Il Natale torna a Sora in Val Cavargna con il famoso presepe vivente nelle case del borgo
Dal 24 al 28 dicembre il borgo di Sora in Val Cavargna torna ad animarsi con il presepe vivente: oltre cento figuranti, antichi mestieri e atmosfere alpine per un Natale all’insegna della tradizione e della comunità.
Dopo la bellissima edizione del 2023 a Sora, piccola frazione rurale di San Bartolomeo in Val Cavargna, il Natale torna ad accendersi di voci, passi e antichi gesti. Alyssa Giussani ha raggiunto il borgo in questi giorni di preparativi, quando le case in pietra ricominciano lentamente a trasformarsi e il tempo sembra fare un passo indietro. Dal 24 al 28 dicembre il Presepe Vivente della Val Cavargna tornerà ad animare il paese, in una delle manifestazioni più identitarie e sentite del territorio, organizzata dal Gruppo Folcloristico Val Cavargna con il patrocinio del Consiglio regionale della Lombardia.
Sora, adagiata tra i boschi e le montagne, diventa per l’occasione un vero villaggio alpino di fine Ottocento. Oltre cento figuranti, tutti volontari, restituiscono al pubblico uno spaccato di vita contadina e artigianale che appartiene alla memoria profonda delle vallate lombarde. Non una semplice rappresentazione, ma una comunità che si rimette in moto, riscoprendo i propri ritmi e i propri saperi. Le stradine si adornano di rami di pino, i camini tornano a fumare, i bracieri scaldano l’aria e accompagnano i visitatori in un percorso fatto di luci soffuse e profumi antichi.
Il cuore del presepe è il lavoro. Un lavoro umile, faticoso, ma carico di dignità e di senso. Gli antichi mestieri rivivono uno dopo l’altro: lo stagnino che illumina la notte con le scintille del metallo fuso, l’arrotino che affila coltelli e forbici tra una battuta e un sorriso rivolto alle massaie, i segantini sospesi sul cavalletto a trasformare tronchi in assi per pavimenti e arredi. C’è la vita domestica, con le donne intente a preparare la buseca o la matuscia, i salumi e i formaggi, e quella degli artigiani che dal legno grezzo ricavano zoccoli, scodelle e utensili grazie al tornio.

Le case di Sora, prestate generosamente dagli abitanti, tornano ad essere vissute come un tempo. I pavimenti in cotto, i camini con i passaggi segreti per conservare i generi alimentari, le vecchie stufe consumate dall’uso quotidiano raccontano una storia fatta di ingegno e adattamento. Nei locali un tempo adibiti alla lavorazione del latte si riscoprono i gesti del burro e del formaggio, mentre poco più in là la filatura della lana restituisce un’immagine di quiete e concentrazione che avvolge chi osserva. Anche gli animali fanno parte di questo ritorno alla vita di un secolo fa: mucche, vitellini, asini, pecore, capre e cavalli contribuiscono a rendere autentica l’atmosfera del borgo.
Il senso profondo di questa manifestazione è raccontato con parole che non hanno bisogno di essere aggiornate, perché restano attuali. Gloria Mancassola, storica componente del Gruppo Folcloristico Val Cavargna e anima dell’organizzazione, parla di un Natale senza vetrine e senza regali, in cui il messaggio di pace e serenità rischia meno di perdersi. Il presepe nasce per tramandare alle nuove generazioni non solo una tradizione religiosa, ma anche la consapevolezza che il progresso di una valle passa dal lavoro collettivo, dalla costanza e dall’impegno condiviso.
Il Presepe Vivente di Sora è anche questo: un’esperienza comunitaria che coinvolge l’intera popolazione e che, anno dopo anno, richiama migliaia di visitatori dalla Lombardia e dal Canton Ticino. Un evento che si regge sulla pazienza degli abitanti, sulla dedizione dei volontari e su un’idea di Natale che mette al centro le relazioni, la memoria e l’identità.

