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Corpo a corpo, la parola “fiducia” protagonista della mostra al Bassone. Come visitarla

Ultimi posti disponibili il 5 aprile per la mostra di arte contemporanea che ha coinvolto nella realizzazione i detenuti stessi che faranno, anche, da guide per le visite

Parole come riabilitazione, terapia, recupero, riportano ad altrettanti concetti che prevedono azioni volte al raggiungimento di obiettivi; affinché non restino termini astratti per chi, non addetto ai lavori, desideri conoscere cosa sta dietro alle parole, occorre dare un corpo, e un volto, a questi termini. Un’occasione per farlo, la mostra CORPO A CORPO ideata e prodotta dalla Fondazione COMO ARTE, attraverso l’esposizione visitabile nella Casa Circondariale di Como, in via Bassone 11.

La mostra ha ottenuto grande successo, tanto da prevedere l’aggiunta di una nuova data di apertura, oltre a quelle già previste in calendario di sabato 1, 15 e 29 marzo per le quali la disponibilità è esaurita. Anche sabato 5 aprile 2025sarà possibile accedere alla casa circondariale alle ore 11:00 o alle ore 14:00, scrivendo agli indirizzi mail della Fondazione info@comoarte.org o press@comoarte.org per confermare la propria adesione.

CORPO A CORPO ha registrato sin dalla prima visita, che ha visto la presenza, tra gli altri, del Presidente del Consiglio Comunale Fulvio Anzaldo, degli Assessori Nicoletta Roperto e Chiara Bodero Maccabeo, dell’Assessore Regionale alla Cultura Francesca Caruso, del Consigliere Regionale Sergio Gaddi, una grande attenzione e un forte interesse. Il percorso negli spazi detentivi alla scoperta delle opere di Pietro Terzini, Giulia Cenci, Maurizio Bonfanti, Jaime Poblete, Santiago Sierra, Mario Consiglio, Valerio Gaeti e Marinella Senatore, accompagnati dai detenuti e dalle detenute, resta una esperienza unica e molto emozionante.

È una grande soddisfazione poter prorogare questa mostra, grazie alla sempre costante sensibilità dimostrata da parte della direzione della Casa Circondariale che, insieme al Comando della Polizia Penitenziaria ha compreso questo nostro progetto” così Paola Re e Chiara Anzani della Fondazione COMO ARTE che dal 2023 ci hanno investito tempo e passione. “La parola principale per descrivere questa esperienza abbiamo pensato possa essere FIDUCIA: della direzione carceraria, nella persona di Fabrizio Rinaldi, che ha permesso e sostenuto questo progetto; degli artisti, che hanno prestato le loro opere per la sua realizzazione; dei detenuti, che si sono esposti e aperti al pubblico”.

Francesca Caruso, Assessore Regionale alla Cultura, conclude con queste parole: “La proroga della mostra CORPO A CORPO è la dimostrazione del valore di questo progetto e dell’attenzione che ha saputo suscitare. La cultura è in grado di creare opportunità anche nei luoghi non canonici. Regione Lombardia crede fermamente che l’arte, la cultura e la bellezza possano curare e non debbano restare confinate nelle gallerie e nei musei, ma entrare nei contesti più fragili, là dove il loro impatto può essere ancora più profondo”.

mostra corpo a corpo casa circondariale di como

Sabrina Sigon racconta la visita alla mostra CORPO A CORPO

L’allestimento della mostra ha previsto, in alcuni casi, l’incontro delle detenute e dei detenuti con gli artisti che espongono e la collaborazione con loro; ma ciò che emerge durante la nostra visita è il livello profondo di relazione con le opere. Oltre a illustrarle, i relatori raccontano il valore che queste assumono rispetto al loro vissuto, a dimostrazione di quanto l’arte abbia un ruolo importante come attivatore di considerazioni e riflessioni. Che diventano un ponte fra il passato, nel quale hanno commesso il crimine per cui sono stati condannati, e il presente, dove le forme artistiche acquistano uno spazio significativo all’interno di quello carcerario.

E “non importa se la vita – scrivono Paola Re e Chiara Anzani – per un periodo lungo o breve, è costretta dietro a delle sbarre. Tutti hanno il diritto e il dovere di credere, di sperare e di amare per immaginare che oltre le sbarre esiste una nuova possibilità”.

L’obiettivo della Fondazione è stato sin dall’inizio quello di coinvolgere i detenuti con un ruolo attivo nell’iniziativa; sono loro che, dall’ingresso fino alla fine del percorso, ci accolgono e raccontano l’esposizione.

