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Como piange Mario Marangio, il pittore delle “tele in nero” che viveva volutamente in strada con i suoi quadri

A Como in molti lo conoscevano come “Mario il pittore”

Como perde una delle sue anime più autentiche e silenziose: è morto Mario Marangio, conosciuto da tutti come “Mario il pittore”. Figura inconfondibile, lo si vedeva spingere la sua bicicletta con due o tre quadri appesi al manubrio, più raramente camminare per la città con le sue grandi tele sottobraccio.

La sua arte era immediatamente riconoscibile: disegni realizzati con pennarello nero, un intrico di linee ipnotiche che restituivano volti, animali, monumenti e figure sacre, sempre sospesi tra dolore e bellezza. Un linguaggio visivo potente, capace di trasformare le difficoltà personali in un’espressione estetica originale e profonda.

mario marangio il pittore

Marangio viveva volutamente per strada e passava la notte al dormitorio di via Napoleona. Ultimamente il Comune gli aveva trovato una sistemazione più stabile. Allo stesso modo rimaneva ai margini della scena artistica tradizionale, lontano dai riflettori e dalle logiche del mercato. Portava con sé le proprie opere, trasformando la strada in una galleria itinerante e spontanea, una “mostra in cammino” che negli anni aveva conquistato l’affetto dei comaschi.

mario marangio il pittore

A ricordarlo oggi è l’intera comunità cittadina, colpita dalla perdita di un artista considerato autentico, gentile e unico nel suo modo di raccontare il mondo. Marangio lascia un patrimonio di immagini che continueranno a parlare di lui: linee nere che hanno saputo dare forma ai suoi tormenti e, insieme, restituire a Como uno sguardo diverso, fragile e intenso, sulla vita.

La foto in copertina scattata da Gin Angri è stata esposta l’anno scorso nella mostra Miniartextil33 “Arte come preghiera”