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Racconti dei dipendenti, le parole dei sindacati dopo l’incontro con l’amministratore delegato. Settimana prossima forse il nome del partner interessato a rilevare la società di San Fermo.

Presidio e incontro con i vertici dell’azienda in liquidazione. E’ trascorso così il pomeriggio di oggi fuori dai cancelli della Canepa di San Fermo con i dipendenti (150) che si sono fermati due ore dopo la decisione dei sindacati di far sentire la loro voce. E alcuni di loro (video sopra) lo hanno fatto tra amarezza e preoccupazione per il futuro. La storia di Roberta è eloquente e significativa.

Il presidio dei lavoratori all'esterno della Canepa di San Fermo e l'incontro con i sindacati

Il presidio è durato due ore, alle 15 – dopo la relazione dei sindacati che hanno incontrato l’amministratore delegato della ditta – tutti sono rientrati. Con forse ancora piu’ preoccupazioni rispetto a qualche ora prima. Perchè il loro futuro appare davvero nebuloso.

E questo il punto con i sindacati. Marco Felli (Femca Cisl dei laghi) ha parlato dopo l’inattesa convocazione da parte dell’azienda.

Con lui anche le colleghe Cinzia Francescucci (segretaria generale Filcam Cgil) e Serena Gargiulo (segreteria organizzativa Uil, foto qui sotto).

Il presidio dei lavoratori all'esterno della Canepa di San Fermo e l'incontro con i sindacati

LA NOTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE ORSENIGO

Dopo 7 anni ci risiamo: davanti ai cancelli della Canepa di San Fermo della Battaglia abbiamo visto i lavoratori, rimasti dalla precedente crisi, manifestare per evitare la chiusura definitiva e una nuova ondata di licenziamenti. E ancora una volta chiamerò l’azienda, assieme alle altre parti, in consiglio regionale, a spiegare quanto accade”, lo annuncia Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, che ha depositato una richiesta di audizione urgente, in IV Commissione Attività produttive, dei sindacati, dell’associazione di categoria, del Comune di San Fermo e di un rappresentante dell’azienda. “Nel frattempo – aggiunge – esprimiamo la nostra più totale solidarietà ai lavoratori a cui già nel 2018 siamo stati vicini come Partito democratico comasco, agendo a tutti i livelli, regionale e nazionale, per contenere i danni della prima dismissione”.