Logo
Reincantare il mondo: da oggi Stramonio a Como tra memoria delle streghe e nuovi saperi

A Como torna Stramonio – Trame del reincanto, il festival che indaga la storia delle streghe sul territorio lariano per rileggere il presente attraverso incontri, studi e performance. Tra gli appuntamenti di punta, la lectio sul sabba stregonesco e le riflessioni su tessitura, potere e trance.

Da oggi a domenica 16 novembre torna  Stramonio – Trame del reincanto, il festival culturale che affronta la figura della strega come chiave critica per leggere il presente. Nato lo scorso anno come spazio di riflessione sulle dinamiche di marginalizzazione e sulle forme di potere che attraversano la storia, il festival prosegue ora il suo percorso, mantenendo al centro la volontà di “reincantare il mondo”, recuperando immaginazione, trasformazione e saperi spesso esclusi.

Organizzato da Eretica con il contributo dell’Università dell’Insubria e il sostegno di C.i.r.e. e FP CGIL Como, Stramonio 2025 coinvolge realtà culturali e formative del territorio, tra cui FAR – Fondazione Antonio Ratti, l’ISIS Setificio “Paolo Carcano”, Parolario e Dajko. Il programma, diffuso tra la sede di Sant’Abbondio dell’Università dell’Insubria e Villa Sucota della Fondazione Ratti, intreccia conferenze, performance, cinema, laboratori e incontri dedicati alla storia, alla filosofia, all’antropologia e alle arti visive.

Stramonio 2025

Como, le streghe e l’Inquisizione sono legate in un nodo storico ancora vivo. Como fu infatti uno dei centri più duri della repressione inquisitoriale tra tardo Medioevo ed età moderna. Qui, nel convento domenicano che sorgeva nell’area dell’attuale stazione di Como San Giovanni, si tennero numerosi processi per stregoneria. Centinaia di donne – molte levatrici, guaritrici, prostitute o figure marginalizzate – furono accusate, torturate e condannate sulla base di superstizioni e sospetti che spesso mascheravano dinamiche sociali e politiche di controllo.La ricostruzione di quei processi mostra un territorio attraversato da paure collettive, ansie economiche, conflitti di comunità. In un’area dove la medicina popolare femminile conviveva con forme di culto locale e pratiche erboristiche, le accuse di stregoneria divennero spesso uno strumento di repressione verso chi esercitava un sapere autonomo o non conforme.

E proprio a questa storia Stramonio torna ogni anno, trasformandola in un dispositivo critico: non solo memoria del passato, ma occasione per interrogare le logiche di esclusione ancora operative nel presente.

Ottavia Fragnito, presidente di Eretica, presenta Stramonio a Ciaocomo radio

L’eresia delle streghe: il sabba, tra mito e politica

L’apertura del festival, questa mattina all’Università dell’Insubria Chiostro di Sant’Abbondio, è affidata a “L’eresia delle streghe: il sabba stregonesco”, la lectio di Cora Presezzi, storica e curatrice del volume Streghe, sciamani, visionari. L’appuntamento affronta uno dei nuclei più simbolici del processo di costruzione della figura della strega: il sabba, ossia la riunione notturna che per secoli ha alimentato narrazioni diaboliche e persecuzioni.

Il sabba non è solo un mito giudiziario. È un dispositivo culturale che ha consentito di definire un “altro” temuto, di costruire una devianza e di legittimare punizioni esemplari. La strega che vola nella notte, che compie rituali proibiti, che agisce al di fuori del controllo maschile e istituzionale, diventa un’immagine potentemente politica: un corpo femminile sottratto all’ordine sociale. Nell’intervento di Presezzi questo immaginario verrà smontato e ricollocato storicamente, per mostrare come le accuse di eresia non siano state solo persecuzioni contro le donne, ma tentativi di regolamentare saperi, autonomie e pratiche comunitarie.

Tessitura, potere, trance: fili che attraversano le epoche

Tra gli appuntamenti cardine del programma vi è “Tessitura, potere, trance. Donne e dee del destino” con l’antropologa Michela Zucca dell’Associazione Sherwood, Il tema della tessitura, che dà forma all’intera edizione del festival, affonda le radici in un immaginario antico in cui filare, annodare e intrecciare erano attività cariche di potere simbolico.

stramonio

Zucca esplora il filo come metafora del destino e del controllo, ricordando come in molte culture le donne siano state custodi di saperi connessi al ciclo vitale, alla guarigione, alla narrazione. La tessitura diventa così un gesto politico, capace di restituire agency e memoria. In una città come Como, dove la tradizione serica ha strutturato per secoli identità e economia, questa riflessione assume una risonanza ulteriore: la trama del tessuto diventa trama culturale, collettiva, di resistenza.

La stessa metafora ritorna nella giornata conclusiva alla Fondazione Ratti, dove film sperimentali e un laboratorio di scrittura lavorano sull’intreccio tra mondo umano e mondo vegetale, invitando alla scoperta di “storie invisibili” custodite nelle forme della natura.

Stramonio 2025 propone tre giornate di incontri che spaziano dalla videoarte di Maya Deren alle riflessioni sul lavoro di cura, dai rituali afro-cubani analizzati nell’arte di Ana Mendieta fino alle filosofie decoloniali di Gloria Anzaldúa. Il corpo, la spiritualità, il potere, la cura: sono questi i nodi attorno a cui il festival costruisce un discorso plurale e interdisciplinare.

