“I love Rauschenberg”: Enrico Cazzaniga rende omaggio al maestro americano nel centenario della nascita
Fino al 26 settembre lo spazio The Art Company ospita la mostra che Cazzaniga ha dedicato all’artista
Inaugurata venerdì scorso, nello spazio The Art Company in via Borgovico a Como, la mostra I love Rauschenberg dell’artista comasco Enrico Cazzaniga, curata da Luigi Cavadini. La mostra celebra i cento anni dalla nascita di Robert Rauschenberg, uno degli artisti più influenti della seconda metà del Novecento, padre dei “combine paintings” e figura chiave nella transizione dall’espressionismo astratto alla pop art.
La mostra di Cazzaniga si lega a una delle opere più celebri del maestro americano: la serie di 34 tavole dedicate all’Inferno di Dante, realizzate tra il 1958 e il 1960 e oggi custodite al MoMA di New York. Lontano da una semplice illustrazione del poema, Rauschenberg usò frammenti di immagini recuperate da riviste e giornali, trasferiti con solventi chimici e arricchiti da interventi pittorici diretti – a matita, pastello, acquerello e guazzo – per restituire non solo la potenza del testo dantesco, ma anche la realtà e le contraddizioni del suo tempo.

In dialogo con questa straordinaria sequenza visiva, Enrico Cazzaniga propone un trittico che ne riprende suggestioni e tecniche, inserendovi la propria ricerca. Candeggina su fustagno nero, smalto stradale su asfalto e l’inserimento in rilievo di un triangolo tronco capovolto – rimando simbolico al movimento discendente dei gironi infernali – si intrecciano con un immaginario che fa convivere Dante e Rauschenberg, rispetto e libertà interpretativa.
Cazzaniga, artista comasco che da anni indaga la città e la strada come luoghi di vita e passaggio, rinnova così la sua esplorazione della materia e dello spazio, restituendo al pubblico un lavoro che è allo stesso tempo tributo e opera autonoma.

L’artista che scelse di farsi chiamare Robert, nacque come Milton Ernest Rauschenberg a Port Arthur, in Texas, e crebbe in un contesto di cristianesimo fondamentalista. Rauschenberg dovette presto confrontarsi con la dislessia, che segnerà anche il suo approccio libero e non convenzionale alla cultura visiva. Dopo un breve periodo di studi in farmacia all’Università del Texas e l’arruolamento nella marina militare durante la Seconda guerra mondiale (dove prestò servizio come tecnico in un ospedale psichiatrico in California), intraprese la formazione artistica in diversi istituti: dal Kansas City Art Institute all’Académie Julian di Parigi, fino al Black Mountain College nel North Carolina. Qui ebbe come insegnante Josef Albers, fondatore del Bauhaus, le cui severe regole contrastarono con la sua vocazione sperimentale. Dal 1949 al 1952 studiò poi all’Art Students League di New York, entrando in contatto con artisti come Cy Twombly e Knox Martin. Dopo il matrimonio con la pittrice Susan Weil, da cui ebbe un figlio, Christopher, la sua vita privata fu segnata da relazioni con Twombly e con Jasper Johns, compagno e interlocutore artistico con cui condivise anni decisivi di ricerca. Rauschenberg morì nel 2008 a Captiva Island, in Florida, per arresto cardiaco.

La mostra rimarrà aperta fino a venerdì 26 settembre, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.30; il sabato è prevista l’apertura su appuntamento (tel. +39 335 8095646).
