La protesta alla Festa dello sport:”Niente premio senza la palestra”. La replica del sindaco:”C’è e l’avrete sempre”
La nota della società cittadina in redazione. Rapinese spiega e chiarisce la posizione del Comune:”Strano concetto di Fairplay: lagnanza inventata. Troveremo una soluzione adeguata nel caso di chiusura della Corridoni”
Lo scontro è andato in scena ieri sera al Teatro Sociale di Como al termine della bellissima giornata dedicata al Fairplay nella Festa dello Sport, annuale appuntamento indetto dal Comune per celebrare gli atleti under 14 comaschi più meritevoli per impegno, volontà e passione.
Al momento della premiazione (foto) la società Lario scuola di judo ha esposto sul palco un messaggio semplice e forte al tempo stesso:”Grazie ma niente premio, vorremmo la Palestra” con riferimento a quella dove attualmente si allenano e che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale dovrebbe chiudere.
Questa la nota che la società ci ha inviato in redazione e che pubblichiamo integralmente, sopra la replica del sindaco Rapinese alla loro richiesta

LA NOTA LARIO SCUOLA DI JUDO
Per la prima volta a salire sul palco sarà Filippo Correttore. Non è un ragazzo in carne ed ossa, ma uno spirito. Lo spirito dello sport e del fairplay di questo evento.
Anziché ritirare il premio, si rende portavoce di un messaggio tanto semplice quanto forte:
“Grazie Ma -niente premio- vorremmo la Palestra”.
A rappresentare la Lario scuola di judo è infatti Filippo Correttore, un ragazzo che non esiste fisicamente ma racchiude molte delle qualità dei giovani judoka del sodalizio, dei loro genitori e dei tecnici. Rappresenta la nostra comunità.
La presentazione di Filippo recitava: “Preagonista solare e volenteroso, partecipa con entusiasmo alle attività proposte collaborando attivamente coi compagni. Sempre leale nel confronto sportivo, non si tira indietro di fronte alle difficoltà. Si impegna. Ha ottimi margini di miglioramento.”
Inizialmente si sarebbe chiamato Filippo Corridori ma sarebbe stato troppo simile a Filippo Corridoni a cui è intitolata la scuola nella quale si allena la Lario scuola di judo e il cui destino al momento è segnato da una discutibile delibera comunale.
Da qui il cambio in “Correttore” affinchè si corregga la prospettiva che incombe sulla scuola di Via Sinigaglia (magari acciaccata ma viva e funzionante).
Chiudendo la scuola Corridoni, con essa, di fatto chiuderebbe l’unica sede allenamenti della Lario scuola di judo. Dopo 20 anni di impegno, con, negli anni, tanti ragazzi e famiglie coinvolti, con risultati di pregio (corrispondenti alla serie A del calcio per intenderci), non ci viene offerta nessuna alternativa. Ci vogliono far chiudere?, far morire senza nemmeno una telefonata, la proposta di una sede alternativa?.
E se in questo evento si vogliono premiare impegno, passione e fairplay non potevamo fare altro…
Proprio Filippo Correttore, affiancato dai suoi insegnanti tecnici Laura Di Adamo e Paolo Piacenti e col sostegno dei suoi compagni di allenamento, si rende portavoce del messaggio: “Grazie Ma -niente premio- vorremmo la Palestra”; sottointeso “non mi interessa il premio oggi se domani mi viene tolto il posto in cui mi alleno! (e non si concerta neppure una eventuale soluzione alternativa”).
Filippo ha infatti l’ardire di vedere la sua palestra, la Lario scuola di judo, vivere e addirittura prosperare, ben oltre i 20 anni di intensa attività realizzata sul territorio. Tra questa, da segnalare, solo ultima in termini cronologici, è la attiva collaborazione nel progetto Fair Play indetto dal Teatro Sociale col sostegno di Coni, Comune di Como e altri autorevoli partner. La tappa indoor del progetto svolto nella stessa giornata di sabato 29 novembre ha visto le sale del Teatro animate da svariate discipline sportive afferenti a diverse aree.
Con orgoglio Filippo ha constatato che nella stupenda Sala Zodiaco, a rappresentare le “arti marziali”, è stata selezionate proprio la sua palestra, la Lario scuola di judo di Como assieme al Mon Club di Appiano Gentile per il judo e il Cao Cantù per il karate.
Dallo stupore del Teatro, dall’orgoglio di una premiazione, alla triste prospettiva della propria palestra, i sentimenti sono forti e contrastanti.
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