Nabucco, classico senza tempo. Domenica si replica al Sociale
Ieri sera al Teatro Sociale di Como applausi per l’opera di Giuseppe Verdi
di Sofia Mancuso
È difficile che in una stagione operistica italiana non vi sia traccia di Giuseppe Verdi, e infatti quest’anno al Teatro Sociale di Como troviamo “Nabucco”, opera che consacrò il compositore al successo nel 1842. Questo titolo è uno dei più famosi dell’intero repertorio operistico italiano, e ancora oggi continua ad esercitare il suo potere magnetico grazie a una rappresentazione universale del conflitto: sulla scena vi sono due popoli che, a causa della violenza di uno dei due, non possono convivere serenamente. Verdi e il librettista, Temistocle Solera, si impegnarono affinché questo fosse un vero dramma corale, in cui le vicende dei singoli sono scintille per eventi che di fatto coinvolgono gli interi popoli.
La regia di Federico Grazzini vuole riprodurre proprio questa assoluta universalità del conflitto, collocandolo in un mondo post apocalittico ben realizzato dalle scenografie minimaliste, ma d’impatto, di Anna Bonomelli e dalle luci di Giuseppe Di Iorio, che partecipano attivamente agli stati emotivi dei personaggi. Anche i costumi e il trucco, sempre di Bonomelli, rispecchiano con efficacia la differenza d’attitudine tra i due popoli: laceri gli uni ed esageratamente armati gli altri.

Alla direzione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, precisa e salda, troviamo Valerio Galli, che restituisce ottimamente la partitura, con un’attenzione particolare rivolta all’emotività drammatica racchiusa nelle pagine verdiane.
Il cast è capitanato dal Nabucco di Angelo Veccia, che si distingue per eccellenza sia scenicamente che vocalmente. Presenta una voce solida, timbricamente avvolgente e duttile e capace di percorrere il complesso arco narrativo del personaggio. Abigaille, ruolo complesso, è interpretata da Kristina Kolar, che spicca in particolar modo nella resa delle parti più acute con brillantezza e fluidità. Riccardo Zanellato interpreta Zaccaria, ottenendo un evidente gradimento da parte del pubblico, che nei suoi confronti non si risparmia nemmeno a scena aperta. Rende infatti il suo personaggio con una voce scura e sicura, potente ma anche accogliente quando necessario; la performance si arricchisce anche di un’efficace presenza scenica. L’Ismaele di Marco Miglietta presenta un timbro chiaro e pregevole, per quanto talvolta inficiato nelle parti più acute, che non sempre spiccano per naturalezza. Fenena è un’ottima Mara Gaudenzi, che riesce a ben coniugare il cantato con il personaggio, tramite un timbro dolce e accorato. Completano il cast le ottime prove, incisive e precise, di Saverio Pugliese nel ruolo di Abdallo, Greta Doveri nel ruolo di Anna e Alberto Comes come Gran Sacerdote di Belo. Un ruolo da protagonista è certamente quello del Coro OperaLombardia, guidato da Diego Maccagnola, che mostra di essere ben all’altezza del ruolo. Le scene più suggestive sono proprio quelle che lo coinvolgono da vicino, ovvero l’esecuzione di “Va, pensiero” e di “Immenso Jehovah”, entrambi eseguiti con estrema precisione e attenzione per le dinamiche e i colori.

Nabucco si conferma ancora una volta un grande classico della letteratura operistica, capace di parlare anche oggi al pubblico e di leggere la realtà, purtroppo anche più di quanto noi stessi non vorremmo.
Sarà possibile assistere alla seconda recita presso il Teatro Sociale di Como domenica 14 dicembre alle ore 15:30.


