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“Sorelle” a Mariano Comense: il teatro come memoria viva nella Giornata del Ricordo

Lo spettacolo teatrale vuole essere un ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Il Teatro San Carlo di Mariano Comense ospiterà sabato 7 febbraio alle ore 21 lo spettacolo Sorelle, scritto da Alessandro Domenighini e prodotto dal Teatro Laboratorio Brescia. La rappresentazione va in scena in concomitanza con la Giornata Nazionale del Ricordo, istituita per preservare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Una ricorrenza che invita alla riflessione su una pagina tragica e complessa della storia italiana del Novecento, spesso dimenticata o raccontata in modo frammentario. Ed è proprio in questo spazio fragile, dove la memoria individuale incontra quella collettiva, che il teatro diventa strumento di ascolto, ricostruzione e consapevolezza.

Lo spettacolo, interpretato da Serena Schneider e Francesca Cecala, con la regia di Sergio Mascherpa e i costumi di Maria Visalli, affronta il tema della perdita, della sopravvivenza e della forza dei legami familiari, intrecciando vicende personali che richiamano il clima di paura, sospensione e sradicamento vissuto da migliaia di persone durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Il testo di Domenighini, presentato dal Teatro Laboratorio Brescia come una partitura emotiva costruita con cura documentaria, non mira alla ricostruzione storica in senso stretto, ma alla restituzione dell’eco umana di quel periodo: voci che si cercano, ricordi che affiorano, vite attraversate dalla violenza della guerra e dalle sue conseguenze più laceranti.

Secondo le note di presentazione della compagnia, Sorelle nasce dal desiderio di mettere al centro del racconto la dimensione femminile dell’esodo: donne costrette a lasciare le proprie case, a ricominciare altrove, a custodire la memoria per chi non c’era e per chi, troppo giovane, non poteva ricordare. Schneider e Cecala portano in scena due personaggi sorretti da una recitazione intensa e misurata, costruita su gesti essenziali e su un dialogo che si muove tra presente e passato, tra ciò che è stato detto e ciò che non si riesce a pronunciare. La regia di Mascherpa predilige un impianto sobrio, quasi rituale, dove ogni movimento diventa gesto di testimonianza e ogni pausa viene a colmare il vuoto della Storia con la presenza viva del teatro.

La Giornata del Ricordo rappresenta da anni un momento fondamentale per riflettere sul valore della memoria come responsabilità condivisa. Il teatro, con la sua capacità di trasformare la storia in esperienza sensibile, offre un terreno privilegiato per avvicinare il pubblico a vicende che rischiano, con il passare del tempo, di diventare solo pagine di un manuale. Sorelle sceglie invece di restituire al pubblico i volti, le emozioni e le fragilità di chi quelle pagine le ha vissute, permettendo di riconoscere, attraverso la storia di due donne, la storia di un intero popolo costretto a confrontarsi con la perdita e con il ricordo.

La serata al Teatro San Carlo si inserisce così in un percorso più ampio di sensibilizzazione culturale. Uno spettacolo che non offre risposte, ma domande da custodire; che non giudica, ma testimonia; che restituisce umanità a un capitolo doloroso della nostra storia nazionale. In un presente che rischia spesso l’oblio, Sorelle ricorda che la memoria non è mai un atto individuale, ma un impegno collettivo. Un’occasione preziosa per la comunità di Mariano Comense e per chiunque desideri avvicinarsi, con rispetto e consapevolezza, a un tema fondamentale della nostra identità storica.

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