Giuliana Sgrena a Como: un incontro su informazione e guerra nel Mese della Pace 2026
La giornalista presenterà il suo ultimo libro e interverrà sul tema “Informazione in tempi di guerra”
Sabato 24 gennaio, alle 18.15, alla sede di Asylum in via Colonna 7, torna a Como Giuliana Sgrena, giornalista e inviata di lunga esperienza nei principali scenari di conflitto degli ultimi decenni. Con lei dialogherà Celeste Grossi, partendo dal più recente lavoro della reporter, Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra, pubblicato da Laterza nel 2025. Prima dell’incontro sarà allestito un buffet e l’ingresso è libero. L’appuntamento rientra nel calendario del Mese della Pace 2026 ed è organizzato da ecoinformazioni nel percorso di Più eco – giornalismo partecipato, la serie di iniziative dedicata ai temi dell’informazione e dell’impegno civile.
La carriera di Giuliana Sgrena ha attraversato alcuni dei conflitti più drammatici degli ultimi trent’anni, dall’Algeria all’Iraq, dalla Somalia all’Afghanistan, dalla Siria all’Eritrea. Nei suoi reportage ha raccontato territori in cui la guerra ha smesso di essere un’eccezione, mettendo in luce le conseguenze delle repressioni dei regimi autoritari, la fragilità degli stati falliti e il fallimento degli interventi internazionali di peacekeeping. Il suo lavoro ha smontato narrazioni ufficiali e verità semplificate, documentando violenze compiute da chi sosteneva di esportare democrazia e denunciando i traffici che ogni conflitto porta inevitabilmente con sé.

Il libro da cui prende avvio il dialogo con Celeste Grossi è anche una riflessione personale sul peso che la testimonianza diretta lascia nella vita di chi la esercita. Sgrena ripercorre l’esperienza del sequestro in Iraq nel 2005 e la morte di Nicola Calipari, l’agente che la liberò e che venne ucciso da un soldato statunitense mentre la scortava verso l’aeroporto di Baghdad. Una vicenda che segnò profondamente la giornalista, alimentando la sindrome del sopravvissuto e una lunga serie di accuse che, nel mondo prevalentemente maschile del giornalismo di guerra, si condensavano in un refrain giudicante: “se l’è andata a cercare”. Il volume diventa così la rivendicazione di una scelta professionale e umana, portata avanti con determinazione in prima linea da donna.
L’incontro a Como offrirà quindi l’occasione per riflettere sul ruolo dell’informazione nei contesti di conflitto e sul valore della testimonianza diretta in un panorama internazionale in cui la guerra torna, sempre più, a imporsi come sfondo permanente.

