Giudice durissimo con il Comune per la sede del Carducci, si scatenano le opposizioni: bordate contro Rapinese
L’amministrazione comunale non può sfrattare l’Associazione, condannata a risarcire le spese legali. Le note di Pd, Svolta Civica, Fratelli d’Italia. Lega e Forza Italia.
Arriva la prima sezione del tribunale civile di Como sul contenzioso Comune-Associazione Carducci: il giudice Agostino Abate ha emesso una sentenza che non lascia spazio a equivoci: il Comune non può sfrattare l’associazione. E deve ora pagare anche le spese legali.
“Gioisco e mi rallegro con il Carducci per il provvedimento giudiziario che, con un perfetto uso del termine, qualifica come “molestia” il comportamento del Comune di Como”. E’ il commento del consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi e coordinatore provinciale del partito dopo la sentenza del Tribunale di Como sulla vertenza che vede contrapposti l’Associazione Carducci ed il Comune. “Mi onoro di essere stato amico di Carla Porta Musa e ricordo i suoi occhi che brillavano quando parlava del Carducci, fondato dal padre Enrico: – ha proseguito Gaddi – avrebbe meritato ben altro rispetto da parte di questa amministrazione, che invece è nemica giurata della cultura. Anziché cercare il dialogo e il confronto, la giunta agisce per personalismi e vendette. A questo punto, se il Comune non si inventa altri intralci, credo possa esserci un confronto sereno tra Carducci e Conservatorio, che mi auguro possano convivere nel reciproco rispetto, ma senza pretendere di cancellare le irrinunciabili attività della gloriosa associazione comasca”.
Durissimo anche il comunicato di Fratelli d’Italia con i due consiglieri comunali Tufano e Cantaluppi
La sentenza del Tribunale di Como è chiara: “rifiuto pregiudiziale di qualsiasi trattativa, non ritenendo neanche di valutare, nonostante l’invito del Giudice, la proposta della controparte”. Rapinese ha scelto lo scontro, ignorando ogni possibilità di dialogo.
Non entriamo nel merito giuridico: lo hanno fatto i giudici, parlando di “spoglio” e “violazione degli oneri della donazione”, e imponendo al Comune di “cessare qualsiasi attività di molestia o sfratto”. Politicamente, è l’ennesimo schiaffo a Como.
Dopo il Luna Park, le scuole chiuse, i giardini abbandonati e le tariffe aumentate, ora anche la giustizia certifica l’arroganza di un sindaco che non conosce la parola ascolto.
Como non ha un’amministrazione: ha un monologo personale sostenuto da una giunta fantasma che subisce ogni imposizione, incapace di dire “no” anche quando il danno è evidente. Fratelli d’Italia non starà a guardare. Siamo mobilitati tra la gente e continueremo a portare questa battaglia anche in Consiglio comunale. Como merita rispetto, competenza e una guida vera.
LA NOTA DI PD E SVOLTA CIVICA
Basta tenere bloccata la situazione, basta pesare sui cittadini. La diatriba tra l’Amministrazione e il Carducci ha visto oggi una nuova decisione, che ha dato nuovamente torto al sindaco e alla maggioranza. Il nostro pensiero, però, in questo momento, va alle continue cause legali. I cittadini sono stanchi di un contenzioso che tiene solamente bloccato un immobile, mentre associazioni, istituzioni, scuole restano in un’attesa che appare eterna. Senza contare la quantità di soldi pubblici che vengono impiegati per le cause legali. Invitiamo, pertanto, come fatto anche dal Giudice, entrambe le parti a un confronto civile e rispettoso per trovare una soluzione che consenta finalmente la piena fruibilità di un immobile per attività culturali e di studio per le quali è stato edificato. La città ha grande bisogno di spazi pere queste attività.
Non possiamo però non sottolineare che nell’ordinanza viene disposto al Comune di “cessare da qualsiasi attività che cagioni molestia e/o turbativa all’Attività dell’Associazione Giosuè Carducci Pro Cultura Popolare”. Di certo, avere un Amministrazione che ostacola l’attività di un’associazione culturale che tanto ha fatto per Como, non è accettabile.
Partito Democratico di Como e Svolta Civica
LA NOTA DELLA LEGA PER SALVINI (consigliera Negretti)
Rapinese si diverte tanto con i soldi dei comaschi: Dalle sconfitte subite, sarebbe più adeguato chiamarle “sportellate”, si dovrebbe impare tanto. E si dovrebbe cambiare atteggiamento, tattica , comportamento. Ad oggi questo Sindaco pare immune dalle lezioni che Istituzioni e Cittadini gli hanno continuamente somministrato. L’elenco tanto è lungo e tanto è stato inutile. Perché tutto ciò, perché non provare a costruire relazioni e sinergie? Perché non provare ad unire anziché perseverare a dividere, a spaccare e a “molestare”? Francamente in questa situazione non si tratta di fare prevalere una parte politica nei confronti di un’altra. Molto più semplicemente ci sarebbe bisogno di una prolungata immersione nell’umiltà (perché un semplice bagno non basterebbe).
Quanto ci costeranno tutte queste sconfitte (e non mi riferisco solo ai costi economici).
Speriamo che chi lo circonda abbia a che farlo ragionare e si opponga finalmente ad uno stile che non credo gli porterà bene.
Auspico un immediato dialogo tra l’associazione Carducci, che mi risulta aver già dato disponibilità a suo tempo, la Presidente del Conservatorio e il Sindaco nel tentativo di trovare una soluzione adeguata in modo da assicurare ai giovani Musicisti e ai loro Docenti gli spazi di cui tutti riconosciamo il bisogno.

