Como celebra la Giornata della Memoria: una mattina di riflessione e impegno civile con autorità e studenti
Autorità, istituzioni e giovani insieme nel ricordo dell’Olocausto ad 81 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz. Le parole di Prefetto, sindaco ed assessore regionale Fermi.
Si è svolta questa mattina, nella Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, la celebrazione ufficiale della Giornata della Memoria, organizzata congiuntamente dalla Prefettura e dal Comune di Como in occasione dell’81º anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Un appuntamento che ha posto al centro studenti e studentesse, chiamati a custodire la memoria della Shoah e a riconoscere i segnali che, nella storia, hanno preceduto tragedie e persecuzioni.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Como Alessandro Rapinese, l’assessore regionale all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione Alessandro Fermi, il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, il presidente del Consiglio comunale Fulvio Anzaldo e il prefetto di Como Corrado Conforto Galli, insieme a rappresentanti delle autorità civili e militari.
Il prefetto è intervenuto ricordando il valore della memoria come responsabilità condivisa. «Penso che ricordare la Shoah e le persecuzioni, che hanno così drammaticamente segnato l’Ottocento, sia non solo un dovere morale, ma una responsabilità collettiva. La Shoah e le persecuzioni non sono state solamente una delle pagine più buie della storia dell’umanità, ma credo che abbiano inferto tra le ferite più profonde dell’umanità. Fare memoria significa guardare in faccia quella ferita, non dimenticare, riconoscere che quell’orrore non è capitato a figura vista, ma è stato preceduto da parole d’odio, da leggi ingiuste, da silenzi colpevoli e da una progressiva perdita del senso di umanità».
L’assessore Alessandro Fermi ha ricordato l’emozione provata ascoltando le testimonianze dirette dei sopravvissuti. «In quel momento in cui toccavi con mano quella persona che raccontava la sua storia straordinaria, toccante, ti sembrava di vivere un mondo lontanissimo. Ma quel mondo non era lontano nel tempo. È importante che qualcuno abbia potuto raccontarlo, perché se lo leggiamo pare irreale, sembra un film dell’orrore lontanissimo dalla realtà, eppure c’è ancora qualcuno che lo racconta».
Il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca, invece, ha richiamato l’attenzione sulla percezione distorta che spesso si ha della Shoah come evento remoto. «Per molti studenti la Shoah può sembrare un evento lontano, studiato sui libri, eppure è accaduto in un’epoca moderna, in società organizzate, con istituzioni, scuole e regole simili alle nostre. Non è iniziata all’improvviso, ma è cresciuta dentro una normalità che ha smesso di interrogarsi su ciò che stava accadendo. Le persecuzioni non iniziano con i campi di sterminio: iniziano quando qualcuno viene escluso, trattato come diverso, quando certe parole diventano accettabili».
Anche il sindaco Alessandro Rapinese ha voluto ricordare il significato della ricorrenza. «Le giornate della memoria servono a ricordare lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito deportazione, prigionia e morte, e anche coloro che, a rischio della propria vita, salvarono altre persone perseguitate. Siamo qui per ricordare affinché non accada di nuovo. L’Europa, prima di piombare nell’oscurità nazi-fascista, come ha ricordato il presidente Mattarella, era un’Europa che proclamava e praticava libertà, tolleranza, democrazia e diritti umani».
La celebrazione è proseguita con due momenti curati dagli istituti scolastici cittadini: Passi nella memoria ha visto le allieve del Liceo Musicale e Coreutico “Giuditta Pasta” danzare sulla colonna sonora tratta da “La vita è bella”, e Per non dimenticare: voci, pensieri e poesia, è stato proposto dall’Istituto Caio Plinio II, con la lettura di testi e brani dedicati alla memoria della Shoah, fra cui pagine di Primo Levi.
