Logo

Cesc Fabregas:”Non sappiamo più quando è fallo e quando no…….Servono regole certe”. L’ex arbitro Saccani:”Tutto regolare”. Ma Fulvio Collovati non la pensa allo stesso modo

Dibattito aperto. Fallo o no il contatto tra Ramadani del Lecce e Nico Paz del Como in occasione del primo lago lariano ? Contatto involontario o fallo anche se in protezione del pallone ? Il primo ad affrontare l’argomento è Fabregas mentre il suo collega Di Francesco è stato cacciato dall’arbitro Marchetti proprio per le proteste in occasione della rete di Paz. Cesc è onesto e sincero:“Rientra sempre nel dibattito in cui allenatore e giocatori non sanno più quando è fallo. Io non lo so sinceramente, un giorno sì e un giorno no. Tante volte mi faccio domande e non so rispondere. Fortunatamente non è il mio lavoro, finché non ci sono regole sicure avremo queste domande. Di Francesco oggi è arrabbiato, domani succederà a me. Non sappiamo niente. C’è stata una riunione e tre giorni dopo hanno dato dei rigori con decisioni opposte a quello che si diceva. Noi facciamo il nostro mestiere e loro fanno il loro”.

 

Nella discussione – in serata – anche diverse trasmissioni sportive. Max Saccani, ex arbitro ed ora commentatore Rai, è stato categorico al “Sabato al 90esimo” su Raidue:”Non è fallo, interventi simili non rientrano più nella casistica dei falli. Lo ha detto – ha aggiunto – il designatore Rocchi settimana scorsa qui da noi in studio: contatti simili oggi non sono più puniti. Si vogliono evitare accentuazioni o cadute eccessive per un contatto“. Domenico Marocchino, ex attaccante, si è detto favorevole alla decisione di Marchetti oggi a Lecce e di conseguenza alle parole di Saccani in studio. Nettamente contrario Fulvio Collovati, ex difensore di Inter, Milan, Udinese, Genoa e Nazionale.

 

 

Tornando alla gara di Lecce, le parole di Fabregas. Ad iniziare  da un elogio a Nico Paz:“E’ un giocatore importante, è qua per crescere e fare la differenza, proviamo ad aiutarlo così con movimenti e con spazio da creare. Proviamo a fare il piano gara in base a quello che fa l’altra squadra. Non si vedono trequartisti così puri nel calcio moderno, il calcio ha dimenticato questi giocatori da 5-10 anni fa. Lui deve però abituarsi al calcio moderno, potrà giocare nel 4-3-3 fuori dal Como e deve essere di mente aperta per trovare spazio. E’ un ragazzo d’oro, di grande mentalità. Quando sta in forma come oggi ti dà tanto. L’ultima partita è stato giudicato negativamente per colpa mia, l’ho buttato dentro anche se era malato. Ho sbagliato io a schierarlo, ma lui è bravo, ha saputo che ha sofferto e mentalmente se lo ricorda. Trova stimoli in lui per crescere. C’è tanta strada da fare, siamo esigenti con i giovani. Nel calcio di oggi serve umiltà”.

 

– Oggi al suo posto c’era in panchina mister Cassetti. Ha fatto bene….
“Sono contento per Cassetti, al Como siamo ancora una piccola società e non siamo in tanti. Tutti dobbiamo saper fare tutto, non è normale che tre allenatori sono squalificati in una partita e quando uno lo fa con fede va ringraziato. Lo ringrazio insieme a Massimiliano Gatto. Noi settimi per punti? Non è tutto. Stiamo crescendo velocemente, anche troppo, la squadra anche però con giocatori giovani spingiamo e miglioriamo. Siamo caduti con Inter e Roma ma giochiamo con personalità e coraggio. Porto cose positive di esigenze massime. Oggi potevamo fare più gol, dovevamo essere migliori in passaggi e uno contro uno, vogliamo sempre fare il gol perfetto. C’è lavoro da fare. La classifica non dice nulla, voglio vedere una squadra che cresce e crea valori”.

 

 

Il Como ora è atteso alle sfide con Udinese e Pisa…..

“Non parlo della classifica, ora non conta per noi. Lo stimolo è la crescita della squadra, dobbiamo fare dei passi di crescita sia io, la società e i calciatori”.

 

Douvikas oggi ha disputato una grande partita…

“Ha margine di crescita. Lui lavora come un animale, ha una grandissima mentalità e di mente aperta. Tutti i giorni lavora individualmente su cosa deve migliorare. Ho avuto una riunione personale con lui. Tutti i giocatori accettano quello che dico e tutti accettano la crescita della squadra. Non c’è mai un ‘però’ un ‘non sono d’accordo’. Douvikas può migliorare a 26 anni e deve gestire meglio le situazioni e la sua postura, gestire la palla meglio. Ha un grande potenziale”.