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Il festival del design fino al 21 settembre con il titolo “Fragments”, un itinerario diffuso tra città e lago che indaga la frammentazione come rigenerazione. Abbiamo visitato l’ Asilo Sant’Elia con “Piccoli Razionalisti”, la mostra su Aldo Rossi, la nuova sede Archivio Design Ico Parisi e “Sketches” di Alvaro Molteni oltre allo studio di architettura Terragni

Da sabato la città di Como e il suo territorio sono di nuovo teatro del Lake Como Design Festival, giunto alla settima edizione e in programma fino al 21 settembre 2025. Ideato e promosso da Wonderlake Como ETS, il festival è diventato negli anni un punto di riferimento per chi desidera scoprire in modo nuovo l’intreccio fra storia, architettura, design e arte. Il format è quello che ha reso celebre questa manifestazione: un calendario diffuso di mostre, installazioni, incontri e percorsi speciali, ospitati in luoghi storici, inediti o dimenticati del territorio comasco e del Lago di Como.

Il titolo di quest’anno, “Fragments”, è il filo conduttore che lega le diverse esposizioni e attività: la frammentazione intesa come occasione di rinascita; naturale o volontaria, vista come atto rigenerativo, occasione di ricostruzione, riconnessione, memoria e ritrovamento. È un tema che tocca da vicino non solo i linguaggi del design ma anche le dinamiche sociali e paesaggistiche del territorio lariano. Come spiega Lorenzo Butti direttore artistico, il festival vuole essere un invito a ricomporre ciò che è disperso e a guardare con occhi nuovi i frammenti di storia, architettura e creatività che costituiscono l’identità locale.

lake como design festival 2025 ph. A.Saletta

Il festival 2025 è stato salutato ufficialmente dal sindaco Alessandro Rapinese e dall’assessore alla cultura Enrico Colombo all’Asilo Sant’Elia, luogo simbolo del Razionalismo lariano. Costruito tra il 1935 e il 1937 su progetto di Giuseppe Terragni, l’asilo rappresenta un capolavoro pensato per il benessere educativo e psicologico dei bambini e delle bambine.

Per l’occasione il pubblico può entrare negli spazi dell’asilo e visitare l’installazione video dedicata al progetto “Piccoli Razionalisti”, ideato da Wonderlake Como in collaborazione con l’Accademia dei Piccoli Artisti. Nell’anno scolastico 2024/25 l’iniziativa ha coinvolto oltre 1.400 alunni delle scuole primarie della città e della provincia di Como in un viaggio alla scoperta dell’architettura razionalista. La presentazione all’interno dell’Asilo Sant’Elia coincide con l’annuncio del nuovo progetto “Città Razionalista”, che aprirà percorsi su misura anche a licei e cittadini, con l’obiettivo di coinvolgere 2.500 persone del territorio, a partire dai sei anni, nella scoperta dei luoghi simbolo del razionalismo lariano.

Durante la sua apertura l’asilo fa inoltre da cornice a laboratori creativi per i più piccoli, ispirati alla storia e alle forme del luogo. Sono previsti domenica 14 e 21 settembre alle ore 16.30, su prenotazione fino a esaurimento posti.
Asilo Sant’Elia, via Alciato 15, Como.

Mostre principali e luoghi da visitare

Fra le esposizioni che meglio incarnano il tema “Fragments” spicca “Aldo Rossi. Architettura per frammenti”, a cura di Chiara Spangaro in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi. Allestita nella ex Chiesa di San Pietro in Atrio (via Odescalchi, Como), la mostra prende il titolo da uno scritto dell’architetto conservato negli Archivi MAXXI Architettura e propone una lettura del frammento nel suo lavoro teorico e progettuale. Il percorso espositivo comprende disegni di architettura, fotografie, testi e documenti, dalla sistemazione della Piazza del Municipio di Segrate al film Ornamento e delitto fino alla ricostruzione dell’isolato berlinese tra Schützenstrasse e Charlottenstrasse. Tre i nuclei principali: il film Ornamento e delitto (1973), il grande collage La città analoga (1976) e il progetto Fragments concepito per Artforum. Due quadrerie aprono e chiudono l’allestimento, offrendo una lettura stratificata e poetica del pensiero di Rossi.

lake como design festival 2025

A pochi passi dal Teatro Sociale, nel piccolo spazio del Giardino Bellini (via Bellini 4, Como), è visitabile la mostra “Alvaro Molteni. Sketches”, che raccoglie circa 50 bozzetti dell’artista comasco. Schizzi eseguiti con tecniche e supporti diversi – carte, frammenti di legno o faesite – che per la maggior parte sono studi preparatori per opere successive, realizzati tra gli anni ’40 e il 2000. Sotto la supervisione del critico Luigi Cavadini, l’esposizione mostra il metodo di lavoro di Molteni, una miscellanea di appunti, fotografie e fonti di ispirazione che compone, come un puzzle, un ritratto in frammenti dell’artista.

lake como design festival 2025

Sempre nell’ambito del festival l’Archivio Design Ico Parisi inaugura la sua nuova sede in via Diaz 11 a Como presentando per la prima volta in città alcuni dipinti di grande formato della serie “Crolli edificanti – Tavole di provocazione” (fine anni ’70 – primi anni ’80). Opere nate dall’aggregazione di pannelli dipinti che rimandano a un’idea straniante di immagine frammentata: televisori, elettrodomestici, auto e altri soggetti diventano “segnali” del disfacimento dell’abitare. Gli spazi, progettati da Marco Balzarotti e ristrutturati nel rispetto del disegno originale del 1999, aprono al pubblico la consultazione diretta del materiale archivistico e della biblioteca, accanto alla fruizione delle opere. La programmazione è ideata da Roberta Lietti, curatrice e responsabile dell’Archivio.

