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Carducci, porte aperte alla città: cultura e dialogo per la nuova stagione

“Questo è un palazzo aperto…”: la presidente Forgione dell’associazione Giosuè Carducci ha presentato un ricco palinsesto di iniziative aperte a tutti, un segnale di dialogo rivolto al Sindaco

«Questo è un palazzo aperto…» esordisce così Maria Cristina Forgione, presidente dell’Associazione Giosuè Carducci di Como, in apertura della presentazione del programma delle attività artistiche e culturali per la prossima stagione che partirà a metà settembre. Una frase apparentemente semplice, ma carica di significato in un contesto da tempo segnato da tensioni istituzionali, contese legali e simbolismi forti.

Un’apertura rivolta alla città e un “telegramma” per Palazzo Cernezzi quello della presidente aprendo la conferenza stampa, conferenza che si può leggere anche come  atto politico, oltre che informativo, Era da parecchi anni, infatti, che l’associazione con sede nel palazzo di Viale Cavallotti non convocava i giornalisti allo scopo di rendere noti i propri programmi. Dunque  un segnale di distensione e dialogo da parte di Forgione, nel suo intervento tende la mano al sindaco, ma ribadisce, con il piglio con cui ha portato avanti le istanze dell’associazione in questi mesi, che la sede è Palazzo Carducci, ma che la volontà è di aprirlo sempre di più alla cittadinanza e ad altri enti e associazioni con la regia congiunta del Comune. Viene citato in particolare il Conservatorio (destinatario degli spazi all’interno del palazzo), «con il quale stiamo portando avanti programmi culturali».

Ricapitolando, per chi se lo fosse perso, il contenzioso tra l’Associazione Giosuè Carducci e il Comune di Como, in corso da anni, ha conosciuto un nuovo capitolo a fine luglio 2025. Dopo la decisione di Palazzo Cernezzi di procedere con lo sgombero della sede di viale Cavallotti, il cancello al civico 5 è stato chiuso con nuovi lucchetti per impedire l’accesso ai soci. Pochi giorni dopo, però, è arrivata la contro-mossa con un provvedimento del giudice che ha sospeso l’attuazione dello sgombero, consentendo all’associazione di rientrare nei locali in attesa della definizione della vicenda.

Una stagione intensa, istruttiva e inclusiva

Dal prossimo 20 settembre il Palazzo di viale Cavallotti ospiterà un calendario di eventi denso e variegato: mostre, conferenze, sfilate, corsi e convegni si succedono in un palinsesto articolato che comprende la didattica, la divulgazione scientifica, la valorizzazione del territorio. Forgione sottolinea con entusiasmo: «Noi abbiamo quest’anno un programma veramente entusiasmante, una stagione molto ricca, con partnership molto importanti. Sperando di riuscire a lavorare, abbiamo molte richieste di collaborazioni e iniziative a favore della città. Questi spazi sono luoghi aperti alla città e questo deve essere sottolineato».

La proposta didattica è sempre al centro: i corsi d’arte per ragazzi e adulti sono affidati ai maestri Nelly Manella, Stefano Venturini, Germano Bordoli, Valter Pagano e Nicoletta Brenna, con discipline che spaziano dall’incisione alla scultura, dalla pittura ad acquerello a quella a olio.

In più, un segmento scientifico arricchisce il programma: le lezioni e visite al Museo Casartelli saranno curate dai fisici Maristella Galeazzi e Andrea Pini, che stanno preparando anche una grande manifestazione per il 2027, anno delle celebrazioni voltiane e del centenario del Congresso Internazionale dei Fisici del 1927, ospitato proprio in questo palazzo.

Sul fronte moda e musica, Silvia Ramillj sarà responsabile degli eventi legati alla moda, una novità per l’associazione, mentre Chiara Sgherbini ha ideato un percorso di musica jazz al femminile. Sabrina Concari continuerà invece a curare le rassegne concertistiche.

New entry significative: installazioni artistiche permanenti, denominate Art Welcome, curate da Carla Tocchetti. saranno due all’anno, la prima sarà dell’artista Elena Rizzardi (dal 3 ottobre), seguita, da aprile a giugno, da un progetto tematico di Ignazio Campagna.

carducci presentazione stagione

La nuova figura al centro dell’organizzazione è Maria Cristina Brandini, responsabile delle mostre e degli eventi artistico-culturali del Carducci: «Sono in un centro culturale che essenzialmente non esiste, a Como, e quindi sono felicissima. Questa per me è una grande opportunità perché sono di Como e voglio ringraziare tantissimo l’opportunità che mi ha dato Maria Cristina Forgione. Ho voluto aprire a tanti altri settori, non solo alla fotografia (è la curatrice di importanti mostre fotografiche in particolare alcune del noto fotografo Giovanni Gastel), perché mi sembra giusto così. Ho previsto una rassegna artistico-culturale che avrà come tema Como, per dare la giusta attenzione alla nostra città, raccontandone storie e realtà poco conosciute».

Tra i protagonisti: Carlo Pozzoni, fotografo di fama, chiamato a raccontare l’editoria comasca insieme allo scrittore e giornalista Marco Guggiari, con volumi come C’era una volta a Como e Qualche resta di Como. Seguirà Gin Angri, fotografo noto per il reportage “Le donne cancellate” dell’ospedale psichiatrico di Como, con un occhio alla fotografia sociale e di denuncia. Brandini apre alla pittura con artisti emergenti: un particolare spazio è dato a Mattia Consonni, alias “Musica per gli occhi”, che realizza dipinti su vecchi vinili accompagnati dalla musica che li ha ispirati; un lavoro apprezzato anche a livello internazionale. Inoltre, verranno coinvolti i giovani dello Studio Limbo, diretto da Chiara Grizzoni, curatrice del Museo della Seta, che porterà in palazzo i ragazzi che segue nei suoi progetti. Poi una rassegna rivolta ai mestieri del territorio e ai produttori con momenti di divulgazione e degustazione

palazzo carducci

L’Associazione Giosuè Carducci, fondata il 18 agosto 1903, ha avuto da sempre a cuore la formazione culturale della città, ospitando scuole, il Museo Circolante Casartelli e una scuola di massaie, contribuendo allo sviluppo culturale e sociale di Como. Il palazzo di viale Cavallotti – inaugurato nel 1910 – è stato simbolo e fulcro di questa vocazione. La notizia di questi giorni è un nuovo record di associazioni il cui numero ha già superato quello dello scorso anno con la campagna associativa aperta solo da poche settimane. La quota associativa annuale base è di 50 euro con agevolazioni per i giovani.

Passa così dal conflitto al rilancio il racconto del Carducci: da una battaglia legale tesa con il Comune alla riaffermazione del suo ruolo culturale, attraverso un calendario ricchissimo e inclusivo.

La conferenza-strategia del Carducci segna una svolta simbolica: non più solo difesa dei propri spazi, ma costruzione di un’offerta culturale che riapre le porte a Como, alle sue storie, alle sue menti, alle sue energie. Una stagione che non sarà solo artistica, ma potenzialmente rivoluzionaria: potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione di collaborazione e coabitazione fisica e culturale tra l’Associazione e il Conservatorio, all’interno di un palazzo che, più che mai, aspira a essere davvero aperto.