A Lugano l’ultimo saluto al sorriso di Sofia: le parole del vescovo e dei genitori e le lacrime delle sue compagne
La ragazza scomparsa nel rogo di Crans Montana. Presenti tutti i suoi compagni. La scuola venerdì si ferma per ricordarla: un minuto di silenzio in tutte le classi. Rispetto dei media per il dolore dei genitori.
Gli amici e la famiglia. Uniti in un grande abbraccio, forte, intenso. Un momento tutto per loro così come ha espressamente chiesto la famiglia di Sofia Prosperi, la 15enne di Castel San Pietro morta nel tragico Capodanno di Crans-Montana. Lacrime e preghiere all’esterno ed all’interno della Cattedrale San Lorenzo a Lugano, con le parole del vescovo, Monsignor Alain De Raemy. Ed allora solo rispetto per una cerimonia che la famiglia ha chiesto in forma privata, senza “invasione” di media. E noi di CiaoComo ci siamo adeguati a questa richiesta comprensibilissima e legittima. Nessuna foto di persone presenti (solo questa che i colleghi di Tio.ch, anche loro estremamente rispettosi del lutto e del dolore) hanno utilizzato. Il resto è, giustamente, una cosa personale ed un dolore troppo grande per spiegare e per raccontare.
Sempre grazie a Tio.Ch anche un passaggio dell’omelia del vescovo di Lugano:”Sofia era un “si” alla vita – ha detto –. A nuove scoperte. A nuovi orizzonti. Ci sembra tutto un incubo quello che è capitato. Qualcosa di impossibile. Oggi però Sofia vive la vita piena, divina. Non vergogniamoci mai di piangere. Lo ha fatto anche Gesù davanti a Lazzaro. Piangere non significa essere fragili. Il pianto è forza. Come forte era Sofia. Una ragazza tenace. Anche tanto empatica. Le nostre lacrime oggi sono proprio un “si” alla vita”.




