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Endorfine Festival,  Lugano tre giorni per pensare il presente e il futuro

La filosofa americana Susan Neiman aprirà il festival 2025 che vedrà tra gli ospiti a Lugano Daniele Adani, Fabio Volo, Roberto Saviano

Lugano accoglie, da domani 19 settembre, una nuova edizione dell’ International Festival Endorfine, l’appuntamento culturale dedicato al pensiero e all’attualità che negli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio di primo piano nella Svizzera italiana. Promosso dall’Associazione Endorfine Festival, ente senza scopo di lucro composto da imprenditori e imprenditrici, professionisti e professioniste della cultura, della tecnologia e dell’informazione, il festival conferma la sua vocazione: mettere in dialogo voci diverse per leggere la società contemporanea, i suoi mutamenti, le sue energie e le sue speranze.

L’edizione 2025 si svolgerà il 19, 20 e 21 settembre negli spazi del Palazzo dei Congressi e di Villa Ciani, nel cuore di Lugano. Tre giornate dense di conferenze, incontri e testimonianze con relatori e relatrici svizzeri e internazionali, pensate per offrire al pubblico strumenti critici e nuove prospettive su temi che spaziano dalla politica alla geopolitica, dal calcio come fenomeno sociale alle mafie globali, fino ai segreti dell’intelligence americana.

Di seguito il programma dettagliato degli appuntamenti principali.

19 settembre – L’origine di una svolta epocale raccontata da Susan Neiman

endorfine festival lugano

Ad aprire il festival sarà la filosofa statunitense Susan Neiman, una delle voci culturali più autorevoli e originali del panorama internazionale. Laureata ad Harvard, già docente di filosofia a Yale e all’Università di Tel Aviv, Neiman dirige oggi il “Forum Einstein” di Potsdam, centro di ricerca che promuove il dialogo tra scienza e società. Autrice di nove libri tradotti in quindici lingue e premiati da prestigiose istituzioni – tra cui il PEN – Neiman ha scritto articoli per testate come New York Times, New York Review of Books, The Guardian, Die Zeit e Der Spiegel.

La sua conferenza, “Perché ha vinto Trump?”, è in programma il 19 settembre, dalle 21:00 alle 22:30 al Palazzo dei Congressi. Con traduzione simultanea fino ad esaurimento cuffie, l’incontro sarà un’occasione per interrogarsi su come sia stato possibile il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Per Neiman le risposte non sono solo economiche, geopolitiche o tecnologiche: è stata la confusione tra sinistra e ideologia “woke” a spianare la strada all’estrema destra negli Stati Uniti – un rischio, avverte, che ora incombe anche sull’Europa. Una tesi che la filosofa aveva già esposto nel 2023 nel saggio “La sinistra non è woke” e che oggi assume un sapore quasi profetico. Cosa resta da fare, in questa “epoca post-woke”, per arginare gli eccessi della destra e difendere i valori democratici? Neiman proverà a delineare possibili antidoti.

L’evento è promosso con il supporto di USI, SUPSI e Franklin University Switzerland, nell’ambito del progetto “Lugano Città Universitaria”.

20 settembre – Dal calcio come romanzo popolare alle fratture della geopolitica

La seconda giornata del festival propone una scaletta che alterna linguaggi, discipline e sguardi molto diversi tra loro, ma uniti dalla volontà di interpretare il presente.

Ore 11:00 – Daniele Adani: Storie di calcio

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Il primo incontro di sabato (20 settembre, 11:00-12:30) sarà dedicato al calcio raccontato come fenomeno culturale e sociale. Protagonista Daniele Adani, ex difensore e oggi commentatore sportivo che ha rivoluzionato il modo di narrare il pallone. Con la sua comunicazione diretta ma ricca di idee e sfumature, Adani ha saputo mescolare competenza tecnica, passione, filosofia e valori, conquistando milioni di appassionati anche grazie ai nuovi format digitali, come “Viva el Futbol” condotto insieme ad Antonio Cassano e Nicola Ventola.

Il pubblico sarà guidato in un viaggio attraverso “le vette poetiche e gli abissi miserabili” del calcio di ieri e di oggi, tra aneddoti vissuti in prima persona da calciatore e poi da commentatore. Un percorso che permetterà di scoprire l’uomo dietro la voce televisiva e social, e di riflettere sul filo sottile che unisce il pallone alle trasformazioni della società.

