Logo
“Il grande vuoto” al LAC Lugano un viaggio teatrale nella fragilità umana

La regista e autrice romana Fabiana Iacozzilli, Premio della Critica ANCT 2019, al LAC con unospettacolo che indaga la vecchiaia in rapporto con il vuoto e il senso della memoria.

Giovedì 22 maggio alle 20.45, sul palco del LAC Lugano, la regista e autrice romana Fabiana Iacozzilli conclude la sua Trilogia del Vento sull’umana esistenza. Dopo La Classe e Una cosa enorme, con Il grande vuotoprende a prestito il Re Lear di Shakespeare per indagare la vecchiaia in rapporto con il vuoto e il senso della memoria.

Lo spettacolo si concentra sull’ultimo pezzo di strada che una famiglia percorre prima di svanire nel vuoto, affidando alla tragedia forse più cupa del teatro shakespeariano, Re Lear, il compito di trasformare il dolore attraverso il gioco teatrale.

Al centro della narrazione c’è una madre, ex attrice, colpita da una malattia neurodegenerativa, probabilmente l’Alzheimer.La sua mente si svuota progressivamente, lasciando spazio solo al ricordo del suo cavallo di battaglia, un monologo tratto dal Re Lear. Questo dissolversi è amplificato dal progressivo annientamento delle funzioni cerebrali della madre cui fa eco lo svuotarsi di esseri umani dalla casa di famiglia, che al contrario si popola di oggetti, di ricordi che aumentano, pesano e riempiono tutte le stanze.

lac lugano il grande vuoto

La regia di Iacozzilli combina teatro e video in diretta, creando un’esperienza immersiva che riflette la confusione e la frammentazione della memoria della protagonista.La scenografia si sviluppa come una matrioska: una piccola automobile rossa, simbolo della quotidianità, si trasforma in una sala da pranzo e infine in un’intera casa, rappresentando i diversi livelli di realtà e memoria.Le riprese video, ispirate alle telecamere di sorveglianza utilizzate per monitorare i malati di Alzheimer, permettono al pubblico di osservare la protagonista nei suoi gesti quotidiani, amplificando il senso di isolamento e perdita. La si vede fissare la televisione spenta, parlare con persone che non esistono, non farsi il bidet, piangere, stare seduta e ferma sul bordo del letto, passare la notte a tirare fuori dai cassetti fotografie, pezzi di carta, mutande sporche, per poi rimetterli dentro.

Il grande vuoto tenta di raccontare la storia d’amore tra una madre, i suoi figli e un padre che muore, un’esperienza teatrale intensa e toccante, che invita il pubblico a riflettere sulla memoria, l’identità e le relazioni familiari, attraverso una messa in scena innovativa e coinvolgente.

lac lugano il grande vuoto

22 maggio ore 20.30
LAC Lugano – piazza Bernardino Luini 6

Il grande vuoto

uno spettacolo di
Fabiana Iacozzilli

drammaturgia
Linda Dalisi
Fabiana Iacozzilli

dramaturg
Linda Dalisi

regia
Fabiana Iacozzilli

con
Ermanno De Biagi
Francesca Farcomeni
Piero Lanzellotti
Giusi Merli
Marta Chiara Amabile

scene
Paola Villani

costumi
Anna Coluccia

luci
Raffaella Vitiello

musiche originali
Tommy Grieco

suono
Hubert Westkemper

video
Lorenzo Letizia

aiuto regia
Francesco Meloni

scenotecnica
Mauro Rea
Paolo Iammarrone
Vincenzo Fiorillo

fonici
Jacopo Ruben Dell’Abate, Akira Callea Scalise

direzione tecnica
Francesca Zerilli

assistenti
Virginia Cimmino
Francesco Savino
Veronica Bassani
Enrico Vita

collaborazione artistica
Marta Meneghetti
Cesare Santiago Del Beato

produzione
Cranpi, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Centro di Produzione Teatrale, La Corte Ospitale, Romaeuropa Festival

biglietti da 15 a 25 CHF in vendita sul sito del LAC