la novità
|Trasporti, cambia la legge regionale: più poteri alla Regione e centralità ai laghi
Approvata la revisione della Legge 6. Nuova governance, bigliettazione digitale unica e rafforzamento delle Autorità di Bacino
Con l’approvazione in Consiglio regionale della revisione della Legge 6 sui trasporti, la Lombardia avvia una nuova fase nella gestione della mobilità pubblica e della navigazione interna, con ricadute dirette anche sui territori lacuali del Comasco e del Varesotto, dal lago di Como al Ceresio, fino ai laghi di Piano e Ghirla. Il provvedimento ridefinisce ruoli e competenze, rafforzando la funzione di programmazione di Regione Lombardia e riconoscendo una centralità strategica alle Autorità di Bacino.
La riforma introduce una nuova governance del trasporto pubblico locale: la Regione esce formalmente dalle Agenzie Tpl, ma ne rafforza il coordinamento attraverso strumenti di indirizzo vincolanti e l’istituzione del Comitato regionale del trasporto pubblico, organismo chiamato a garantire coerenza, monitoraggio e qualità dei servizi. «Una revisione importante, frutto di oltre un anno di lavoro», ha spiegato l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente, sottolineando come la nuova legge consenta una programmazione «più equilibrata e concreta».
Uno dei pilastri della riforma è l’integrazione tariffaria e modale, con l’avvio di un sistema di bigliettazione digitale unica e interoperabile. L’obiettivo è consentire ai cittadini di utilizzare autobus, treni, tram e battelli con un solo strumento di accesso e pagamento. La transizione sarà graduale, con completamento previsto entro il 2028.
Particolarmente rilevante per il territorio è il riordino della disciplina della navigazione interna. La legge accorpa e armonizza norme precedenti, individuando nelle Autorità di Bacino il soggetto unico di riferimento per programmazione e vigilanza. Tutti i Comuni rivieraschi dovranno obbligatoriamente associarsi alle Autorità competenti, superando frammentazioni amministrative. Per l’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla, la riforma rappresenta un passaggio chiave. «Permette di superare divisioni e garantire una visione unitaria della mobilità lacuale», ha commentato il direttore Maurizio Tumbiolo, parlando di maggiore efficacia nella programmazione e nella sicurezza. Sulla stessa linea il presidente Massimo Mastromarino, che vede nella legge «strumenti più chiari e una governance più solida» per rispondere alle esigenze di cittadini, pendolari e turismo.
Il provvedimento interviene anche sulla sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, prevedendo agevolazioni per Forze dell’Ordine e Polizia locale, e introduce misure a sostegno delle aree svantaggiate. Nel complesso, la revisione della Legge 6 segna un cambio di passo nel governo dei trasporti lombardi, ponendo i sistemi lacuali – dal Lario al Ceresio – al centro di una strategia che punta a integrazione, sostenibilità e maggiore efficienza dei servizi.

