Luci, panchine e scarpe rosse in tutto il territorio ed alla Camera si al Decreto legge sul femminicidio: ergastolo per chi uccide una donna
Il ministro Locatelli oggi nel comasco:”Un passo decisivo per riconoscere la gravità di questi crimini e per rafforzare la tutela delle donne. La violenza non è mai da giustificare”
Nella giornata simbolo della lotta alla violenza alle donne – questo 25 novembre – arrivano tante iniziative in tutti i comuni del territorio comasco, Da Cantù a Lurate, da Dizzasco ad Albavilla. Panchine rosse e luci accese questa sera. Come anche (foto qui sotto) alla Questura di Como ed al Comando provinciale dei carabinieri di Como. Segnali forti per ribadire che qui – con apposite stanza protette e personale altamente qualificato – esiste la possibilità di perseguire stalking, molestie e violenze di genere.
Ma non solo questo nel 25 novembre 2025. Perchè l’annuncio arriva direttamente dal Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, in questa giornata impegnata con l’assessore regionale Fermi in diversi punti del territorio. La Locatelli ha annunciato, infatti, che oggi la Camera ha approvato all’unanimità il Decreto di legge sul femminicidio che diventa legge e che introduce nel codice penale l’articolo 577-bis, che prevede l’ergastolo per chi uccide una donna per odio, discriminazione, prevaricazione o controllo.
“Si tratta di un passo decisivo per riconoscere la gravità di questi crimini e per rafforzare la tutela delle donne, in ogni ambito della vita. La violenza non è mai da giustificare”, queste le parole del Ministro Locatelli.
Ma il patto siglato da maggioranza e opposizioni per approvare nel giorno simbolo contro la violenza di genere il ddl che introduce il reato di femminicidio si infrange poi sul muro di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che, in commissione Giustizia al Senato, chiedono ulteriori audizioni per migliorare la legge. Quella stessa legge che nell’aula della Camera, solo mercoledì scorso, era stata approvata all’unanimità e per cui si erano spese, in prima persona, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Se per le opposizioni siamo davanti a un voltafaccia della maggioranza, che arriva addirittura a sfiduciare la premier, per la presidente della commissione e senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, si tratta solo di un supplemento di indagine per preparare un “provvedimento importantissimo”



