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Ha 15 anni, vive in Ticino e frequenta la International School a Fino Mornasco. Era con il ragazzo di Cantù rimasto ferito gravemente ed ora al Niguarda. Di lei nessuna notizia certa.

Con il fiato sospeso. Anche i compagni di scuola della International School di Fino Mornasco continuano a sperare nel miracolo. Ma con il passare delle ore appare davvero difficile sperare di ritrovarla viva sia pure ferita in modo grave, con le bende in ogni parte del corpo tale da renderla quasi irriconoscibile. Ci sperano, ma Sofia Prosperi, 15 anni, studentessa a Fino, è sempre drammaticamente nell’elenco delle persone disperse dopo il rogo in Svizzera a Capodanno. Ore strazianti per i familiari e gli amici, per i compagni e le insegnanti che l’hanno conosciuta ed apprezzata in questi mesi all’istituto di Fino Mornasco che si affaccia sulla Statale dei Giovi.

Sofia abita a Castel San Pietro, in Ticino, a pochi passi da Mendrisio. Lì c’è la famiglia in stato di angoscia indicibile. Di lei non si hanno più notizie dalla sera di Capodanno. Era andata insieme con alcune amiche nel locale poi devastato dalle fiamme e sarebbe rimasta bloccata nel seminterrato non appena scoppiato l’incendio. Le amiche non l’hanno più vista uscire dal locale e ora sui social sono numerosi i messaggi che invitano a pregare per lei. La conferma della sua presenza nella discoteca è arrivata da uno dei numerosi video girati dai ragazzi con i telefonini nei momenti immediatamente precedenti all’innesco delle fiamme. Un ultimo momento felice per una ragazza che aveva tanti amici, italiani e svizzeri. La 15enne, come detto,  frequenta l’International School of Como di Fino Mornasco. Con lei c’era un 16enne di Cantù ora fra i feriti e ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano dopo essere stato trasferito da Ginevra con ustioni su almeno il 30 per cento del corpo.

Ieri, intanto, è stata data la comunicazione della morte di otto giovani svizzeri, e quindi anche quella di tre italiani: sono Giovanni Tamburi, 16enne bolognese, il primo nostro connazionale a essere identificato, Achille Barosi, suo coetaneo milanese, ed Emanuele Galeppini, 17enne genovese, residente a Dubai. Decisivo, appunto, l’esame del Dna effettuato all’ospedale di Losanna, l’incrocio fra il profilo genetico fornito dai parenti e quello ricavato dai corpi recuperati nella discoteca «Le Constellation».