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Questa edizione della Fiera del Libro di Como segna l’inizio di un percorso per migliorare l’accessibilità e favorire l’inclusione dell’evento

di Sabrina Sigon

La Fiera del Libro di Como di quest’anno – in piazza Cavour dal 23 agosto al 7 settembre – nasce con la vocazione di compiere un salto di qualità nella direzione dell’accessibilità e dell’inclusione, con un nuovo approccio verso la disabilità.

Un concetto molto ampio, quello dell’inclusione che, attraverso diversi protagonisti, andremo a scoprire insieme in questo reportage realizzato nella prima settimana di eventi.

A cominciare dalle parole di Alessio Rimondi, Presidente della fiera, che racconta del nuovo impegno assunto per rendere la manifestazione più inclusiva, e dall’intervento di Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, che ha stimolato e sostenuto questo percorso. “La Fiera del Libro per Como è una tradizione, un punto di riferimento importante”, dice il Ministro il giorno dell’inaugurazione, “e da quest’anno inizia a connotarsi come iniziativa sempre più aperta a tutti, con la partecipazione di autori che hanno disabilità o che scrivono del loro rapporto con la disabilità”.

Una delle novità importanti di questa edizione riguarda la presenza di interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana), una lingua visivo-gestuale – dotata di una vera e propria grammatica – utilizzata principalmente dai non udenti, ma che può essere d’aiuto a persone con disturbi dello spettro autistico, con problemi di linguaggio, e anche alle persone meno giovani con problemi di udito. Una grande risorsa, quindi, per arricchire la comunicazione. Abbiamo lavorato per migliorare l’accessibilità e favorire l’ingresso in fiera, ci dice Rimoldi, mentre Leda Croci – Direttrice Artistica – ci racconta come la manifestazione ha voluto sostenere l’inclusione anche attraverso i contenuti, con appuntamenti dedicati a questi temi.

Nel reportage sono presenti l’intervista al Ministro Alessandra Locatelli, un racconto del campione paralimpico Oney Tapia ripreso durante la presentazione del suo libro “La luce oltre la siepe”, le interviste di Alessio Rimoldi e Leda Croci, la ripresa di un’interprete LIS – Giorgia Boarin – che spiega alcuni aspetti della lingua dei segni, e l’intervista della scrittrice Clarissa Guenzi, dopo la presentazione del suo libro: “Che tu sia per me lo specchio”. Viene citato, inoltre, lo scrittore Antonio Ferrara, anche lui presente quest’anno in fiera, autore che porta nei suoi libri la voce di chi, spesso, resta ai margini.

ministro locatelli alla fiera del libro di como

Un obiettivo importante, quindi, quello della Fiera del Libro 2025; obiettivo che, portato avanti con impegno e determinazione, sta già cominciando a mostrare risultati. Con un programma che va nella direzione dell’accoglienza, sta assumendo man mano le caratteristiche di luogo d’incontro aperto e maggiormente accessibile a tutti.

Ogni persona ha competenze e talenti sui quali possiamo e dobbiamo investire – dice il Ministro Locatelli nell’intervista – perché come paese e comunità non possiamo permetterci di lasciare nessuno indietro”.

In questo luogo dove la spinta a una maggiore inclusione riveste arte e cultura di nuova ricchezza, l’occasione da non perdere, per i visitatori della fiera, è quella di arricchirsi attraverso queste esperienze, e di popolare con partecipazione gli appuntamenti in programma. Incontri capaci di offrire nuove competenze, e nuova umanità.

Dobbiamo quindi convertire il nostro sguardo sulla verità che si dispiega davanti ai nostri occhi; non rimanere incatenati alle immagini che ci facciamo delle cose, ma concentrarci invece su ciò che noi possiamo fare per cambiarle in bene”. (Che tu sia per me lo specchio, di Clarissa Guenzi).