lake como design festival 2025 ph. L.Butti

Accanto alle mostre principali, il festival offre un percorso diffuso che trasforma studi di progettazione, gallerie e atelier in luoghi di incontro per l’arte, l’architettura e il design. Gli Studio Visit 2025 permettono di entrare direttamente nei luoghi della creazione e del progetto, scoprendo da vicino processi, materiali e storie. Senza elencare ogni singola sede, il pubblico può muoversi tra corti storiche, spazi di lavoro contemporanei, atelier di artisti e designer distribuiti in città e lungo il lago. È un invito a esplorare Como come un laboratorio diffuso. Qui gli studio aperti alle visite

Il festival promuove anche i tour “Como Razionalista”, che offrono la possibilità di conoscere e approfondire alcune delle opere architettoniche razionaliste più importanti della città, accompagnati da architetti e storici dell’arte: oltre all’Asilo Sant’Elia, anche la Casa del Fascio e l’Archivio e Casa Cattaneo. Qui il calendario delle visite

lake como design festival 2025 ph. L.Butti

L’epicentro del Festival tra Villa del Grumello e il Chilometro della Conoscenza

Anche quest’anno il cuore del festival è Villa del Grumello, immersa nel verde del Chilometro della Conoscenza, percorso paesaggistico che unisce alcune delle ville più belle affacciate sul lago. Qui il tema “Fragments” prende forma in più iniziative, a cominciare dalla mostra “Frammenti di Memoria”, che propone una riflessione sul frammento come traccia viva, elemento che racchiude storie, visioni e ricordi. Le opere esposte offrono un itinerario attraverso materiali, forme e linguaggi che interrogano la memoria e ne riscoprono i significati. Ogni opera diventa un frammento che parla, un ponte tra passato e presente, un gesto che ricompone ciò che sembrava disperso.

Sempre nel parco del Chilometro della Conoscenza si sviluppa la Contemporary Design Selection 2025, curata da Giovanna Massoni, indagine collettiva sul potere evocativo del frammento. L’open call ha invitato designer, artigiani, architetti e artisti a esplorare tre prospettive: fragilità, atto rigenerativo e memoria. La selezione diffusa lungo il percorso permette di vivere il parco come un laboratorio all’aperto, in cui il pubblico è invitato a sostare, osservare e interagire.

lake como design festival 2025 ph. A.Saletta

La Serra del Grumello, già fulcro di incontri e convivialità nelle passate edizioni, ospita anche nel 2025 un ciclo di talk: ricerche, racconti e testimonianze per approfondire il tema della frammentazione da diversi punti di vista, dal Mediterraneo alle darsene del lago di Como. Per il secondo anno la serra e lo spazio en plein air antistante tornano a trasformarsi in un vivace punto d’incontro con caffetteria e bistrot di giorno, bistrò e mixology la sera, in collaborazione con Piazzetta.

Tra i progetti speciali e le location inedite del 2025 spiccano:
VOCI SULL’ACQUA, nuovo capitolo della ricerca Paesaggi d’Acqua a cura di Stefano Larotonda e Niccolò Nessi nella darsena di Villa Sucota, che esplora l’area dei laghi prealpini a nord e sud delle Alpi come paesaggio continuo al di là dei confini politici.
Frammenti di Storia all’Antica Nevera presso il Tennis Como, racconto fotografico di Virginia Guiotto curato da Massimiliano Mondelli e Paolo Vanoli, che fissa in frammenti il movimento e la stratificazione della città di Como.
The disappeared Como / Cinque carotaggi urbani nella Como scomparsa alle Terme di Como Romana, a cura di Studio Moscatelli, con cinque carotaggi urbani collocati tra le rovine esistenti e immagini d’epoca dei luoghi.
Lobby Nomade, progetto di Nomade e Ultrapresent Studio, che ricrea la propria visione della lobby all’interno dell’ex Chiesa di Santa Caterina (oggi borgovico33).

Queste installazioni ampliano la mappa del festival, invitando il pubblico a esplorare luoghi meno noti della città.

Per il secondo anno il festival celebra anche il legame con il settore dell’ospitalità sul lago di Como: Hilton Lake Como e Hotel Villa Flori ospitano installazioni che rientrano nel programma ufficiale. È un modo per sottolineare come l’accoglienza e l’esperienza dei luoghi siano parte integrante del progetto culturale del festival e non solo cornice logistica.

7. Un invito a scoprire la frammentazione come rigenerazione

Il Lake Como Design Festival 2025 “Fragments” conferma il suo format originale: un appuntamento annuale a tema che diventa momento di esposizione, riflessione e ricerca attraverso eventi nel centro storico di Como e intorno al lago. Mostre, talk e installazioni site-specific si intrecciano con luoghi storici, spazi inediti e architetture razionaliste, dando vita a un percorso di scoperta e partecipazione diffusa.

Dal capolavoro razionalista dell’Asilo Sant’Elia alle installazioni nella Serra del Grumello, dalle opere di Aldo Rossi, Alvaro Molteni e Ico Parisi alle ricerche fotografiche e paesaggistiche nelle location inedite, il festival invita a guardare ai frammenti come a possibilità di ricomposizione. Ogni tappa diventa un’occasione per riaccostare ciò che è stato separato, per riscoprire – attraverso il design – la forza della memoria e la vitalità del territorio lariano.