Ore 15:00 – Dario Fabbri: Mondo a pezzi

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Il pomeriggio prosegue con l’analisi geopolitica di Dario Fabbri, uno dei più noti analisti italiani, fondatore e direttore della rivista Domino. La sua conferenza “Mondo a pezzi” (ore 15:00-16:30) cercherà di rispondere a domande che toccano l’attualità più drammatica: il ritorno di Trump alla Casa Bianca e la politica dei dazi; le guerre che infiammano il pianeta dall’Ucraina al Medio Oriente; il confronto – commerciale, militare e tecnologico – tra Stati Uniti e Cina; il ruolo della Russia di Vladimir Putin e quello di un’Europa sempre più lacerata e marginalizzata.

Siamo davvero alla vigilia di un “nuovo mondo”? Globalizzazione e democrazia sono architetture del passato? Fabbri proporrà una lettura “a 360 gradi” della situazione, intrecciando analisi del presente e storia dei popoli e degli imperi per ipotizzare i futuri possibili.

Ore 21:15 – Ubaldo Pantani: Io, Lapo e gli altri

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La sera del 20 settembre (21:15-22:45) il festival cambierà tono, portando sul palco Ubaldo Pantani, attore e imitatore noto per le sue collaborazioni con la Gialappa’s e la trasmissione “Che tempo che fa”. Il suo spettacolo-incontro, “Io, Lapo e gli altri”, promette di divertire e far riflettere allo stesso tempo.

Pantani non propone semplici imitazioni, ma vere e proprie maschere costruite con cura, capaci di vivere di vita propria, da Bruno Vespa a Massimo Cacciari, da Lapo Elkann a Bruno Barbieri. Durante l’incontro racconterà come nascono questi personaggi – dalla voce al trucco, dalle movenze al rapporto con i modelli reali – e riproporrà alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Un’occasione per scoprire l’artista toscano che ha portato il trasformismo televisivo a un nuovo livello, oggi anche sui social.

21 settembre – Mafie globali, romanzi popolari e segreti militari

La terza e ultima giornata del festival apre con la cronaca d’inchiesta e chiude con scenari da guerra nucleare, passando per un’icona della cultura popolare italiana e un autore simbolo dell’impegno civile.

Ore 09:30 – Anabel Hernández: NarcOS

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A inaugurare la domenica (21 settembre, 09:30-10:45) sarà la giornalista investigativa messicana Anabel Hernández, che ha dedicato la sua intera carriera a svelare i cartelli della droga, in particolare quello di Sinaloa, l’organizzazione più potente del mondo. Le sue indagini hanno messo in luce i rapporti tra narcotraffico e governi, compreso il finanziamento con denaro sporco di campagne presidenziali.

Il nuovo oro dei cartelli messicani, spiega Hernández, è il fentanyl, droga che ha causato oltre 400.000 morti negli Stati Uniti e che Donald Trump ha usato come argomento per giustificare la sua offensiva commerciale e anti-immigrazione contro il Messico. Per le sue inchieste Hernández ha incontrato protagonisti del narcotraffico – celebre la sua intervista a Rafael Caro Quintero – e ha subito minacce di morte da parte dei cartelli e di apparati governativi, tanto da doversi trasferire all’estero. Nel 2014 Reporters sans frontières l’ha inserita nella top 100 degli “eroi dell’informazione” nel mondo. La sua conferenza sarà in italiano.

Ore 11:00 – Fabio Volo: Uno di noi

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Alle 11:00 sarà la volta di Fabio Volo, figura poliedrica e amatissima dal pubblico italiano. Icona radiofonica con il suo “Volo del mattino” su Radio Deejay, mattatore televisivo capace di spaziare tra generi e format, scrittore tra i più venduti (9 milioni di copie solo in Italia, traduzioni in numerosi Paesi), sceneggiatore e attore cinematografico, Volo porterà sul palco il suo incontro “Uno di noi” (11:00-12:30).

Sarà l’occasione per ripercorrere la sua carriera e, al tempo stesso, intrecciare la sua esperienza con il nostro presente: una storia personale che parla anche della società italiana di oggi, delle sue aspirazioni e delle sue contraddizioni.

