nell’attuale sede, no alle soluzioni di parcheggio ipotizzate finora dall’amministrazione comunale (Pulesin e scuola Corridoni).

La proposta: meglio l’area ex Stecav

Dal PD anche un richiamo all’attuale amministrazione Rapinese che non può prescindere da un dialogo costante tra amministrazione comunale, cittadini, associazioni, ordini professionali e di categoria in quanto il tema comporta ricadute importanti sia di carattere tecnico, viabilistico, sociale. Un autosilo al Pulesin cancellerebbe la possibilità della Borgovico-bis, incrementerebbe il traffico così come un autosilo sull’area dell’attuale scuola Corridoni quindi meglio puntare sull’area ex Stecav in viale Innocenzo, tra l’altro poco distante dallo stadio. Queste in sintesi le riflessioni scaturite dall’incontro organizzato dal PD di Como che ha sottolineato il proprio parere favorevole alla realizzazione di un nuovo Sinigaglia lì dov’è oggi.

Alla serata di ieri erano presenti in sala numerosi esponenti politici locali a cominciare dal consigliere regionale Angelo Orsenigo, il consigliere comunale Stefano Legnani in qualità di moderatore dell’incontro accompagnato dalla consigliera comunale Patrizia Lissi, rappresentanti di altri gruppi politici e civici, di ordini professionali oltre a tanti cittadini residenti nel quartiere.

In apertura il segretario cittadino Daniele Valsecchi  ha ricordato le figure di Giovanni Mariuccio Orsenigo e Severino Proserpio recentemente scomparse.

Prendendo la parola il consigliere comunale Stefano Legnani ha illustrato il percorso fatto fino ad oggi in merito al tema stadio e le difficoltà continue ad avere un dialogo con l’attuale amministrazione comunale.

Al tavolo dei relatori l’avvocato Lorenzo Spallino, già assessore all’urbanistica della giunta Lucini, e l’architetto Giuseppe Cosenza, ex dirigente comunale, hanno poi preso la parola per sottolineare che fin dall’approvazione del Piano di Governo del Territorio, attualmente in vigore ed elaborato e  approvato dall’Amministrazione Lucini, fosse ampiamente espressa la volontà di mantenere lo stadio nella sede attuale.  Durante i loro interventi hanno rimarcato più volte la necessità di aprire un tavolo di dialogo con tutte le forze civiche e politiche della città, con le associazioni di categoria e professionali affinché venga realizzata una soluzione a misura dei cittadini.

L’ architetto Cosenza è stato chiarissimo nell’esporre la propria posizione: “Questa sera sarò forse un po’ polemico ma prima di tutto voglio sottolineare che sono anch’io un tifoso del Como e voglio il bene del Como ed è per questo che sono favorevole ad una riqualificazione dello stadio Sinigaglia. Del resto già quando ero dirigente del settore Urbanistica del Comune di Como ai tempi della giunta Lucini ho collaborato con l’assessore Lorenzo Spallino alla redazione del Piano di Governo del Territorio che prevedeva il mantenimento dello stadio nell’attuale sede e nel 2016 con una variante avevamo previsto che ci potesse essere un accordo di partenariato pubblico-privato con la possibilità di inserire attività turistico ricettiva così come previsto dalla normativa. Sapete chi ha votato contro a questa variante? L’attuale sindaco Rapinese! Ma la cosa più grave è che ha votato contro perché sarebbero state previste attività commerciali. Il PGT è una questione culturale e di metodo, come ricorda l’avvocato Spallino”.

mostra “Senza memoria. Senza pace”mostra “Senza memoria. Senza pace”

