Pure Malacrida ha evidenziato a Regione Lombardia una situazione «di grande pericolo che incombe sulla parte di paese interessata dall’alluvione dei giorni scorsi. I danni ammonterebbero ad oltre due milioni di euro. Le persone sfollate nella notte del nubifragio – 22 in tutto – rimangono ancora fuori casa per i prossimi giorni.
Blevio e Torno, l’emergenza fango non ancora conclusa: Protezione civile al lavoro anche oggi e gli sfollati non rientrano in casa
18 settembre 2025 | 17:37
I sindaci in Regione per pianificare interventi di messa in sicurezza. Ed i volontari proseguono a lavorare in silenzio, ma con l’obiettivo di permettere ai cittadini di ricominciare dopo il disastri dei giorni scorsi
In Protezione Civile si chiama “superamento dell’emergenza” e si riferisce a tutte quelle azioni che il Sistema, che comprende anche i cittadini, intraprende dopo che la fase acuta di un disastro (come uno smottamento) è terminata. Non si tratta più di salvare vite immediatamente o di gestire il caos iniziale, ma di affrontare le conseguenze a lungo termine e del ritorno alla normalità.
Settimana scorsa, non solo il Comune di Como ha visto il proprio territorio colpito dal maltempo. Anche i comuni di Blevio e Torno hanno subìto danni a causa di colate di fango e detriti. Dopo la frana e per diversi giorni a seguire, persino in data odierna, volontari di tutta la provincia e anche i nostri del gruppo comunale di Como sono rimasti sul posto nel territorio di Blevio, divisi a turni, per fare ciò che spesso non si vede: spalare fango, pulire case, liberare strade.
I volontari hanno lavorato senza sosta per ripulire le aree colpite dallo smottamento.
Un lavoro silenzioso, ma fondamentale per garantire la sicurezza e permettere ai cittadini di ricominciare.
Lo fanno sapere i vertici della Protezione civile di Como che anche oggi sono stati impegnati a Blevio in particolare per la sistemazione di case e abitazioni in alcune delle frazioni più colpite, Meggianico in particolare.

Nel frattempo il sindaco Trabucchi, ieri in Regione assieme al collega di Torno Malacrida per pianificare gli interventi di messa in sicurezza delle zone duramente colpite, ha spiegato che “a breve è previsto un piano di sghiaiamento, cioè di svuotamento delle briglie, alcune delle quali hanno accumulato parecchio materiale, partendo da quelle messe peggio».
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