Desiderio, arte, vita: al Broletto MINIARTEXTIL 34
Fino al 21 settembre la trentaquattresima mostra di fiber art contemporanea con il titolo “Eterno Desiderio”
Il desiderio come energia vitale, il piacere come istante di esistenza pura: è da questa riflessione che nasce Eterno Desiderio, la nuova mostra di arte contemporaneaMINIARTEXTIL 34 che apre venerdì 8 agosto al Broletto di Como. Un percorso espositivo che mette in relazione i minitessili, le opere di piccole dimensioni che caratterizzano la mostra di fiber art comasca, con le installazioni di artiste e artisti internazionali, nel rispondere alla domanda: cosa ci tiene vivi, nonostante tutto?
Il postulato è nella frase di Cesare Pavese da Il mestiere di vivere che recita: “Il desiderio è il contrario della morte. Perciò il piacere è un breve istante di vita pura”. Ed è attorno a questa idea che i curatori Chiara Ghizzoni e Sergio Gaddi, hanno allestito la mostra in un percorso esperienziale dove chi osserva è chiamato a confrontarsi con la propria stessa voglia di vivere, di cercare, di creare.

Presentata questa mattina, alla presenza del Sindaco Alessandro Rapinese e dell’assessore alla Cultura Enrico Colombo, MINIARTEXTIL 34, la prestigiosa mostra internazionale dedicata alla fiber art contemporanea ideata da Mimmo Totaro che, oggi come trentaquattro anni fa, ne è ispiratore e anima. La mostra è una produzione dell’Associazione culturale ARTE&ARTE, con il patrocinio e sostegno del Comune di Como e di Regione Lombardia e la collaborazione di FAI (Fondo Ambiente Italiano), sarà aperta al pubblico dal 9 agosto al 21 settembre dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19.
MINIARTEXTIL 2025 | ETERNO DESIDERIO
Un filo sottile, tenace, attraversa il tempo L’edizione 2025 di Miniartextil ruota attorno al tema Eterno desiderio. Un titolo che invita a riflettere su una delle forze più radicate e durature dell’animo umano: il desiderio. Il desiderio è ciò che ci spinge a cercare, a immaginare, a muoverci verso qualcosa che non abbiamo ancora. È parte della nostra natura: si manifesta nei gesti quotidiani, nei legami affettivi, nei pensieri che ci accompagnano nel tempo. È una presenza costante, che cambia forma ma non scompare.
Questa edizione di Miniartextil propone una lettura del desiderio come energia creativa. Non qualcosa da possedere, ma una tensione interiore che può generare bellezza, relazione, forma. Attraverso le opere tessili, gli artisti sono chiamati a esprimere questa forza attraverso nodi, intrecci, materiali, superfici.
Il desiderio può nascere dalla mancanza o dalla speranza. Può essere dolce o difficile da affrontare. Ma in ogni sua forma ci racconta qualcosa di autentico: il bisogno di connessione, la voglia di andare oltre i confini individuali, la ricerca di senso.
Nella materia tessile, fatta di fili intrecciati e gesti ripetuti, questo tema prende corpo in modo concreto. Ogni opera può diventare un frammento di una storia più ampia: una domanda aperta, un pensiero sospeso, un’emozione condivisa. Eterno desiderionon è un concetto astratto. È ciò che ci accompagna ogni giorno, anche senza che ce ne accorgiamo. È il filo che lega le nostre esperienze, che ci tiene in movimento, che ci collega agli altri. Miniartextil 2025 invita a osservare questo filo invisibile con uno sguardo attento. A riconoscerlo nella materia e nella forma.
A riscoprirne il valore silenzioso, ma fondamentale.
I curatori della mostra sono Sergio Gaddi, Chiara Ghizzoni e Mimmo Totaro
GLI SPAZI E GLI ARTISTI
Miniartextil 34 Palazzo del Broletto piazza del Duomo – Como
La mostra presenta un’ampia varietà di opere, dai minitessili alle grandi installazioni, fino a progetti multimediali.
Sono esposte 68 opere (54 minitessili e 14 grandi opere) di artisti provenienti, oltre che dall’Italia, da undici Paesi: Austria, Corea del Nord, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Iran, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera. Gli artisti protagonisti della sezione dedicata alle opere di grande formato interpretano, attraverso il linguaggio della fiber art, il tema di quest’anno: Eterno Desiderio.
Ecco chi sono, quali sono le opere esposte a Como e le gallerie che le hanno conferite:
Joana Vasconcelos, (Parigi, 1971) vive e lavora a Lisbona. La sua pratica artistica si sviluppa in una dimensione fortemente interdisciplinare, spaziando dalla scultura monumentale all’installazione, dal video alla tessitura. Utilizzando oggetti d’uso quotidiano, tessuti, ceramiche e materiali inconsueti, Vasconcelos rilegge con ironia e spirito critico le dinamiche del potere simbolico, della rappresentazione femminile e dell’identità collettiva. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo in sedi prestigiose, tra cui il Tel Aviv Museum of Art, il MAXXI di Roma, il MAMAC di Nizza, il Palazzo Grassi di Venezia, e il Guggenheim Museum di Bilbao, che nel 2018 le ha dedicato una grande antologica.
Titolo opera: PASTICCINO, 2021 legno, tessuto e corde colorate cm.146x42x32, provenienza MIMMO SCOGNAMIGLIO Arte Contemporanea Milano

