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Monitoraggio climatico nelle grotte: il Buco del Piombo entra in un progetto internazionale

Installata una stazione di rilevamento nell’ambito del Progetto UCC per studiare gli effetti del cambiamento climatico negli ambienti sotterranei

Con il posizionamento e la messa in opera di una stazione di monitoraggio, avvenuti nel dicembre 2025, il Buco del Piombo di Erba entra ufficialmente a far parte della rete del Progetto UCC (Underground Climate Change), iniziativa di ricerca internazionale avviata nel 2023 e finalizzata allo studio del cambiamento climatico nei sistemi sotterranei. L’installazione rappresenta la prima stazione attiva in Lombardia nell’ambito del progetto.
Il Progetto UCC si pone l’obiettivo di analizzare l’evoluzione delle temperature negli ambienti ipogei attraverso diverse azioni, tra cui la raccolta di dati storici di rilevamento, laddove disponibili, e soprattutto la realizzazione di una campagna di misurazione diretta all’interno delle grotte ritenute idonee. In questo contesto si inserisce il Buco del Piombo, selezionato come sito di monitoraggio per le sue caratteristiche ambientali e strutturali.
L’installazione dei sensori è stata realizzata dagli speleologi della Sezione del CAI di Erba, che hanno operato applicando il protocollo recentemente aggiornato previsto dal progetto. Un primo sensore è stato collocato nell’androne di ingresso della grotta, in una posizione protetta dall’irraggiamento solare diretto e distante dal principale flusso di correnti d’aria, così da fornire dati di riferimento utili anche per l’analisi delle condizioni meteorologiche dell’area.

Buco del piombo entra nel Progetto UCC (Underground Climate Change)

Gli altri quattro sensori disponibili sono stati invece installati a circa 400 metri dall’ingresso, tutti nello stesso punto ma con modalità differenti. In un caso la sonda di rilevamento è stata collocata all’interno di un contenitore che raccoglie l’acqua di stillicidio proveniente dal soffitto; un secondo sensore è stato posizionato in aria libera; il terzo è stato inserito in un foro praticato nella roccia profondo 10 centimetri, mentre il quarto in un foro profondo 40 centimetri. Entrambi i fori sono stati successivamente chiusi con schiuma espandibile, sia per mantenere in posizione le sonde sia per preservare il microclima interno.
La scelta del punto in cui collocare la stazione interna è stata dettata da diversi fattori: la presenza di acqua di percolazione, la conformazione del luogo che lo protegge da eventuali flussi di piena e dal principale flusso d’aria che attraversa l’ipogeo, oltre alla relativa facilità di accesso per gli speleologi incaricati delle operazioni di controllo. I protocolli del Progetto UCC prevedono infatti lo scaricamento dei dati due volte l’anno per un periodo che potrebbe estendersi fino a dieci anni. Per evitare possibili anomalie termiche legate al passaggio di gruppi numerosi di visitatori, il punto di installazione è stato individuato oltre cento metri oltre il limite estremo del percorso turistico.

Buco del piombo entra nel Progetto UCC (Underground Climate Change)

A spiegare il valore dell’iniziativa sono Alessandro Marieni e Alex Chiesa, rispettivamente referente del Progetto UCC per lo Speleo Club CAI Erba e presidente dell’Associazione Guide Buco del Piombo e della Valle Bova: «La realizzazione della stazione di monitoraggio al Buco del Piombo, la prima posta in essere nel territorio lombardo, è stata resa possibile dalla collaborazione tra diverse associazioni interessate. In primo luogo lo Speleo Club CAI Erba, capofila dell’iniziativa, i cui speleologi si sono fatti carico della messa in opera e si occuperanno del recupero dei dati, quindi l’Associazione Guide Museo Buco del Piombo e della Valle Bova e la Federazione Speleologica Lombarda, entrambi soggetti che hanno patrocinato onerosamente l’iniziativa. Particolarmente significativa è la collaborazione tra speleologi e guide ambientali che gestiscono le visite turistiche del sito. Sebbene l’approccio all’ambiente ipogeo sia differente, il progetto ha suscitato interesse in entrambe le parti: gli speleologi vedono la possibilità di proseguire le ricerche scientifiche sul sistema carsico dell’Alpe del Vicerè, mentre le guide trovano un ulteriore elemento di interesse per la visita turistica del sito stesso».

Buco del piombo entra nel Progetto UCC (Underground Climate Change)

Nel settembre 2025 gli speleologi dello Speleo Club CAI Erba hanno inoltre pubblicato il volume fotografico Del Buco del Piombo e di altre storie, che fa il punto sulle conoscenze acquisite in decenni di esplorazioni nell’area dell’Alpe del Vicerè. Un’area che ospita gli ingressi di oltre 50 cavità naturali e nella quale si sviluppa il Complesso dell’Alpe del Vicerè, con più di 7 chilometri di sviluppo spaziale e un dislivello complessivo prossimo ai 100 metri.
Per quanto riguarda le visite turistiche al Buco del Piombo, dopo il successo delle ultime due stagioni riprenderanno regolarmente in primavera. La consueta pausa invernale continuerà a essere rispettata anche in futuro per salvaguardare il sito e le specie che lo abitano. La data precisa della riapertura non è ancora stata definita, ma è prevista tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.