“Lo Snodo in Festa”, sei anni de Lo Snodo in stazione
La festa dei sei anni de Lo Snodo in stazione con apericena, l’intervento di molte personalità che l’hanno sostenuto: il racconto
Oltre 180 persone hanno partecipato a “Lo Snodo in Festa”, l’evento organizzato dall’associazione giovanile per celebrare il sesto compleanno e la permanenza negli spazi della stazione di Erba.
Nata per offrire ai giovani un luogo alternativo alla casa e alla scuola, in cui essere protagonisti attivi, liberi e coinvolti, Lo Snodo ha saputo affrontare sfide importanti – dalla pandemia fino ai problemi della sede e con alcuni politici – trasformandole in occasioni di crescita e rafforzamento del legame con il territorio.
La festa è iniziata con gli interventi di diverse personalità che, in questi sei anni hanno sostenuto Lo Snodo e che hanno permesso di ricostruire la storia dell’associazione. A seguire apericena, musica dal vivo e torta finale. Non è mancata una mostra fotografica con i momenti salienti di questi sei anni.

«Non ci siamo mai sentiti soli,» ha affermato il presidente de Lo Snodo Simone Pelucchi. «Anche nei momenti più difficili, abbiamo sentito il sostegno di tanti. Vedere la partecipazione alla petizione che chiedeva di mantenere Lo Snodo in stazione – che ha raccolto 8000 firme di cittadini, 120 realtà no profit, 10 scuole, oltre a banche e fondazioni – e la vicinanza degli enti ci ha ripagato di ogni fatica. Questo compleanno è prima di tutto un grazie.»
Monica Testori, Fondazione Cariplo, ha sottolineato come «Lo Snodo rappresenti la forza della comunità, l’energia del territorio e la capacità delle persone di fare rete per generare cambiamento.» Parole condivise anche da Giovanni Pontiggia, presidente BCC Brianza Laghi: «Gli spazi, quando ben pensati, diventano fondamentali. Ma i risultati si ottengono se si lavora insieme: c’è una rete territoriale, ma anche generazionale, che è nata con Lo Snodo. È un sogno che diventa realtà».

Un riconoscimento al valore sociale del progetto è arrivato anche dal Presidente di BCC Cantù Angelo Porro: «le idee, per concretizzarsi, hanno bisogno di condivisione e sostegno. Lo Snodo è uno dei migliori esempi da seguire». Francesco Pizzagalli, presidente di Fondazione Comasca, ha ricordato come «la generatività di questi giovani arricchisce anche il territorio.»
Lo Snodo è oggi molto più di un’associazione: è fondatore della rete Confluenze, è trait d’union tra la scuola e la città, è spazio vivo e intenzionale. Ne è convinta Marzia Pontremoli, dirigente scolastico del Carlo Porta: «Lo Snodo ha portato la città nella scuola e la scuola nella città. È un progetto formativo che ha fatto crescere i ragazzi in modo autentico.»
Martino Villani, Direttore del CSV Insubria per il terzo settore, ha evidenziato come la scelta dell’associazione di strutturarsi formalmente sia «un segno di impegno e visione. Hanno dimostrato di sapersi aprire, dialogare e agire in rete con altri giovani e con il territorio.»

«Lo Snodo è diventato casa per molti,» ha detto Alessandra Ricioppo, direttrice della Casa di Dario, «un luogo vissuto con cura e intenzione, che genera accoglienza e partecipazione.»
«Se le formiche si mettono insieme, possono spostare un elefante,» ha ricordato Federica Trombetta, Ambasciatrice della raccolta firme. «Questi ragazzi ci hanno dimostrato che insieme si può davvero fare la differenza, anche con la forza della non violenza.»
Ora Lo Snodo guarda avanti: nuove attività estive, eventi, cittadinanza attiva e orientamento. «Ricominceremo subito a lavorare – conclude Pelucchi– per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati: creare spazi di ascolto, crescita e benessere per i giovani e per tutta la comunità.»
Greta Corbetta