Joel Andrianomearisoa, (Antananarivo, Madagascar, 1977) vive e lavora tra Parigi, Antananarivo e Magnat-l’Étrange. Laureato nel 2003 all’École Spéciale d’Architecture di Parigi, sviluppa una pratica interdisciplinare che spazia tra installazione, tessile, scultura, scrittura e architettura. Le sue opere, ispirate tanto alle sue radici malgasce quanto alle molteplici geografie del mondo contemporaneo, danno forma a narrazioni emotive, astratte e non lineari. Attraverso l’uso di materiali eterogenei e codici visivi poetici, costruisce ambienti e oggetti carichi di tensione lirica, in cui la materia si fa veicolo di affetti, desideri e memorie. Il suo lavoro indaga la materialità delle emozioni e riflette sulla condizione umana attraverso forme sospese, fragili e stratificate. Ha rappresentato il Madagascar alla 58ª Biennale di Venezia (2019) e ha esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui il MAXXI di Roma, l’Hamburger Bahnhof di Berlino, il Palais de Tokyo di Parigi, lo Smithsonian National Museum of African Art di Washington DC, il Centre Pompidou e lo Zeitz MOCAA di Città del Capo. È fondatore e direttore artistico di Hakanto Contemporary, spazio indipendente dedicato all’arte malgascia contemporanea, aperto ad Antananarivo nel 2020.
Titolo opere: ETUDE EN BLANC I, II, III, 2017, Textile, cm.50×40 Provenienza PRIMO MARELLA Gallery Milano

Samuel Nnorom, (Isiukwuato, Nigeria, 1990) vive e lavora in Nigeria. Si è formato in scultura presso l’Università di Jos e l’Università della Nigeria, Nsukka. La sua pratica intreccia pittura, scultura e artigianato tessile in un linguaggio visivo stratificato che riflette sulle nozioni di identità, memoria e appar-tenenza. Cresciuto tra la bottega del padre calzolaio e l’atelier della madre sarta, utilizza tessuti come l’Ankara—materiale emblematico della cultura africana—per dare forma a strutture scultoree organiche, dominate dalla ricorrenza della “bolla”: elemento simbolico e costruttivo che incarna la fluidità del tessuto sociale. Attraverso installazioni potenti e poetiche, Nnorom esplora le relazioni tra esperienza persona-le e dinamiche collettive, proponendo l’opera d’arte come spazio attivo di dialogo e trasformazione.Ha ricevuto numerosi premi e partecipato a mostre e residenze internazionali, tra cui Londra, Sudafrica e Abuja.
Titoli opere: BLOOM, 2022 Tessuto, African Wax print fabric cm.115x56x66; THE GOOD, BAD AND UGLY, 2023 tessuto african wax print fabric cm. 180 X 150 X 10. Provenienza PRIMO MARELLA Gallery Milano