La manifestazione si svolgerà il 24 dicembre dalle 18 alle 23.30, con fiaccolata e Santa Messa nella chiesa parrocchiale, e proseguirà nei pomeriggi del 26, 27 e 28 dicembre dalle 14.30 alle 19. Durante le giornate del presepe l’accesso alla frazione sarà consentito solo ai residenti; per i visitatori saranno attivi bus navetta gratuiti dalla piazza della Società di San Bartolomeo fino all’abitato di Sora.
Per pochi giorni, tra Natale e fine anno, la frazione tornerà a vivere come alla fine dell’Ottocento. Non per nostalgia, ma per ricordare che certe radici, se curate, continuano a dare senso al presente.
Orari di apertura e chiusura della manifestazione:
- 24 dicembre 2025 – Ore 18:00 – 23:30 – fiaccolata e S. Messa nella chiesa parrocchiale
- 26 dicembre 2025 – Ore 14:30 – 19:00
- 27 dicembre 2025 – Ore 14:30 – 19:00
- 28 dicembre 2025 – Ore 14:30 – 19-00
Si comunica che l’accesso alla frazione di Sora durante la manifestazione sarà possibile solo per i residenti. Per i visitatori saranno disponibili bus navetta gratuiti che dalla Piazza della Società di San Bartolomeo scenderanno fino all’abitato di Sora.

Gloria Mancassola, storica componente del Gruppo Folclorico Val Cavargna, ha fatto da guida ad Alyssa nella visita alle casetta del borgo di Sora e ci ha lasciato con un pensiero dedicato al “suo” presepe:
“L’atmosfera natalizia di una vallata alpina senza vetrine e senza regali, solo con stradine addobbate da rami di pino, camini accesi, bracieri fumanti e migliaia di visitatori increduli che esitano ad entrare in quelle vecchie case ritornate calde e accoglienti come un tempo, è un esperienza che la Val Cavargna ritorna a riproporre.
Così è il presepe della Val Cavargna che da diciannove anni coinvolge in questa incredibile manifestazione tutta la popolazione della Valle.
Si tratta di un presepe laborioso: tutti i personaggi svolgono un mestiere dimenticato e sconosciuto ai più giovani, ma descritto con tanto entusiasmo ai visitatori dai più anziani.
E’ il lavoro dello stagnino che illumina la notte con le scintille dello stagno, dell’arrotino che intento ad affilare coltelli e forbici non esita a corteggiare le giovani massaie che gli affidano i loro utensili, dei segantini appesi a 3 metri da terra, sul cavalletto dove è già pronto il tronco dal quale si ricaveranno assi per pavimenti, per porte e armadi, finestre e imposte.
E’ il lavoro delle massaie che preparano la buseca o la matuscia per cena, salami e formaggi, degli artigiani che da tozzi pezzi di legno ricavano zoccoli o con l’aiuto del tornio, scodelle e altri utensili.
Gli abitanti di Sora prestano volentieri le loro case ai personaggi del presepe ed altri prestano anche i loro animali: la mucca, il vitellino, gli asini , le pecore e le capre, i cavalli della frazione e cosi via per pochi giorni la frazione torna a rivivere come alla fine del 1800 o inizio del 1900.
I vecchi camini e le consumate stufe sono riaccesi, l’antico lavatoio torna alla pulizia originaria.
Si riscoprono case col pavimento di cotto, camini con passaggi segreti per nascondere nelle viscere della terra generi alimentari, ai quali si può accedere solo spegnendo il fuoco.
I locali adibiti a laboratori per la lavorazione del latte sono riaperti e da personaggi esperti viene descritto come si fa il burro e il formaggio, più sotto in un’altra casa si riscopre l’arte della filatura della lana. E’ l’espressione delle donne più anziane che suggerisce il titolo alla scena che vede il visitatore: una sensazione di serenità pervade chi osserva le abili filatrici ed entrare a chiedere spiegazione sembra di interrompere quella magica atmosfera.
Perché un presepe così? Per non rinunciare a tramandare alle nuove generazioni il messaggio di pace e di serenità che Gesù ha portato sulla terra e che le vetrine e i regali rischiano di cancellare e di rendere inutile, per rendere consapevoli le nuove generazioni che il progresso di una Valle può essere solo frutto di un impegno costante e continuo.
Il lavoro collettivo che esercita alla fatica, alla costanza e all’impegno, la gioia di aver partecipato, la riscoperta del vero senso del Natale e della propria esistenza, questi sono i sentimenti che animano i personaggi di questo presepe vivente che ogni anno raduna migliaia di visitatori provenienti da tutta la Lombardia e dal Canton Ticino.
Agli abitanti di Sora va la gratitudine degli organizzatori per la pazienza con la quale fin dalla fine di novembre accolgono chi lo prepara. Senza di loro e senza i volontari tutto questo non sarebbe possibile.
Per farvi partecipi di queste esperienze e di questi sentimenti, vi aspettiamo il 24, 26, 27 e 28 dicembre a Sora!“

Video di Lorenzo Monga
