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Lombardia, i borghi dipinti che raccontano la regione

Dai murales di Caglio e Cadorago al percorso artistico di Claino con Osteno: il Comasco al centro di un patrimonio unico

L’arte in Lombardia non vive solo nei musei o nei grandi centri storici: scorre lungo i vicoli, si affaccia sulle case e colora le piazze dei borghi. Facciate che narrano mestieri, leggende e tradizioni, muri che diventano memoria viva, edifici pubblici trasformati in tele. Sono i borghi dipinti, piccoli scrigni di creatività che custodiscono storia e identità, offrendo al tempo stesso nuove opportunità di turismo culturale.
Un patrimonio che abbraccia l’intera regione e che, come sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, «valorizza le comunità, rafforza il legame con il territorio e offre esperienze autentiche di scoperta».

Borgo dipinto Claino con Osteno Porlezza Tour

Anche il territorio lariano custodisce veri gioielli. A Caglio, il legame con Giovanni Segantini rivive in quindici tavole a grandezza naturale, dislocate nel centro storico e in un punto panoramico, che compongono il suggestivo Percorso Segantini. Poco distante, a Cadorago, si trova quello che è considerato il museo a cielo aperto più grande d’Italia: oltre trecento opere tra pittura, scultura e ceramica firmate da artisti italiani e internazionali.
Sul Lago di Lugano, a Claino con Osteno, il progetto Borgo dipinto Claino ha trasformato il paese in un vero itinerario artistico. Dal 2015 ad oggi sono state realizzate più di cinquanta opere disseminate tra le vie, un percorso che si scopre passo dopo passo, quasi come in una caccia al tesoro.

Il fenomeno, che interessa anche Lecchese, Varesotto, Bergamasca e altre province lombarde, rappresenta un museo diffuso a cielo aperto, nato dall’incontro tra arte e vita quotidiana.
«Con i borghi dipinti – ha concluso l’assessore Caruso – la Lombardia dimostra come ogni murales sia una narrazione di mestieri, storie e identità locali. È un patrimonio diffuso che, in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, diventa occasione per far conoscere al mondo un’altra Lombardia: non solo le grandi città, ma anche i piccoli borghi che custodiscono storia, arte e tradizioni».