Hiva Alizadeh, (Kerman, Iran, 1989) vive e lavora tra Teheran e Londra. La sua ricerca affonda le radici nella tradizione persiana della tessitura dei tappeti, in particolare nell’antica scuola di Kerman, reinterpretata attraverso un approccio sperimentale e contemporaneo. Partendo da competenze artigianali tramandate nel tempo, Alizadeh sviluppa una pratica che unisce memoria culturale, astrazione visiva e sensibilità installativa. Le sue opere—tessiture complesse realizzate con extension di capelli sintetici assemblati in vivaci palette cromatiche al neon—trasformano motivi tradizionali in superfici vibranti, dove Oriente e Occidente si incontrano generando un linguaggio percettivo inedito, al tempo stesso psichedelico e meditativo. Il suo lavoro esplora il potenziale del materiale sintetico come fibra identitaria e mezzo di costruzione visiva, con esiti che combinano estetica pop, spiritualità e stratificazione simbolica. Ha esposto in gallerie e istituzioni in Iran, Europa e Nord America. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private e sono state presentate in progetti dedicati alla nuova scena artistica mediorientale.
In esposizione tre opere del ciclo NOMAD CHANTS, 2019: Untitled #1 (190cm x 64 x3); Untitled #19, (cm 105 x60 x 3); Untitled #10, (cm 100 x 342 x3) materiali: capelli sintetici su tela. Provenienza THE FLAT – MASSIMO CARASI, Gallery Milano.
Paolo Gonzato (Busto Arsizio,1975) vive e lavora a Milano. Il suo lavoro, da sempre rivolto alla trasformazione e alla marginalità, si occupa di dinamiche recessive e di sospensione. A partire dal 2003 porta avanti il ciclo di lavori OUT OF STOCK, con cui riflette sulle dinamiche di sospensione, precarietà e trasformazione attraverso sculture, installazioni ambientali, collage e oggetti. Artista dalla pratica multidisciplinare e concettualmente stratificata, Gonzato indaga la relazione tra spazio, superficie e forma attraverso un impiego analitico e diversificato di materiali, che spaziano dal tessile al metallo, dal vetro alla plastica. Declinando la sua ricerca attraverso l’impiego di vari media, Gonzato si interfaccia con design, collaborazioni, editoria e moda. I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private italiane e internazionali. Ha preso parte a progetti della Biennale Arte e Architettura di Venezia e Berlino oltre che a residenze artistiche, premi e tenendo workshop in musei e istituzioni.
Titolo opera: SIPARIO, 2022. Stoffa e corde cm. 400 x 300, provenienza APALAZZO GALLERY Brescia
Kela Cremaschi (Mendoza, Argentina, 1940) vive e lavora a Como. Di nazionalità italo argentina, si è laureata in arti plastiche e tessitura all’Università di Cuyo nel 1964. La sua ricerca si concentra sull’uso della carta crespa, trasformata in filo attraverso un processo manuale che le consente di generare forme “libere”, in equilibrio tra rigore e leggerezza. E’ professoressa di arti plastiche e di tessitura.
Titolo opera: LOS HERALDOS NEGROS – Gli Araldi Neri, 2005, carta crespa filata e tessuto, cm. 270 x 230 x 20.
Anna Ray (Regno Unito, 1975) vive e lavora a Londra. Dopo la laurea in Tapestry (BA e MFA) presso l’Edinburgh College of Art, dove ha insegnato per sei anni, si trasferisce a Londra nel 2006. La sua pratica plastica e installativa nasce dall’osservazione delle strutture visive del quotidiano—trame, reticoli, superfici organiche o geometriche—che traduce in forme mediante gesti essenziali e tecniche tessili avanzate. Da oltre venticinque anni espone a livello nazionale e internazionale, muovendosi tra arte applicata e arte contemporanea. Tra le mostre e i progetti più significativi si ricordano Entangled: Threads & Making (Turner Contemporary, 2017), la 6ª Riga Triennial (Madame Bovary, 2018), e la ricerca Pointillist (2018), sul telaio Jacquard e le sue origini digitali, sviluppata con il 3D Weaving Innovation Centre dell’Università di Leeds. Nel 2019 realizza la serie Offcut per Art in Manufacturing e, nel 2020, l’installazione Loom per la sede di Facebook a Londra. Nel 2021 vince il Brookfield Properties Crafts Council Collection Award ed è protagonista di due personali: On Tenterhooks e Fibre and Form, accompagnate da un testo critico di Ann Coxon (Tate Modern). Ray è attualmente docente ospite e figura di riferimento nel panorama della fiber art contemporanea.
Giuseppe Coco (Randazzo, 1954) vive e lavora a Milano. Si è formato negli anni Settanta all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha avviato una ricerca che attraversa pittura, scultura e installazione, affiancando alla pratica artistica una continua sperimentazione formale e materica. Nei suoi lavori, la riflessione sul segno, sul corpo e sul gesto si traduce in opere che coniugano rigore costruttivo ed evocazione poetica. Dal 1984 è protagonista di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, in contesti istituzionali e indipendenti. La sua poetica si sviluppa attraverso cicli di opere che uniscono tecniche miste e materiali eterogenei, con un’attenzione costante alla dimensione simbolica. Da oltre vent’anni collabora con l’Associazione Arte&Arte, curando anche la direzione artistica di Miniartextil per diverse edizioni e curando la rassegna Altrepagine, dedicata al libro d’artista.
Dalla sinergia tra Anna Ray e Giuseppe Coco è nata NATURA MORTA CON FIORI E RAMO, Assemblage di due opere Anna Ray: Blessures, 2012, 65 x 80 x 20 cm, cotone, pittura ad olio, compensato, punto a mano e a macchina Giuseppe Coco: Senza titolo, 2020, 200 cm x 100 cm, tecnica mista, olio e foglia d’oro su tela, rami vegetali.

