il vertice
|Sicurezza a Cantù, la riunione del Comitato Provinciale in Prefettura: nessun allarme, ma ancora più controlli in centro
Presenti alla riunione i rappresentati civili e militari, compreso il sottosegretario dell’Interno NIcola Molteni, per fare il punto della situazione
Questa mattina si è tenuta, presso la Prefettura, alla presenza del Sottosegretario all’Interno, Onorevole Nicola Molteni, una specifica seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dedicata all’esame e all’analisi della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nella Città di Cantù, convocata dal Prefetto della provincia di Como, Corrado Conforto Galli. Presenti, in rappresentanza delle Forze dell’Ordine della provincia, il Questore Marco Calì, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Colonnello Giuseppe Colizzi e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Michele Donega. L’incontro ha inoltre visto la partecipazione del Vice Sindaco di Cantù, Valeriano Maspero, dell’Assessore alla Sicurezza della medesima amministrazione comunale, Maurizio Cattaneo e del Comandante del Corpo di Polizia Locale della Città di Cantù, oltre a Rappresentanti del Corpo di Polizia Provinciale.
La riunione è stata l’occasione per effettuare una generale valutazione della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica in Cantù, prendendo spunto anche dai recenti episodi violenti che hanno visto il coinvolgimento anche di alcuni operatori di polizia. “Vertice necessario, utile ed estremamente proficuo che ha confermato la massima allerta e attenzione delle Istituzioni per mantenere alta, nell’interesse dei cittadini l’asticella della qualità della sicurezza – ha dichiarato il sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni a margine della riunione – L’intenso lavoro delle Forze di polizia – che ringrazio – ha riscontrato dati positivi sia in termini di riduzione complessiva dei reati che nel contrasto efficace all’illegalità: a fronte dell’origine straniera del 55% dei denunciati e del 63% degli arrestati, Como è la terza provincia su scala nazionale per numero di rimpatri effettuati. Per il futuro sarà ulteriormente intensificata la presenza delle Forze dell’ordine, anche con pattuglie a piedi e la già ottima collaborazione con la polizia locale di Cantù».
Da quanto si è appreso, nel corso dell’incontro sono stati esaminati i dati riferiti ai reati che destano maggiore allarme sociale commessi nell’ambito territoriale di Cantù, i quali rassegnano un quadro complessivamente non allarmante – come ha precisato il Prefetto Conforto Galli – caratterizzato da un trend in costante decremento nell’ultimo triennio. Da un ulteriore esame dei dati statistici emerge chiaramente come la maggior parte degli autori di reato siano cittadini stranieri. In questo contesto, sono stati approfonditi i temi connessi alle fenomenologie che più interessano l’ambito cittadino, perlopiù riconducibili a reati contro il patrimonio e ad episodi di devianza giovanile, sfociati anche in episodici incidenti e violenze legate all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti e alla malamovida; esaminati anche in modo attento i recenti episodi balzati alle cronache, peraltro nel quadro di un periodo estivo che non ha fatto registrare, a differenza dello scorso anno, particolari criticità.
I numeri evidenziati, nel contrasto a violenti ed irregolari, sono importanti come ha sottolineato il Questore che proegue – quasi tutti i giorni – l’attività di controllo ed espulsioni di irregolari: la Questura di Como in questo anno si colloca ai vertici nazionali in termini assoluti nel numero di accompagnamenti alla frontiera. Tra le misure programmate per fronteggiare tale situazione, convenute in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, è stata concordata la prosecuzione dell’intensificazione dei servizi di vigilanza e di controllo del territorio in tutto il territorio canturino, attraverso la pianificazione di servizi congiunti delle Forze di Polizia con adeguati numeri di uomini e mezzi, anche con l’ausilio dei reparti speciali della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. E proprio i militari – con il comandante provinciale Colizzi – hanno confermato che saranno utilizzate anche pattuglie a piedi per il controllo del centro della città brianzola.
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