Accanto ai contributi accademici, il festival dà spazio a performance, letture, cinema sperimentale. Non un semplice cartellone di appuntamenti, ma un ecosistema culturale che incoraggia l’ascolto e la discussione. La collaborazione con il Setificio “Paolo Carcano” e con la FAR testimonia inoltre l’attenzione alla continuità tra passato e presente, tra arti tessili e sperimentazioni contemporanee.

Una cultura che reincanta

“Reincantare il mondo” – uno dei principi che guida l’edizione 2025 – non è un ritorno alla magia in senso naïf, ma la possibilità di restituire valore ai processi trasformativi, ai saperi non dominanti, alle logiche che sfuggono al profitto. Recuperare una dimensione simbolica significa anche opporsi alle forme di marginalizzazione che, oggi come ieri, colpiscono tutto ciò che appare deviante o scomodo.

A Como, dove la storia delle streghe non è un’eco lontana ma un capitolo documentato della vita cittadina, Stramonio invita a guardare alle ferite del passato per capire come si costruiscono le esclusioni del presente. E allo stesso tempo apre uno spazio dove immaginazione, cultura e critica possono diventare strumenti di trasformazione.

Il festival si conferma così un laboratorio di idee, un luogo di attraversamento di epoche e discipline, un invito a nuove trame possibili: politiche, culturali, sociali.

Stramonio 2025

Il programma

Venerdì 14 Novembre

Università dell’Insubria, sede Sant’Abbondio

ORE 10.15 Inaugurazione

ORE 11.00 “L’eresia delle streghe: il sabba stregonesco”

Con Cora Presezzi, storica, autrice e curatrice di “Streghe, sciamani, visionari. In margine a storia notturna di Carlo Ginzburg”.

ORE 14.00 “Indispensabili e stigmatizzate: donne, lavoro di cura e pregiudizi”

Con Viviana Lilli Casano, docente diritto del lavoro Università dell’Insubria; Francesca Coin, sociologa e scrittrice; Stefania Macri, FP CGIL Como

Ore 15.30 “Infermitas sexus. Donne, detenzioni e femminismo”

Con Valeria Verdolini, sociologa, Presidente Associazione Antigone Lombardia.

Ore 17.00 “Stregoneria e psichiatria”

Con Camilla Callegari, professore associato di psichiatria Università dell’Insubria

A seguire, Reading teatrale con Cristiana Tramparulo.

Ore 18.30 Maya Deren – “Maya Deren e il rito del visionary film”

Proiezione a cura di Toni D’Angela, fondatore e editor di “La Furia Umana”

–              Meshes of the Afternoon (1943)

–              The Witch’s Cradle (1943)

–              At Land (1944)

Sabato 15 Novembre

Università dell’Insubria, sede Sant’Abbondio

ORE 10.30 Femminismo e Sud America: 10 anni di Non una di Meno

ORE 11.30 “Attivismo spirituale e materialismo magico”

A cura del gruppo di ricerca Ippolita, interviene Lavinia Hanay Raja, curatrice editoriale Meltemi, autrice e docente di Ippolita.

ORE 14.30 “Luce nell’Oscurità”: il pensiero di Gloria Anzaldua

Con Carlotta Cossutta, docente di filosofia politica, Università degli Studi di Milano

ORE 15.30 “El Monte femminista”: rituali afro-cubani nell’arte di Ana Mendieta

Con Elvira Vannini, critica d’arte, fondatrice hotpotatoes.it, docente Naba

ORE 16.30 “Ninne nanne e streghe cannibali: riappropriarsi della propria voce”

Con Valentina Avanzini, autrice e ricercatrice indipendente, codirettrice di Animot

ORE 17.30 “Tessitura, potere, trance. Donne e dee del destino”

Con Michela Zucca, antropologa. Associazione Sherwood.

A seguire proiezione di “Testo Tessile”, cortometraggio di Ilaria Fraioli.

ORE 19.00 Aperitivo e performance

Domenica 16 novembre

Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota, Como

Una selezione di libri e tessuti dalle collezioni della Fondazione Antonio Ratti sarà esposta in sede nel corso della giornata.

“Sulla tessitura di Janie Geiser: giocare con il mondo”

Una selezione di film sperimentali a cura di Toni D’Angela

14.30 Laboratorio di scrittura “Una trama per il reincanto: storie invisibili del mondo vegetale”

Laboratorio con Braccia Rubate – Barbara Bernardini e Maria Claudia Ferrari Bellisario

In collaborazione con Parolario. Per iscrizioni: stramonio.fest@gmail.com

17.00 Presentazione dei libri “Dall’orto al mondo” e “Lunario” di Braccia Rubate

Discuteremo con le autrici della relazione fra tempo e reincanto insieme a Lorenza Pieri

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito.

Per il Laboratorio di scrittura “Una trama per il reincanto: storie invisibili del mondo vegetale”, iscrizione obbligatoria a stramoniofest@gmail.com

Per informazioni:

www.stramoniofestival.it

stramoniofest@gmail.com