Quando Cantù ballava a 45 giri: Profeti, Ribelli, Rocchetti ed Elisabetta Viviani concerto in piazza
Elisabetta Viviani presenta tre protagonisti della musica italiana degli anni 70 e 80 sul palco in piazza Garibaldi a Cantù
Domenica 27 luglio in piazza Garibaldi a Cantù la macchina del tempo riporterà l’orologio sul campanile della basilica di San Paolo ad un luglio di mezzo secolo fa. Non è “Ritorno al futuro”, ma come nel famoso film, c’è un concerto e chi suona sul palco viene da un altro tempo, dagli anni del “Bandiera Gialla”,
La Pro Loco Pro Cantù ha pensato ad un evento dedicato a chi era giovane quando Spotify era il juke box sulla spiaggia e alla radio Lelio Luttazzi presentava la hitttttpareiddd. Come in un salto temporale suoneranno e canteranno i protagonisti di quelle classifiche: Donato Ciletti dei Profeti, Santino Rocchetti, Elio Battaglia dei Ribelli, Roxys Rocs, nomi che si leggevano sui 45 giri negli anni 70 e 80. E a presentarli c’è Elisabetta Viviani, una delle ragazze più ammirate di allora. Il concerto è gratuito e inizierà alle 21.30
Se è scontato che sotto il palco ci sarà una bella rappresentanza di fans coi capelli bianchi, anche il pubblico dei più giovani si divertirà magari scoprendo qualche canzone che si sente in qualche pubblicità o nei programmi revival, per loro ecco un “chi sono” degli artisti attesi a Cantù:
Santino Rocchetti: il parrucchiere diventato rockstar
Prima di cantare “E tu mi manchi” e “Dedicato a te”, Santino Rocchetti faceva il parrucchiere. Si racconta che tra un colpo di forbice e una cotonatura improvvisasse concertini per le clienti, che uscivano con la piega perfetta e la promessa di un 45 giri autografato appena registrato. Negli anni ’70 arrivò al Festivalbar, dove un aneddoto curioso lo vede esibirsi con una giacca talmente stretta che a metà brano si ruppe una cucitura… ma lui continuò a cantare come niente fosse. La sua “Divina” si ballava in discoteca

I Profeti: i Beatles di via Gluck
I Profeti erano talmente popolari negli anni ’60 che un giornale li definì “i Beatles italiani di via Gluck” e una certa somiglianza estetica in effetti c’era, Nel beat italiano degli anni ’60, I Profeti erano un’istituzione: camicie a fiori, capelli a caschetto e un repertorio che spaziava da pezzi originali pronti per la classifica come “Gli occhi dell’amore”, a cover angloamericane ricantate in italiano, “Nights in White Satin” dei Moody Blues diventava “Ho difeso il mio amore”. Una delle loro prime esibizioni finì con l’arrivo dei vigili, chiamati da un vicino esasperato dal volume: “Questi fanno profezie, ma se continuano così prevedo il mio esaurimento”, pare abbia detto il poveruomo. Donato Ciletti, leader storico, sul palco a Cantù porterà quella stessa energia da ragazzone del beat, con la differenza che oggi i vicini saranno in piazza a ballare.
I Ribelli: la band che scioperava contro le mode
Nati come band di Adriano Celentano, i Ribelli con Elio Battaglia fecero un salto importante: via i lenti da balera, dentro rock, beat e canzoni che davano fastidio a più di un censore dell’epoca. “Pugni chiusi” che parla di amore perduto e dolore, ha nel pugno chiuso la rappresentazione di rabbia, protesta, determinazione, o anche solidarietà, specialmente se accompagnato dal braccio alzato. Un episodio celebre: durante un tour nel 1967, il manager propose di tagliarsi i capelli “per sembrare più presentabili”. La risposta fu un concerto suonato con parrucche arcobaleno, solo per dimostrare che “non si taglia niente, semmai si aggiunge”. Da allora il nome “I Ribelli” non è stato mai così azzeccato.

Elisabetta Viviani: da Heidi a moglie di Gianni Rivera
Quando Elisabetta Viviani incise “Heidi”, diventò la voce dell’infanzia italiana. Pochi sanno però che il brano fu registrato quasi per caso: lei si trovava in studio per un’altra sigla, qualcuno le chiese “puoi provare questa canzone della bambina delle montagne?”. Il resto è storia. Dopo “Heidi”, ha interpretato altre canzoni per l’infanzia, tra cui sigle di cartoni animati e spettacoli dedicati ai più piccoli. È rimasta a lungo un volto legato a un’immagine “pulita” e rassicurante, quasi familiare anche nelle sue apparizioni televisive, era la ragazza che tutti vedevano in TV la domenica pomeriggio a “Buona domenica”. Unico motivo di gossip la sua relazione con l’ex calciatore Gianni Rivera, molto più vecchio di lei, dalla relazione, finita da tempo, è nata Nicole.
A Cantù Elisabetta salirà sul palco con la disinvoltura di chi ha fatto TV, teatro e musica: una vera icona pop anni ’70 che oggi può permettersi di sorridere agli anni che passano senza sentirsi “vintage”.
Concerto gratuito, ore 21.30: qui si balla come nel ’75
L’evento, organizzato da Pro Loco Pro Cantù, è gratuito e inizierà alle 21.30. In scaletta, oltre ai grandi nomi, anche i Roxys Rocs, per una serata che promette di mischiare generazioni: chi negli anni ’70 riempiva i diari con le foto dei cantanti potrà emozionarsi, chi oggi ascolta solo playlist potrà scoprire che la musica dal vivo non ha bisogno di like, solo di applausi.