Ore 15:00 – Annie Jacobsen: Top secret – Guerra nucleare

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Il pomeriggio proseguirà con Annie Jacobsen, giornalista investigativa e scrittrice statunitense, tra le massime esperte di segreti militari e di intelligence. Il suo ultimo libro, “Guerra nucleare. Uno scenario”, tradotto in 25 lingue, racconta in maniera meticolosa cosa potrebbe accadere nei 72 minuti successivi al lancio di un missile balistico contro gli Stati Uniti, sulla base di documenti governativi e testimonianze esclusive. Il volume diventerà presto un film diretto da Denis Villeneuve, regista di “Dune”.

Nella sua carriera Jacobsen ha scritto altri bestseller come “Area 51. La verità senza censure” e “The Pentagon’s Brain”, finalista al Premio Pulitzer. La conferenza (21 settembre, 15:00-16:30) offrirà uno sguardo inedito sugli apparati di sicurezza americani e sugli scenari dei conflitti contemporanei. Anche in questo caso sarà disponibile traduzione simultanea fino a esaurimento cuffie.

Ore 17:30 – Roberto Saviano: un viaggio nel mondo della criminalità organizzata

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A chiudere il festival sarà Roberto Saviano, uno degli intellettuali italiani più noti a livello internazionale. Negli ultimi vent’anni nessuno ha raccontato la criminalità organizzata e i suoi meccanismi come lui: dalla Camorra alla ’Ndrangheta, da Cosa Nostra ai cartelli sudamericani. La sua opera culturale e civile ha posto sotto i riflettori non solo la violenza e il potere delle cosche, ma anche gli intrecci finanziari e politici che consentono alle mafie di prosperare. Un racconto che Saviano ha divulgato attraverso libri, televisione, cinema, teatro e social media, raggiungendo milioni di persone di ogni età.

Il prezzo pagato è stato altissimo: minacce di morte, vita sotto scorta per vent’anni, sacrificando buona parte della propria libertà personale. Nell’incontro di Lugano (21 settembre, 17:30-19:00), già sold out, Saviano condurrà il pubblico in un viaggio “a 360 gradi” nel mondo della criminalità organizzata e nella sua stessa esperienza di scrittore sotto protezione. I biglietti residui saranno disponibili alla cassa degli eventi (CHF 20 – 25 euro).

Un festival per leggere il presente e immaginare il futuro

Il Lugano International Festival Endorfine conferma, con questo programma, la sua natura di piattaforma aperta e interdisciplinare. Filosofia, geopolitica, sport, satira, giornalismo investigativo, letteratura e analisi militare convivono in un unico cartellone, creando connessioni tra mondi apparentemente lontani.

Ogni incontro non è solo un evento a sé stante, ma parte di un mosaico che, nel suo insieme, invita a riflettere sulle grandi trasformazioni del nostro tempo: le nuove forme di potere politico e culturale, le guerre e le migrazioni, i rischi globali come il narcotraffico o il conflitto nucleare, ma anche i fenomeni popolari – dal calcio ai bestseller – che raccontano le aspirazioni e le paure dei popoli.

In tre giorni, il festival promette di offrire al pubblico di Lugano e della Svizzera italiana non soltanto spettacoli e conferenze, ma un’esperienza di confronto e crescita civile. Una proposta che risponde alla missione dell’Associazione Endorfine Festival, nata per promuovere iniziative senza scopo di lucro di alto valore culturale e scientifico, e che trova in questo appuntamento la sua massima espressione.

Informazioni pratiche

  • Date: 19, 20 e 21 settembre 2025

  • Luoghi: Palazzo dei Congressi e Villa Ciani, Lugano

  • Biglietti: acquistabili online e, per alcuni eventi, alla cassa del festival (CHF 20 – 25 euro)

  • Informazioni: sito internet endorfine.ch

Con il suo mix di ospiti internazionali e voci italiane, il Lugano International Festival Endorfine 2025 si annuncia come un laboratorio di idee, emozioni e narrazioni. Un’occasione per cittadini e cittadine, studenti e studentesse, appassionati e appassionate di politica, cultura e attualità di confrontarsi con chi il mondo lo racconta, lo analizza e lo vive da protagonista. Un festival che non si limita a osservare la realtà, ma invita a cambiarla.