L’ex dirigente comunale è successivamente entrato in profondità sugli sviluppi delle intese tra pubblico e privato e sulla necessità di dialogo: “Il Piano di governo del territorio assicura una visione d’insieme e, attraverso il Piano dei servizi, definisce i livelli quantitativi e qualitativi delle dotazioni della città pubblica: servizi alla persona istruzione, sport, mobilità, trasporto pubblico, sosta, ambiente, verde pubblico, aree protette. Oggi si va dall’urbanistica programmata dalla Pubblica Amministrazione, in cui il dominus è l’Amministrazione pubblica, e sta prendendo sempre più piede la cosiddetta urbanistica contrattata che consiste proprio nel partenariato pubblico- privato. E’ un fatto positivo che non va demonizzato perché le amministrazioni pubbliche oggi hanno sempre meno risorse da investire. Ma il problema è che il pullman deve guidarlo l’amministrazione e non subire le decisioni del privato perché c’è il ricatto che o si fa così o altrimenti non si fa nulla. Cosa comporta tutto ciò? Non sono i privati che governano le città ma sono i rappresentanti eletti democraticamente dal popolo che devono governare la città. Per fare questo devi avere una visione della città in divenire, non puoi stare solo sul particolare: è necessaria lungimiranza politica, capacità di dialogo perché la città è di tutti e non di chi la amministra. E’ importante la partecipazione formale dei cittadini, associazioni, parti sociali ed economiche ma in questa situazione non c’è perché ci sono addirittura gli atti secretati e quindi c’è un accentramento decisionale e non c’è dialogo con la città e si viene sapere a cose fatte le decisioni prese e questo non va bene. Oggi nessun aggiornamento del PGT è in programma da parte dell’amministrazione comunale in carica “.

L’architetto Cosenza non ha dubbi riguardo la strada da seguire e spedisce un messaggio chiaro all’attuale amministrazione che guida la città di Como: “E’ il Comune che deve mantenere la regia dell’operazione. Invece quello che ci viene detto, e qui lo dico in modo chiaro, è come se fosse semplicemente un percorso di carattere tecnico procedurale in cui le decisioni vengono prese dai tecnici rispetto alla politici. Questo è sbagliato perché i tecnici devono verificare il rispetto della normativa riguardo il progetto presentato ma la regia è politica”. Non sono mancate puntualizzazioni riguardo l’eventualità di un autosilo al Pulesin: “Vorrebbe dire che verrebbe cancellata la possibilità di realizzazione della Borgovico bis e tutto ciò significherebbe aumentare ulteriormente il volume di traffico”.

Esiste un’alternativa? Ecco la risposta dell’architetto Cosenza:”Una soluzione è proprio quella dell’ area ex Stecav, se andate a misurare le distanze dallo stadio vedrete che il Pulesin dista circa 1,2km dallo stadio mentre l’ex Stecav circa 650 mt.”.

Nel suo intervento l’ex dirigente comunale è stato pungente quando ha toccato altri temi cittadini importanti a partire dall’area ex Ticosa che non dovrebbe diventare un semplice parcheggio: “Sulla Ticosa il PGT prevede un mix di destinazioni funzionali, al fine di valorizzare l’unica grande area pubblica strategica della convalle, con un’evidente ricaduta sociale ed economica per il futuro della città”.  Ha aggiunto successivamente con grande vigore la richiesta di maggiore dialogo tra l’amministrazione Rapinese e tutte le varie componenti della città: “Io mi auguro che la riqualificazione del Sinigaglia vada in porto perché abbiamo un’occasione unica straordinaria con una società che ha una capacità economica notevole e non è giusto avere uno stadio in queste condizioni. E’ giusto che venga ristrutturato, ma il problema è come viene ristrutturato e non se bisogna ristrutturare. Una cosa voglio dire con forza: se questa operazione non andrà in porto la responsabilità non è di quelli che vogliono portarlo fuori o non farlo ma dell’attuale amministrazione comunale”.

Nel corso della serata è stato proiettato un intervento dell’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori che ha illustrato in che modo l’amministrazione da lui guidata ha portato avanti la trattativa del nuovo stadio dell’Atalanta ceduto ai privati e di come fosse stata importante l’apertura al dialogo e fossero stati fondamentali i contributi di cittadini, associazioni, enti per la definizione dei bisogni e delle soluzioni utili a soddisfare le varie necessità. La serata si è conclusa con interventi di diversi esponenti di associazioni,  ordini professionali e cittadini.