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Le dichiarazioni del tecnico spagnolo scatenano un putiferio. Anche settimana scorsa non ha nascosto la contrarietà alla partenza del ragazzo per la Coppa d’Africa. Ora rischia di saltare l’appuntamento per il nuovo guaio muscolare

Il commento post-gara di Cesc Fabregas – allo stadio Olimpico di Roma – fa infuriare i tifosi del Senegal. Che, da quanto si è appreso in queste ore, hanno investito di insulti (e minacce in qualche caso, anche molto pesanti), la pagina social (Instagram) dell’allenatore del Como. Migliaia di commenti e bandiere della nazione africana sul suo ultimo post. Una tempesta che ha investito Cesc in queste ore

La stragrande maggioranza dei messaggi in Wolof (la lingua del Senegal) è costituita da insulti estremamente volgari e minacce.

Il motivo sono le sue dichiarazioni su Assane Diao, per cui aveva chiesto di non essere convocato in Coppa d’Africa (CAN) per tutelare il giocatore reduce da diversi infortuni. Ieri sera, quasi come una maledizione, un altro stop per Diao.

𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭 𝐠𝐚𝐫𝐚 a Sky sport:”Io sono un grande fan della Nazionale, spero che i miei calciatori ci vadano tutti, ma avevo chiesto di non convocarlo per la Coppa d’Africa perché ha fatto solo 8 partite ed è stato fuori un mese e mezzo”. Oggi non avrebbe dovuto giocare, ma sarebbe dovuto andare 5 settimane lì e ho detto ‘Cavolo, prendiamoci un rischio anche noi!’: il ct del Senegal mi ha detto che in tal caso non sarebbe andato ai Mondiali…”.

La rabbia è esplosa in tutta la sua forma più deprecabile 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐃𝐢𝐚𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐚𝐭𝐨 ieri a Roma, rischiando ora di saltare la Coppa d’Africa. Per Fabregas accuse 𝐝𝐢 𝐢𝐩𝐨𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢𝐚 𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐟𝐞𝐝𝐞:”Lo ha schierato lo stesso con il club, anche se non al meglio, causandone l’infortunio”. I commenti sono 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐮𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐞 🇸🇳 e rispecchiano la rabbia per un presunto disinteresse europeo verso l’orgoglio delle Nazionali africane.

Fabregas (video sopra), proprio nel corso dell’ultimo incontro con la stampa a Mozzate si è detto contrario alla partenza del ragazzo per la Nazionale e la Coppa d’Africa.
Ieri sera all’Olimpico, oltre a lui, si è fatto male anche Addai in occasione della rete della Roma, con i giallorossi che hanno proseguito ed il Como che non ha protestato per questo:”Bisogna essere onestissimi per farlo – ha detto Cesc a Dazn a fine gara – ma è giusto così, che non si siano fermati. Non è un problema questo. Entrambi i nostri ragazzi (Diao e Addai) hanno un problema al flessore,  non so quanto sia grave. E’ un peccato perché sono ragazzi giovani con tanta voglia di fare bene e di essere in campo e giocare. Eh si, è un peccato per loro e per la squadra”.

Mister per la prima volta abbiamo visto un Como un po’ in difficoltà in fase di costruzione e che ha sofferto soprattutto nel primo tempo la pressione della Roma: secondo lei cosa non ha funzionato?

Non è  la prima volta, è successo altre volte da quando sono in Italia che ci sono tante squadre che ti vengono a pressare. Questa è stata la tipica partita molto fisica  e con tanti duelli. In queste partite serve avere tanta qualità e fisicità perché chi vince i duelli ha la possibilità di andare in porta, anche noi abbiamo recuperato palla e potevamo fare gol. Poi ci sono sempre piccole cose da migliorare, degli errori miei e della squadra sui quali lavorare per crescere però anche questa sera la squadra ha lottato fino alla fine ed è una cosa positiva. Nel secondo tempo la squadra ha lottato e avrebbe meritato di segnare ma faccio i complimenti alla Roma che ha fatto una grande partita. Hanno un giocatore fortissimo come Soulé che fa la differenza”.

Alla fine della partita è andato a parlare direttamente con Gianluca Mancini,  ci può dire cosa vi siete detti e cosa l’ha fatta effettivamente arrabbiare?

Ma no, va bene non è un problema. Provo sempre a parlare con rispetto e con Mancini è stata una chiacchierata onesta durante la quale  lui ha detto la sua e io la mia. Tutti nel calcio vogliamo vincere e dal mio punto di vista, lo so che c’è la furbizia, lo so che c’è l’esperienza. Gli ho detto: guarda che Ramon è un ragazzo di 20 anni e stai provando a fare quello, lui sicuramente ti guarda e vuole imparare. Magari oggi va a casa pensando che si aspettava un po’ di più a livello di atteggiamento, a livello di parole dentro il campo, di provocazioni. È stata una chiacchierata normalissima di calcio”.

Infine il mercato dopo l’infortunio di Morata e quelli di ieri sera a Roma. Intervisti in vista ?

Non so, si vedrà, si deve analizzare tutto bene,  parlare, confrontarsi e valutare se ci sono opzioni. Non lo so, noi sappiamo chi siamo e che dobbiamo sempre crescere sotto tutti i punti di vista. Guarda dove eravamo due anni fa e  dove siamo oggi, abbiamo avuto una crescita molto veloce e oggi dobbiamo stare tranquilli. Il Como è una squadra che non molla e che fino alla fine prova sempre a giocare e a fare punti contro qualsiasi avversario. Oggi  ha giocato Baturina  che finora ha giocato pochissimo, adesso sarà il momento di  Kuhn, Nico Paz  può giocare attaccante”.

LA SINTESI DELLA GARA DI ROMA