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Cristo, e Maddalena, Giuda, Caifa, tutti Superstar. L’opera rock  è risorta al Teatro Licinium

Emozionante messa in scena di “The last Superstar” con un cast straordinario in una location mozzafiato. Magia del teatro al Licinium di Erba

di Cecilia Casella

Con il titolo di “The last Superstar” è andato on stage, ieri sera, al teatro Licinium di Erba un’ottima rivisitazione del musical “Jesus Christ Superstar” la rock opera del1971 divenuta un celebre film due anni dopo.

La produzione di “The last Superstar” è della compagnia erbese Les Escaliers, la regia curata da Antonio Gorgoglione. Impresa non facile per lui che ha messo in scena oltre 70 persone tra attori, musicisti, ballerine e comparse, con il fondamentale aiuto di Matteo Castagna.  Altrettanto arduo il compito di Simone ‘Sippi’ Spreafico, direttore dell’ensemble di 11 musicisti che ha eseguito dal vivo tutte le, articolate, partiture dell’opera, mentre Sabrina Olivieri e Simona D’Agostina hanno diretto il CorolLario di Inverigo chiamato a sostenere i cantanti in scena.

Cantanti e attori bravissimi a cominciare da Matteo ‘Pasti’ Isella, il Giuda che è il primo ad apparire in scena per introdurre gli ultimi giorni di Gesù Cristo, interpretato da Massimo Rossi. La Maddalena che dolcemente accompagna Cristo è Cristina Colombo e l’apostolo Pietro un energico Marco Bonfanti. C’è poi tutta la schiera dei “cattivi”, Guido Elli/Caifa, Michele Tombini/Zelote, Raffaele Brenna/Pilato e una breve, ma spassosissima, apparizione di Sebastiano Cugno/Erode.

the last superstar

L’opera è la fedelissima rilettura di un classico che ha rivoluzionato, negli anni 70, il genere musicale rock, ad opera del grandissimo genio di Andrew Lloyd Webber e di Tim Rice. In “Jesus Christ Superstar” viene rivisitata la passione di Gesù, un Gesù estremamente vicino a noi, partecipe e consapevole. Il senso dell’opera sta nel suo finale , il famosissimo “Jesus Christ Superstar” a cui seguono le domande perno :“ chi sei e cosa hai sacrificato un “perché e un per chi” che chiudono lo show lasciando  domande in sospeso a chi si alza dalla sedia e torna nel mondo. Una storia raccontata con melodie semplici e orecchiabili  che veicolano messaggi profondi.

Mettere in scena questa opera dallo squisito mix fra musica rock, pop, classica e prog non è operazione semplice , ma direi pienamente riuscita a livello tecnico, canoro, coreografico , recitativo e scenografico. La performance era costruita punto per punto in tensione a valorizzare lo scenario del teatro all’aperto dove, diciamolo, si affrotanano una serie di sfide tecniche maggiori rispetto al teatro al chiuso, che vanno dall’umidita che cala sulle ugule degli atisti, ai suoni che tendono a spargersi nell’aria creando difficoltà di ascolto. Però nulla di questo è successo e (scusate il gioco di parole) il successo c’è stato .

La compagnia Les Escaliers ha assegnato i personaggi dell’opera ad attori professionisti e altri non professionisti in un mix che alla fine convince e coinvolge. Pubblico attento dalle  canzoni più commerciali ( appunto Jesus Christ Superstar) a quelle emotive come I don’t know how to love him interpretata da una delicatissima Maddalena, per arrivare al terzetto di Everything’s all right , secondo chi scrive la più bella di tutta l’opera, che veicola un messaggio importante di amore e accettazione del proprio destino, interpretate mischiando la sensibilità alla giusta dose di rabbia .

Tutti gli interpreti hanno lavorato a fondo sui loro personaggi e li hanno resi umani e vicini, per circa tre ore siamo stati catapultati nel cenacolo, nel getsemani e persino in paradiso ! Speriamo ci siano altre repliche, magari anche una tournée , perché un lavoro così ben fatto merita di essere visto e rivisto.