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Il viaggio della speranza, dal Kosovo al Sant’Anna di San Fermo: l’equipe opera e salva una bambina di tre mesi

È stata dimessa in queste ore la piccola bimba kosovara, tre mesi di vita, affetta da una rara malformazione congenita che aveva serie conseguenze sulla respirazione. Era arrivata ad agosto in ospedale in condizioni critiche, ruolo cruciale della Fondazione Palma.

È stata dimessa in queste ore, dall’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia la piccola bimba kosovara, tre mesi di vita, affetta da una rara malformazione congenita che aveva serie conseguenze sulla respirazione. La bimba era arrivata ad agosto in ospedale in condizioni critiche, dopo un lungo viaggio della speranza accompagnata dai genitori, grazie all’intervento di Regione Lombardia, a seguito di una catena di solidarietà internazionale che ha coinvolto centri specialistici e strutture sanitarie in diversi paesi, dall’est Europa all’Italia. Dopo l’intervento chirurgico e un primo periodo post-operatorio, la bambina è stata trasferita in un centro specializzato vicino al suo domicilio in Kosovo, per proseguire con il decorso clinico necessario.

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La storia della piccola paziente kosovara dimessa dall’ospedale Sant’Anna – dichiara l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è un esempio virtuoso di come la nostra sanità lombarda sia in grado di affrontare casi di altissima complessità, superando ogni confine geografico. Voglio ringraziare l’équipe sanitaria e il personale di ASST Lariana per la straordinaria professionalità, umanità e dedizione. La sinergia e la capacità di lavorare in modo multidisciplinare – ha aggiunto -hanno permesso di salvare una vita e di restituire speranza a una famiglia in difficoltà. Questo successo dimostra ancora una volta l’eccellenza delle nostre strutture”.

“È un ulteriore esempio di sanità pubblica che funziona e che dimostra, ancora una volta – osserva il direttore generale dell’ASST Lariana Luca Stucchi – la grande professionalità delle nostre équipe. Il lavoro congiunto di tutto il personale di Asst Lariana coinvolto nella gestione del caso ha reso possibile salvare una vita, anche oltre i confini nazionali. Un ringraziamento particolare va anche all’Associazione Palma, che ha collaborato fattivamente garantendo un alloggio ai genitori della piccola paziente. Necessario il lavoro di squadra che ha coinvolto specialisti di diversi settori”

La bambina era in condizioni cliniche critiche – spiega Paolo Battaglia, primario dell’Otorinolaringoiatria del Sant’Anna – con gravi difficoltà respiratorie, un quadro di scompenso generale e una situazione neurologica complicata. Dopo l’operazione con il passare dei giorni, ha iniziato finalmente a respirare dal naso. Stabilizzata anche la situazione neurologica la piccola ha cominciato a nutrirsi regolarmente, prendendo peso e raggiungendo uno stato generale che ha reso possibile la dimissione”.

A eseguire l’intervento chirurgico, altamente complesso, sono stati il professor Paolo Battaglia, primario dell’Otorinolaringoiatria all’ospedale Sant’Anna, il professor Mario Turri-Zanoni, responsabile dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Cantù, il dottor Andrea Lombardo, primario di Anestesia e Rianimazione all’ospedale Sant’Anna, il dottor Andrea Di Francesco, referente dell’attività di Chirurgia Maxillo Facciale pediatrica, responsabile del coordinamento delle attività chirurgiche pediatriche, nonché referente DAMA di Asst Lariana. Per tutto il periodo della degenza, la piccola paziente è stata accolta dal team della Terapia Intensiva Neonatale diretto dal dottor Mario Barbarini.

E INFINE L’ASSOCIAZIONE PALMA…..

L’Associazione Palma, da oltre 30 anni vicina alle persone fragili con l’erogazione di servizi in ambito sociale e sanitario, ha dato vita al progetto ‘Casa Palma’ in collaborazione Asst Lariana, a favore dei genitori dei piccoli pazienti in cura al Sant’Anna. Casa Palma offre accoglienza, in prossimità dell’ospedale, a mamme e papà di bambini ricoverati. Un luogo dove alloggiare confortevole e tranquillo, ma anche un sostegno emotivo e pratico per permettere ai genitori di concentrarsi solo sul benessere dei propri bambini ricoverati.