Ciliegi di via XX Settembre a Como, anche il Tar dà ragione al Comitato:”Una netta vittoria dei cittadini”
La soddisfazione dei legali del comitato e del mondo politico. Confronto iniziato a novembre, il Comune non ha mai preso parte ad alcun confronto. I ciliegi non si toccano se non quelli ammalorati…..
È stata accolta con forte soddisfazione dal ComitatoCittadini per i Ciliegi di via XX Settembre la decisione del TAR che, con un’ordinanza cautelare, ha confermato il provvedimento della Soprintendenza a tutela degli alberi della storica via comasca. La giornata di oggi segna un altro passaggio giudicato fondamentale dai promotori della mobilitazione avviata lo scorso novembre, quando i residenti erano scesi in strada per chiedere il rispetto del patrimonio urbano.
L’avvocata Maria Cristina Forgione sottolinea come «il provvedimento blindato della Soprintendenza sia ulteriormente rafforzato dall’ordinanza cautelare che lo recepisce: azione giudiziale e stragiudiziale si intersecano e si sostengono reciprocamente, perché una non avrebbe potuto esistere senza l’altra».
L’avvocata Teresa Minniti parla di «netta vittoria dei cittadini contro decisioni amministrative sbagliate e ostinatamente portate avanti dal Comune», ricordando come «sin dall’inizio il Comitato avesse sostenuto, con dati tecnici e buon senso, la necessità di salvaguardare i ciliegi di via XX Settembre». L’ordinanza, aggiunge, «cristallizza che quella battaglia era fondata e che l’amministrazione ha scelto deliberatamente lo scontro, ignorando dialogo ed evidenze tecniche».
Per Giorgia Merlini, referente del Comitato, la decisione «supplisce all’ostinata mancanza di ascolto da parte del Comune» e rappresenta «un momento di profonda soddisfazione per il Comitato», oltre a un riconoscimento del ruolo svolto da cittadine e cittadini «unitisi spontaneamente per difendere un patrimonio urbano che custodisce memoria, identità e storia di un intero quartiere».
Parole dure anche dal consigliere regionale Sergio Gaddi, secondo cui il Comune «avrebbe dovuto fermarsi un’ora dopo la presenza dei cittadini in strada quel lontano 15 novembre». La scelta di proseguire nonostante il vincolo imposto dalla Soprintendenza, osserva, «appare incredibile: qualsiasi amministratore di buon senso si sarebbe bloccato, mentre il Sindaco ha voluto insistere e ha perso».
Il Comitato e i legali annunciano che continueranno a seguire l’evoluzione del procedimento, ribadendo l’importanza di una tutela che, oggi, trova un ulteriore riconoscimento nelle sedi giudiziarie.
Alla luce di questo, Stefano Legnani e Patrizia Lissi (PD) estendono il dibattito anche a viale Marconi. La tutela riconosciuta ai ciliegi di via XX Settembre, affermano, richiama l’attenzione sulla situazione dei giardini a lago, dove negli anni è in corso un intervento di riqualificazione. Il progetto originario prevedeva il mantenimento dei due filari storici di ciliegi di viale Marconi – proseguimento naturale del cannocchiale visivo di viale Cavallotti – con la sola piantumazione sostitutiva degli esemplari mancanti.
Secondo Legnani e Lissi, però, «nei mesi scorsi, con motivazioni generiche, sono stati abbattuti tutti i ciliegi ancora presenti lungo il viale» e, dopo quei tagli, non è più stato chiarito quale sarà la scelta definitiva dell’amministrazione Rapinese. Alla richiesta di informazioni sul futuro del canocchiale visivo sul Tempio Voltiano, spiegano, il Comune ha risposto che si tratta di «una variante ancora in corso di definizione», lasciando irrisolto il destino dei due filari.
«È necessario – sostengono – che le originarie alberature siano ripristinate integralmente, per il loro valore identitario e per la continuità con i ciliegi presenti in viale Cavallotti». I consiglieri chiedono inoltre che il Comune reintegri le piante mancanti lungo lo stesso viale Cavallotti, dove negli anni diversi esemplari di ciliegio sono stati rimossi.
Una domanda, concludono, resta aperta: «Qual è il vero motivo per cui è stato cambiato un progetto già definito e in corso di realizzazione?». Per il PD, l’amore per la città impone «una cura degli spazi accompagnata da un’attenta lettura dei luoghi e dei loro caratteri storici».

