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Rapimento e morte di Cristina Mazzotti, in Assise a Como la sentenza 50 anni dopo: due ergastoli ed un assolto

Il verdetto dei giudici oggi dopo un lungo processo: I familiari della ragazza di Eupilio hanno pagato il riscatto, ma la ragazza era già morta in una buca nel novarese.

Due ergastoli ed una assoluzione. E’ arrivata nel pomeriggio, in Corte di Assise di Como, la sentenza nel processo per il sequestro e l’omicidio, di Cristina Mazzotti, rapita a 18 anni (nel 1975) mentre rientrava nella villa di famiglia ad Eupilio. Oltre mezzo secolo dopo, sul banco degli imputati, accusati di sequestro e omicidio, Giuseppe Calabrò, Antonio Talia e Demetrio Latella, tutti ultra settantenni. Calabrò e Latella sono stati condannati all’ergastolo, mentre Talia assolto per non aver commesso il fatto.

La sentenza, come detto, arriva dopo oltre 50 anni dai fatti e dal tragico rapimento. La ragazza di Eupilio, rinchiusa in una buca di cemento interrata in una cascina della provincia di Novara, è morta qualche mese dopo per le pessime condizioni di detenzione.

I rapitori chiesero inizialmente un riscatto di cinque miliardi di lire, poi scesero a un miliardo e 50 milioni di lire (pari a 5,5 milioni di euro di oggi) e i soldi furono consegnati dal padre ai sequestratori quando Cristina era già morta.

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