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L’amore di Nemorino per Adina, la prestanza di Belcore e l’istrionico Dilcamara spacciatore dell’elisir, hanno conquistato il pubblico del teatro comasco

di Sofia Mancuso

E, ufficialmente, iniziata la Stagione del Teatro Sociale di Como, quest’anno intitolata “Fairplay”. Come da tradizione è l’opera a svolgere il ruolo d’apertura, e la scelta è caduta su uno dei titoli forse più amati in assoluto dai melomani: “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, su libretto di Felice Romani.

Il primo aspetto che non passa inosservato dell’allestimento pensato dal regista Andrea Chiodi è l’ambientazione, realizzata con le scene di Guido Buganza e le luci di Gianni Bertoli. Ci troviamo in una fabbrica di pasta all’uovo negli anni ‘50, come ci confermano i costumi di Ilaria Ariemme. Questa fabbrica ha anche un nome: “Adina, vera pasta all’uovo”.

elisir d'amore teatro sociale

Proprio questo sarà dunque il teatro delle vicende, insieme alle innumerevoli galline che tappezzano le pareti e sembrano quasi una carta da parati. Un altro momento memorabile è l’arrivo di Dulcamara, emblema del “medico cialtrone”, come giustamente ricorda il professor Fabio Sartorelli nella sua introduzione all’opera. Qui la scelta è quella di renderlo un vero e proprio gallo tra le galline (e i polli, aggiungerei): indossa due ali di piume e un copricapo con una cresta di gallo, inforcando una bici che trasporta casse di “Lov”, un simpatico richiamo al “Vov”, liquore che effettivamente si prepara con l’uovo e di cui la fabbrica di Adina è  piena.

Interessante è anche la scena che racconta dell’improvvisa eredità che Nemorino ottiene e in cui gradualmente tutte le donne del villaggio cadono ai suoi piedi: ciò viene reso concretamente leggibile dal proliferare di palloncini a forma di cuore nelle loro mani. La regia di Andrea Chiodi (assistente alla regia è Mattia Palma) si diverte a regalarci una rappresentazione talmente esplicita da essere ironica e paradossale, e in questo si sposa perfettamente con la musica di Donizetti e le parole di Romani.

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Dirige l’Orchestra I Pomeriggi Musicali il maestro Enrico Lombardi, accolto da calorosi applausi alla conclusione della serata. La sua direzione è potente e decisa, e il suono che ne risulta è ben amalgamato.

Nel parlare del cast di questa serata è necessaria una premessa: Sabrina Sanza l’interprete del personaggio femminile principale, cioè Adina, per una improvvisa indisposizione è stata sostituita dal soprano Giulia Mazzola che, per ovvie ragioni di tempo, ha dovuto preparare le parti sceniche in tutta fretta, ciò nonostante ci ha offerto un’Adina caratterizzata con molta precisione, di cui sono ben evidenti i cambiamenti nel corso della vicenda. È con piacere che abbiamo avuto l’occasione di ascoltare Giulia Mazzola: una voce a tratti potente e a tratti dolce e briosa, sempre precisa.

Il Nemorino di Nino Franchini non è nuovo per gli spettatori del Teatro Sociale, poiché il tenore aveva già ricoperto questo ruolo nella produzione estiva del 2022. Franchini riconferma così la sua stabilità, con un colore vocale pieno e a fuoco. L’impressione è che non faccia alcuna fatica, nemmeno nella romanza “Una furtiva lagrima” per la quale il pubblico ha decretato un lungo applauso. Interessante la caratterizzazione del suo personaggio, a tratti quasi infantile: mette il broncio quando Adina non si dimostra interessata a lui e sembra davvero divertirsi nella scena dell’ubriacatura.

Giovanni Accardi è un seducente Belcore, sia nella presenza scenica che nella voce, sempre squillante e lucida. Giacomo Nanni è l’istrionico Dulcamara, che conquista la scena sin dal primo istante; interessante è il gioco instaurato con uno dei figuranti, che sembra quasi trasformarsi in un suo alter ego. Nanni si mostra ritmicamente preciso e vocalmente carismatico. Divertente la Giannetta di Rosalba Ducato, sempre precisa nei suoi interventi e con una buona presenza scenica.

Il coro OperaLombardia, preparato dal maestro Massimo Fiocchi Malaspina, si destreggia anche nei punti più musicalmente impervi e riempiendo bene il palco nelle scene di massa. Infine, in scena sono presenti anche sei figuranti, stagisti della fabbrica, la cui presenza non è affatto accessoria ma anzi, costruiscono relazioni tra loro e con i personaggi principali, contribuendo ad arricchire i quadri: Federico Gritti, Jasmine Monti, Miriam Podgornik, Giorgia Zatti e Giorgio Zobel.

Como Teatro Sociale prima dell'Elisir  - ph Andrea Butti

L’apertura della stagione è stata, dunque, all’insegna di un Elisir brillante e vivace, sia nei suoni che nei colori; una produzione godibile, accattivante e ben eseguita.

Se avete voglia di provare un sorso di Elisir d’Amore potete ancora assaggiarlo sul palco del Teatro Sociale di Como sabato 27 settembre alle ore 20:000.

fotografie di Andrea Butti