Il cinema di Silvio Soldini raccontato da Davide Fent
5 novembre 2025 | 13:00
Il critico cinematografico al Canducci per una conferenza
Venerdì 7 Novembre ore 18,30 il critico cinematografico Davide Fent, terrà una conferenza sul cinema di Silvio Soldini nella sede dell’ Associazione Giosuè Carducci di viale Cavallotti a Como. “MAGICO REALISMO – Soldini e il suo cinema fluido, leggero e ironico” è il titolo della serata che sarà introdotta dal giornalista Lorenzo Morandotti.
L’incontro godrà dell’accompagnamento musicale di Chiara Sgherbini, pianoforte e voce e della blues band in un repertorio di classici della musica nera e in genere nord-americana rivisitati in chiave personale .L’ ingresso è libero e aperto a tutte e tutti.

Silvio Soldini è regista, sceneggiatore e traduttore nato a Milano in una famiglia originaria del Canton Ticino. Il padre, l’ingegner Adolfo Soldini, è industriale tessile, il fratello Giovanni è il famoso velista delle regate in solitaria.
A 21 anni Silvio Soldini lascia la Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Milano, e si trasferisce a New York per studiare cinema alla Tisch School of the Arts della New York University. Da questa esperienza nasce Drimage, il suo primo cortometraggio. Torna a Milano nel 1982 dove inizia a lavorare come traduttore di telefilm americani e come aiuto regista pubblicitario.
La voglia di cinema si alimenta grazie all’amicizia con un gruppo di appassionati (come Luca Bigazzi che sarà poi il suo direttore della fotografia) con i quali realizza Paesaggio con figure (1983) e Giulia in ottobre (1985). Insieme a Giorgio Garini e Daniele Maggioni fonda la casa di produzione Monogatari con la quale realizzerà, nel 1990, il suo primo lungometraggio L’aria serena dell’ovest, in concorso a Locarno, uno tra i film più rappresentativi di quella tendenza alla rinascita del cinema italiano alla fine del XX secolo e all’inizio del XXI secolo.
Autore colto e raffinato, non è un semplice erede della commedia all’italiana degli anni cinquanta e sessanta anche se, come molti registi della generazione precedente (De Sica, Monicelli, Comencini, Loy), Soldini ha dimostrato di trovarsi a proprio agio sia con film più impegnativi, come Brucio nel vento, Un’anima divisa in due e Le acrobate, che con commedie sentimentali e rocambolesche, come Pane e tulipani, Agata e la tempesta, Il comandante e la cicogna. D’altronde la sua formazione, per così dire “accademica”, lo rende autore sensibile e preparato mentre il suo cinema si è sviluppato secondo una notevole unità tematica e formale: il semplice rigore della regia, la concezione del cinema come lente che legge la vita, la leggerezza del tocco, sono solo alcuni degli elementi che concorrono a definire lo stile mentre inquietudine e tensione a percorrere il cambiamento sono i temi forti che innervano le sue storie e i suoi personaggi.
Difficile quindi individuare un modello di riferimento per un regista che, al contrario, ha saputo portare una sua propria originalità nel farsi di un cinema poco legato alla tradizione italiana e invece molto attento ad un respiro più ampio, quasi universalistico anche quando narra, come spesso gli accade, storie di provincia e di “semplici” sentimenti.
Difficile quindi individuare un modello di riferimento per un regista che, al contrario, ha saputo portare una sua propria originalità nel farsi di un cinema poco legato alla tradizione italiana e invece molto attento ad un respiro più ampio, quasi universalistico anche quando narra, come spesso gli accade, storie di provincia e di “semplici” sentimenti.
Nel 2014 il documentario Per altri occhi – avventure quotidiane di un manipolo di ciechi ha vinto il Nastro d’argento come miglior documentario. L’idea del film è venuta a Soldini quando si è trovato in cura presso un fisioterapista non vedente.
Nel 2017, Il colore nascosto delle cose con protagonisti Valeria Golino e Adriano Gianniniè presentato, fuori concorso, alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 2019 ha partecipato al film Interdependence, film a episodi sul tema del cambiamento climatico, a cui collaborano 11 registi di tutto il mondo. Il suo episodio, girato a Milano, è Olmo. Nel 2021 esce 3/19, film con protagonista Kasia Smutniak. Nel 2025 viene distribuito il film Le assaggiatrici, tratto dal romanzo omonimo di Rosella Postorino.
Nel 2017, Il colore nascosto delle cose con protagonisti Valeria Golino e Adriano Gianniniè presentato, fuori concorso, alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 2019 ha partecipato al film Interdependence, film a episodi sul tema del cambiamento climatico, a cui collaborano 11 registi di tutto il mondo. Il suo episodio, girato a Milano, è Olmo. Nel 2021 esce 3/19, film con protagonista Kasia Smutniak. Nel 2025 viene distribuito il film Le assaggiatrici, tratto dal romanzo omonimo di Rosella Postorino.