Linda Pellegrini (Milano, 1956) vive e lavora tra Milano e il Piemonte. Si è formata presso l’Istituto Superiore d’Arte del Castello Sforzesco, l’Accademia di Belle Arti di Brera e l’Università Statale di Milano, dove ha approfondito pittura, arte applicata e storia della critica d’arte. La sua ricerca si muove tra astrazione lirica e costruzione strutturale, con opere che coniugano pittura e scultura attraverso l’uso di materiali eterogenei come stoffa, pigmenti, frammenti metallici e supporti rigidi. Attraverso sovrapposizioni, tensioni compositive e intrecci cromatici, Pellegrini sviluppa un linguaggio visivo in cui la materia diventa superficie attiva e mutevole, capace di catturare e restituire la luce. La sua pratica indaga le possibilità espressive del colore, del gesto e della trama, rivelando affinità con la cultura tessile e con una sensibilità installativa. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e in Europa. È attualmente docente di discipline artistiche presso l’Accademia di Belle Arti di Bari e l’Accademia di Cuneo.
Titolo opera: QUALI COLOMBE, 2025, cm 90 x 258, tecnica mista: acrilico, pigmenti, garza, filo metallico su legno

Katharina Lehmann (Siberia occidentale, 1984) vive e lavora a Monaco di Baviera. Dopo essersi trasferita in Germania nel 2001, si è formata presso la Scuola di Design di Monaco, completando il suo percorso con una laurea in Communication Design nel 2006. Ha inoltre studiato presso la Scuola d’Arte di Hyvinkää, in Finlandia. La sua pratica comprende pittura, oggetti tridimensionali e installazioni, e si sviluppa attorno a una ricerca sul linguaggio visivo astratto, sulla percezione dello spazio e sull’interazione tra colore, forma e materia. Attraverso composizioni essenziali e interventi calibrati sulla superficie, Lehmann costruisce opere che dialogano con l’ambiente e con l’osservatore, mescolando rigore geometrico e sensibilità poetica. Il suo lavoro riflette una visione internazionale, arricchita da numerose residenze e da esperienze interculturali. Ha esposto in numerose città tra cui Shanghai, Dubai, Los Angeles e Parigi. Nel 2019–2020 ha partecipato alla residenza d’artista presso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai. Ha ricevuto premi e borse di studio da istituzioni come l’Ufficio della Cultura della Città di Monaco e la Fondazione Erwin e Gisela von Steiner. Nel 2018 ha fondato, insieme a Yasin Sarfraz, il salone d’arte indipendente L’appartement 58 a Monaco di Baviera.
Titolo opera: CASKADE, 2023, cm 100 x 200x 300, acrilico, filo (6 chilometri), acciaio, specchi

MINIARTEXTIL 34
Organizzazione: Associazione Arte&Arte
Inaugurazione mostra: 8 agosto ore 18
Date: 9 agosto 2025 – 21 settembre 2025
Palazzo del Broletto, piazza Duomo – Como
Orari: Martedì – domenica 11 – 19; lunedi chiuso
Biglietti: intero 7 euro, info: www.miniartextil.it
Nel corso della mostra si terranno iniziative musicali, laboratori e incontri culturali
