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Carmen: d’amore e destino

La seconda opera in cartellone al Teatro Sociale è stata la Carmen di Bizet

di Sofia Mancuso

La seconda opera in cartellone per questa stagione del Teatro Sociale di Como è Carmen di Georges Bizet, e quest’anno ricorre il suo 150° anniversario. Si tratta di un’opera amatissima dal pubblico, con melodie note anche nella cultura popolare e capaci di catturare già al primo ascolto. Qui si racconta della recita di venerdì 10 ottobre.

La regia di Stefano Vizioli si pone l’obiettivo di abbandonare i cliché legati a quest’opera, concentrandosi invece sui nuclei tematici principali, amore e morte, e sulla psicologia dei personaggi. In questo senso lavorano dunque le scene essenziali ed evocative di Emanuele Sinisi, che ricordano una città reduce da un conflitto o da un bombardamento, i costumi sobri ma efficaci di Annamaria Heinrich e le luci di Vincenzo Raponi. Ad accompagnare l’opera troviamo anche il progetto di videomapping e visual art a cura di Imaginarium Studio, anche se talvolta, per esempio nella scena di Lillas Pastia, non si rivelano in tutta la loro necessità. Il primo quadro è uno dei più interessanti, ricco di soldati, paesani e persino una ventina di bambini: se si osserva attentamente, si nota come ciascuno di loro abbia una precisa azione da svolgere, tanto che lo spettatore può sposta continuamente lo sguardo senza trovarsi mai deluso. Vivace è la scena d’entrata del torero Escamillo, arricchita dalle coreografie di Pierluigi Vanelli, che si occupa anche dell’assistenza alla regia. Citiamo infine la scena in cui insieme a Carmen compare un cimitero fatto di corpi, di adulti e bambini, che sporgono dalle tombe, e che un po’ ci ricorda l’inferno dantesco.

Sergio Alapont è alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, la quale, dopo aver superato l’infido attacco del preludio, prosegue spedita e vibrante per tutta l’opera.

teatro sociale carmen

Ci dedichiamo ora al cast, cominciando dalla Carmen di Emanuela Pascu:dopo un inizio di Habanera che sembra quasi trattenuto e sommesso, esplode e cresce sempre di più, scena dopo scena, sia vocalmente che dal punto di vista interpretativo, mostrandosi sempre più a suo agio. I gravi sono vibranti e pieni, e nel complesso la voce è ben solida. Don José è Joseph Dahdah, dalla voce avvolgente ma pungente quando necessario; decisamente apprezzabile è Dragon d’Alcala. Micaëla è Rocio Faus, che riceve una pioggia di applausi: vocalmente sempre precisa e dolce ma altrettanto potente. Escamillo è interpretato da Pablo Ruiz, che presenta una voce ben tornita anche se in alcuni punti di Toreador ci saremmo forse aspettati una maggiore solidità.

Completano il quadro le brillanti Aoxue Zhu e Soraya Mencid nei panni di Mercédès e Frasquita, sia vocalmente che scenicamente; William Allione e Gianluca Moro sono i due spavaldi e squillanti Dancairo e Remendado; infine pregevoli anche Matteo Torcaso come Moralès e Nicola Ciancio come Zuniga, che dimostra anche ottime doti sceniche. Il Coro OperaLombardia, preparato da Diego Maccagnola, in questa serata si dimostra eccellente sia dal punto di vista musicale che scenico, trovandosi impegnato in molteplici azioni e coreografie. Una menzione particolare va al coro di voci bianche I Piccoli Musici di Casazza preparati da Mario Mora: precisi, intonati, e ben impegnati anche scenicamente.

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È questa dunque una Carmen che non è solamente un simbolo di passione e ribellione, ma anche un affresco di personaggi ben consapevoli del proprio destino e della necessità di affrontare le conseguenze, anche tragiche, che avranno le loro azioni.