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“’Ngiulina”, un libro e una mostra raccontano il mondo contadino lombardo

Stasera alla Feltrinelli la presentazione di “’Ngiulina” di Gianluigi Bocelli e domenica allo Studio Spallino la mostra di Giuseppe Bocelli

Una storia di famiglia, di terra e di memoria che da un piccolo mondo contadino della pianura lombarda approda ora a Como, in due appuntamenti che intrecciano parole e immagini: stasera, venerdì 19 settembre alle 18, alla libreria Feltrinelli di via Cesare Cantù 17, Gianluigi Bocelli presenta ’Ngiulina (Cremonabooks 2025), in dialogo con il giornalista Andrea Quadroni. Domenica 21 settembre, dalle 10 alle 18, sarà invece lo Studio Spallino, in via Alessandro Volta 66, a ospitare Il mondo di ’Ngiulina, mostra delle acqueforti di Giuseppe Bocelli dedicate al libro. L’ingresso è libero.
Non si tratta di un romanzo in senso stretto ma di un atto di memoria, come lo definisce l’autore stesso. ’Ngiulina racconta l’infanzia di Angela Ferraroni, bambina negli anni Venti del Novecento nella piana cremonese, quando la vita scorreva nel ritmo immutabile delle stagioni. Tre generazioni concorrono all’opera: la voce di Angela, filtrata e ricomposta dal nipote Gianluigi Bocelli, musicista, musicologo, insegnante e giornalista, e le incisioni del figlio di ’Ngiulina, Giuseppe Bocelli, maestro dell’acquaforte ed ex magistrato, che rievocano con segno nitido un mondo “affondato di colpo come Atlantide”, per citare l’introduzione di Basilio Luoni. Ne nasce un racconto di infanzia senza melassa, dove il gioco, il dialetto, i ruoli familiari, la durezza del lavoro e persino la crudeltà degli eventi convivono con la dignità, la parità silenziosa e la “largesse” delle feste di paese, un piccolo paradiso locale contrapposto alla globalità indistinta di oggi.

Le acqueforti di Giuseppe Bocelli, esposte allo Studio Spallino, restituiscono le immagini di quella memoria: cascine e orti, pollai e stalle, gli animali di casa e quelli del lavoro, i ragazzi e gli anziani legati alla terra. Un vero presepe povero di materiali e sontuoso di fantasia evocativa, paragonato dallo stesso Luoni ai presepi di carta del Settecento. La mostra ha anche un valore simbolico, perché proprio in quello studio Giuseppe Bocelli mosse i primi passi della professione tra il 1974 e il 1978 come praticante e procuratore legale prima di intraprendere la carriera in magistratura.
L’appuntamento comasco segna una nuova tappa di un percorso di presentazioni che, dopo l’uscita del libro a maggio, ha già toccato diverse città e proseguirà in autunno tra Casalbuttano, Lezzeno, Porlezza e Acquanegra. A Como, però, libro e immagini dialogano nello stesso tempo e nello stesso luogo, offrendo al pubblico la possibilità di ascoltare l’autore e poi vedere con i propri occhi la traduzione grafica di quelle pagine. È un invito a scoprire una storia che parla di radici, di infanzia e di identità attraverso due linguaggi diversi ma complementari: la scrittura e l’incisione