Don Gianni Baget Bozzo, prete, intellettuale e politico. Nel Centenario della nascita un incontro a Como
Don Gianni Baget Bozzo un incontro il 9 maggio ore 18.00, presso Yacht Club Como con ingresso libero aperto a tutte e tutti cittadine e cittadini
[…] le sue prese di posizione sulla politica italiana, talora assai controverse, confermavano la sua natura di pensatore libero e indipendente, mai preoccupato di discostarsi dall’opinione dominante, anzi sempre pronto, anche attraverso la provocazione intellettuale, a stimolare il dibattito e la riflessione critica dei suoi interlocutori. Con don Gianni Baget Bozzo ci si poteva trovare in sintonia o in contrasto, ma certamente nei suoi confronti non si rischiava di provare indifferenza. Questo è uno stralcio del discorso di Renato Schifani per ricordare la figura di un gigante della politogia e della fede come Don Gianni Baget Bozzo, dopo la sua salita morte.
Quest’anno ricorre il Centenario della nascita di Giovanni Battista Baget Bozzo, detto Gianni (Savona, 8 marzo 1925 – Genova, 8 maggio 2009), presbitero, politico e scrittore italiano per due volte europarlamentare. In politica Baget Bozzo ha militato prima nella Democrazia Cristiana, poi nel Partito Socialista Italiano, infine in Forza Italia e nel Popolo della Libertà. In seguito all’elezione al Parlamento europeo con il Partito Socialista, nel 1985 è stato sospeso, dal cardinale Giuseppe Siri, dall’esercizio delle funzioni sacerdotali, sospensione da lui vissuta con grande dolore, proprio a causa del suo radicato sentimento di attaccamento alla Chiesa e al suo Arcivescovo. Al termine del secondo mandato al Parlamento Europeo Baget Bozzo tornò alla sua occupazione prediletta di saggista e commentatore politico.

Nel Centenario della nascita il Centro Studi Don Gianni Baget Bozzo, fondato e presieduto dal professor PatrizioOdetti, si appresta ad organizzare tre eventi con personalità di spicco, uno a Genova, uno a Roma e uno a Como. Tre incontri per ricordare la grande figura di prete e di intellettuale che è stata quella di Don Gianni.
Venerdì 9 maggio 2025 ilCENTRO STUDI DON GIANNI BAGET BOZZO, in collaborazione con Costruiamo Como e CulturaIdentità, organizza l’ incontro alloYacht Club Como, Viale Puecher 8 con ingresso libero aperto a tutte e tutti.
Intervengono:
Davide Fent, giornalista e scrittore
Ricordo personale di don Gianni Baget Bozzo
Patrizio Odetti, presidente Centro studi don G. Baget Bozzo
La vita di don Gianni Baget Bozzo
Remo Viazzi, consigliere Centro studi don G. Baget Bozzo
Tra le pagine dei giornali: attualità del pensiero
Sergio Simonetti, Monsignore, Canonico N.S. del Rimedio di Genova
La sofferenza redentrice del profeta
Sergio Gaddi, consigliere Regione Lombardia
Luca Josi, giornalista, imprenditore
Lettera in ricordo di Don Gianni
Modera: Francesco Condoluci, direttore notizie.it e consigliere per la comunicazione del Ministro delle Riforme Istituzionali
Davide Fent introduce all’incontro di venerdì
Gianni Baget Bozzo è stato una presenza scomoda e insostituibile ovunque sia stato, in qualunque momento del periodo storico che ha vissuto e per chiunque abbia condiviso un tratto di strada con lui.
Scomodo perché le sue posizioni sono state ancorate alla libertà insegnata dal Vangelo, per cui l’uomo spirituale tutto giudica e non è giudicato da nessuno. Ha quindi vissuto la libertà come un bene fondamentale, essenziale per la vita.
L’amore per Dio, la fede incrollabile e l’ispirazione divina hanno guidato Gianni Baget Bozzo nelle scelte, anche difficilissime, che ha compiuto nella sua vita. Non si è curato della coerenza umana, per cui è stato criticato, ma ha preferito quella del cielo.
“E’ necessario obbedire a Dio piuttosto che all’uomo”, diceva, citando T. Moro e questa è stata sempre una regola di vita quotidiana.
Scomodo, ma anche insostituibile, perché chi conosceva Gianni Baget Bozzo, sapeva della sua grandissima cultura, enciclopedica e continuamente aggiornata, della sua generosità, nascosta da una parsimonia ligure, del disprezzo per la ricchezza di questo mondo, della sua affidabilità come amico, della capacità di “vedere” oltre gli avvenimenti, di capire la storia e il futuro della storia, di essere, in una parola, vero “profeta”.

