Qualità della vita: Como al 25esimo posto nella classifica del Sole 24 Ore
Dopo l’11esimo posto del 2024 Como perde 14 posizioni e scende in classifica come, quasi, tutte le città lombarde
Dopo gli ultimi risultati Como in zona Champion, ma non in tutte le classifiche. Dopo due anni consecutivi nei quali Como stava in alto tra le città in cui si vive bene, torna il segno meno accanto alla nostra nellaindaginestatistica del Sole 24 Oreper il 2025: Como è al 25esimo posto per qualità della vita tra i 107 capoluoghi d’Italia.
Neanche malissimo pensando allo sprofondo del 2001 quando dalle 72esima posizione eravamo più vicini al fondo che al vertice, ma è che gli ultimo anni ci avevano abituati bene, 17esimi nel 2023 e, additittura, 11esimi l’anno scorso. Ora, con 14 posizioni perse, Como torna più prossima alle posizioni di classifica abituali contando che nel 1990, quando è iniziata la rivelazione del quotidiano di Confindustria, la nostra città partiva dal 41esimo posto e, per lungo tempo ha oscillato intorno a metà classifica, perciò essere 25esimi è un risultato accettabile.
Del resto sono in calo tutti i capoluoghi lombardi in questo 2025, iniziando da Bergamo che lo scorso anno era al primo posto nella classifica delle città con la miglior qualità di vita del Sole 24 Ore ed adesso è al 5° posto. Milano è 8° e, con Sondrio 23esima, sono le sole ad avere il segno positivo a fianco, Cremona, Lecco e Monza stanno tra il 14esimo e il 16esimo posto, Brescia è la numero 28, Mantova 34, Varese 41, Lodi 59 e Pavia 56.

La classifica della qualità della vita 2025 secondo Il Sole 24 Ore vede Trento al primo posto, seguita da Bolzano e Udine. Le prime dieci posizioni sono tutte occupate da province del Nord Italia, con un mix di grandi città come Bologna e Milano e centri medi come Bergamo, Treviso e Verona.
Le prime 10 province:
1. Trento
2. Bolzano
3. Udine
4. Bologna
5. Bergamo
6. Treviso
7. Verona
8. Milano
9. Padova
10. Parma
Le province meridionali continuano a lottare con difficoltà strutturali, con Reggio Calabria all’ultimo posto.
L’analisi utilizza 90 parametri ufficiali suddivisi in sei macro-settori: ricchezza e consumi; economia e occupazione; ambiente e servizi; popolazione, società e salute; sicurezza e giustizia; cultura e svago. Tra questi figurano anche vari indici compositi pubblicati nel corso dell’anno, come quelli sul clima, sulle diverse fasce d’età, sul livello di sportività, sulla criminalità e sulla qualità della vita delle donne.
Alcuni indicatori sono invariati rispetto alle edizioni precedenti, mentre 23 sono stati introdotti o reintrodotti: tra i nuovi criteri compaiono, per esempio, percezione dell’insicurezza, mortalità oncologica, incidentalità stradale e livelli di inquinamento dell’aria.
Mettendo a confronto le medie nazionali di alcuni parametri presenti sia nell’indagine 2025 sia nell’edizione precedente, emerge un Paese che ha saputo andare oltre lo stallo post Covid, ma dove, tuttavia, i nodi strutturali rimangono da sciogliere. Nel giro di un anno sono migliorati alcuni degli indici legati alla ricchezza e al benessere economico degli italiani, tra cui le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti che sono salite in media di 703 euro, ed è calato il numero delle famiglie più povere (-7,5% quelle con Isee entro i 7mila euro). Gli indicatori economici e industriali, tuttavia, non raccontano una storia completamente positiva complice il momento complicato: pur a fronte di un lieve aumento dell’occupazione, le ore di cassa integrazione autorizzata sono salite del +22,8% rispetto a quanto rilevato un anno prima ed è calato leggermente (-0,6 ogni 1000 società di capitali) il numero delle start up innovative. L’Italia, poi, rimane un “paese per vecchi” con la natalità ferma (i nuovi nati ogni mille abitanti sono a -0,2 con cali più severi al Nord) e il rapporto tra anziani e giovani, decisivo per comprendere l’insostenibilità del modello Italia, è in continuo aumento.
I dati saranno disponibili e accessibili online da lunedì 1° dicembre alle ore 7 su www.qualitadellavita.ilsole24ore.com/

