Elogio del Lago: un viaggio con le immagini che hanno reso celebre il Lario nei secoli scorsi
Al Museo del Paesaggio del Lago di Como fino al 31 agosto 2025, tra stampe rare e scorci senza tempo un viaggio alla riscoperta del Lario nella Collezione Bordoli Crivelli Visconti,
C’è qualcosa di familiare e insieme sorprendente nelle immagini che accompagnano il visitatore e la visitatrice lungo il percorso della mostra Elogio del Lago. Viaggio alla riscoperta del Lario nella Collezione Bordoli Crivelli Visconti, allestita al Museo del Paesaggio del Lago di Como, in località Tremezzo, fino al 31 agosto 2025.
Ad accoglierci, in una visita guidata che si è trasformata presto in racconto appassionato, è il direttore del museo, dottor Marco Leoni, che ci guida tra le sale della seicentesca Villa Mainona, sede dell’esposizione temporanea.
La mostra, curata da Francesco Trippini, nasce da un’iniziativa degli eredi per onorare la figura di Giorgio Bordoli Crivelli Visconti: economista di formazione, commercialista di professione, ma soprattutto grande appassionato di storia e iconografia. La sua raccolta – oltre ottocento stampe antiche raffiguranti il Lago di Como dal XVI al XIX secolo – è uno scrigno di memorie visive, frutto di una vita di studio, viaggi e paziente collezionismo.

Samuel Prot – Como Sant’Agostino
La selezione esposta a Tremezzo, integrata dalle stampe permanenti conservate al piano superiore, permette di ripercorrere idealmente le sponde del lago, da Como fino a Colico per scendere a Lecco e lungo il perimetro del Triangolo Lariano, attraverso le vedute di artisti italiani e stranieri. Stampe che un tempo decoravano le dimore aristocratiche d’Europa e che oggi tornano a parlarci del Lario come simbolo di bellezza e meraviglia.
Tra i luoghi raffigurati si riconoscono Como, Cernobbio, Urio, Ossuccio, Menaggio, Gravedona, Domaso, Colico, Dervio, Bellano, Varenna, Mandello del Lario, Lecco, Malgrate, Bellagio, Nesso, Torno e Blevio. Immortalate anche le celebri ville che costellano le rive: Villa Olmo, Villa d’Este, Villa Balbiano, Villa del Balbianello, Palazzo Gallio, Villa Melzi, Villa Pliniana. Non mancano le vedute delle meraviglie naturali come il Fiume Latte e l’Orrido di Nesso, mete predilette dai viaggiatori romantici di un tempo.
“Le stampe antiche – racconta il direttore Leoni – sono state per secoli il principale mezzo di divulgazione dell’immagine del Lago di Como nel mondo. La loro diffusione, soprattutto nel Nord Europa, ha contribuito a costruire il mito del Lario come luogo dell’anima, residenza dell’aristocrazia, scenario di viaggi e passioni.”
E se oggi le fotografie e i social sembrano aver preso il posto delle incisioni d’epoca, è proprio questa mostra a ricordarci il valore del tempo, della lentezza, dell’osservazione. Ogni stampa è un invito a soffermarsi, a cogliere un dettaglio architettonico, un’imbarcazione d’altri tempi, una luce particolare.

Girolamo Mantelli – Veduta di Balbiano
Elogio del Lago è visitabile dal giovedì alla domenica, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Il biglietto d’ingresso al museo costa 5 euro e comprende l’accesso alla mostra.
Proseguono le visite guidate alla mostra in cui è esposta una selezione di stampe di autori italiani e stranieri, provenienti dalla collezione Bordoli Crivelli Visconti, che consentono di riscoprire il territorio del lago attraverso le immagini delle diverse località disposte lungo le sponde.
Le visite guidate, condotte dal curatore Francesco Trippini, sono comprese nel prezzo del biglietto di ingresso al museo e, dopo la prima che si è tenuta lo scorso 2 giugno, sono previste nelle seguenti date:
– Domenica 22 giugno alle ore 16
– Domenica 31 agosto alle ore 16
Per partecipare alle visite guidate è consigliata la prenotazione inviando una mail a museodelpaesaggio@comune.tremezzina.co.it o telefonando al numero 0344533023.
INFO
Museo del Paesaggio del Lago di Como
Via Statale n. 4835, località Tremezzo
Tel. 0344 533023
Email: museodelpaesaggio@comune.tremezzina.co.it
Una mostra da non perdere, per chi ama il Lario, la storia, l’arte. E per chi ha voglia di riscoprire il paesaggio con occhi nuovi. O forse, semplicemente, con occhi più antichi.