La sala d’ingresso, il corridoio, la sala polifunzionale, il reparto di detenzione femminile, diventano un modo per entrare nello spazio di chi, con esperienze, culture e colpe diverse, è costretto a convivere in carcere per un periodo più o meno lungo della sua vita.

corpo a corpo mostra bassonei

L’importanza di avere del tempo di qualità 

Questo spazio dedicato all’arte diventa lo stimolo per ragionare sulle dinamiche relazionali e sul tempo. La mostra rappresenta Kairos, il tempo in cui le cose accadono; a differenza del tempo cronologico fatto di minuti, ore, giorni, che qui diventano molto lunghi se non vengono impiegati in esperienze significative. L’importanza di questi progetti sta nell’investimento che viene dedicato al processo di riabilitazione, per agevolare la preparazione al rientro nella società; e per stimolare dall’esterno uno sguardo diverso rispetto a questi luoghi, considerati prevalentemente ambienti punitivi anziché spazi in cui coltivare il cambiamento.

Come nel ventre di una balena

I materiali di scarto utilizzati dall’artista Giulia Cenci per creare la grande scultura allestita nella sala d’ingresso formano una sorta di scheletro, una gabbia toracica che guida e conduce lo spettatore nella dinamica dello spazio privo di esperienze soggettive e personali. Proseguendo nel corridoio i quattro dipinti di Maurizio Bonfanti, nel raffigurare figure umane – colte nel passaggio dell’ombra, o della luce – parlano di corpi che emergono dall’oscurità. Le opere di grandi dimensioni dell’artista bergamasco non sono appese alle pareti ma occupano lo spazio centrale del corridoio; disposte una dopo l’altra, bisogna stringersi, passare di fianco, accorparsi per poter sentire la spiegazione e sfilarsi per passare a quella successiva.

Noi non siamo i nostri reati

Peccato, colpa, pena, l’artista Mario Consiglio definisce questi concetti attraverso suggestioni, riflessioni e domande che il percorrere questa mostra stimola e favorisce. La sua opera “Miracolo”, ricoperta da un rivestimento in lycra, diventa fonte di speranza per chi, una volta uscito dal carcere, vorrebbe poter essere visto, e vedersi, con occhi nuovi.

mostra corpo a corpo casa circondariale di como

Nascondersi per mostrarsi

Nella sala polifunzionale uno shooting fotografico sul tema della maschera, realizzato insieme alle detenute e ai detenuti della Casa Circondariale, all’interno di un laboratorio che ha portato a un’esperienza condivisa dal significato profondo. Quello della maschera è un mezzo simbolico dalle radici antiche: ornamento, protezione, amplificatore del messaggio che porta in sé, la maschera può essere usata per nascondersi o, per contro, avere maggiore visibilità.

Qui, dove le persone si trovano a dover condividere spazi limitati, le difficoltà sono molteplici e intuibili; alle guardie carcerarie – tengono a precisare le detenute al termine dell’incontro – il merito di essere interlocutori di qualità.

Noi siamo dentro la città ma nessuno ci vede

Quella del processo riabilitativo è una lunga strada e progetti come questo aiutano a percorrerla.

Il corpo dei detenuti, quello delle guardie carcerarie e ora anche il nostro, ha trovato nel linguaggio dell’arte un incontro possibile. “Da questa proposta ne nasceranno altre”, dicono Paola Re e Chiara Anzani nella nostra video intervista. Noi ce lo auguriamo e seguiremo queste preziose iniziative.

Sabrina Sigon

CORPO A CORPO

Mostra a cura di Giovanni Berera

Ideazione e produzione Fondazione COMO ARTE

Coordinamento Martina Pini

Casa Circondariale di Como, Via Bassone, 11

Visite per il pubblico:

sabato 1 marzo, 15 marzo, 29 marzo 2025 – disponibilità esaurita

NUOVA DATA: sabato 5 aprile 2025, turni di visita alle ore 11:00 e alle ore 14:00.

La prenotazione è obbligatoria: è necessario inviare una mail a press@comoarte.org  per ricevere il modulo da compilare per l’accesso all’Istituto.

La mostra CORPO A CORPO gode del Patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Como, della Delegazione FAI di Como e del Soroptimist Club Como e del sostegno del Fondo BCC della Fondazione Provinciale della Comunità comasca.

Sponsor tecnico: Blunotte Eventi.

foto Lorenzo Butti