Logo
Lo sciopero di oggi: non tutti i pullman fermi, raccolta rifiuti garantita da Aprica ed i sindacati in corteo

Mattinata con qualche disagio, molti i bus fermi sulle linee extraurbane fino alle 13. Bassissime adesioni per Aprica ed Asst Lariana.

Venerdì di sciopero anche a Como per la protesta indetta dai sindacati contro il Governo Meloni. Quattro ore al posto diotto per il trasporto pubblico (tranne i treni) anche se l’adesione non è stata totale. Numerosi i pullman in circolazione anche dopo le 9, orario di inizio della protesta. Alcuni si, sono rimasti fermi al capolinea di Sant’Agostino, ma altri hanno viaggiato. La conclusione alle 13. Stesso lasso di tempo anche per i battelli della Navigazione e la funicolare Como – Brunate. Asf ha fatto sapere che ha aderito allo sciopero il 33,5% degli autisti, la maggior parte sulle linee extraurbane.

sciopero oggi a como pullman fermi corteo dei sindacati
sciopero oggi a como pullman fermi corteo dei sindacati
sciopero oggi a como pullman fermi corteo dei sindacati
sciopero oggi a como pullman fermi corteo dei sindacati
sciopero oggi a como pullman fermi corteo dei sindacati

In mattinata (video sotto) anche l’intervento degli uomini di Aprica che hanno garantito quasi in modo totale la raccolta dei rifiuti a Como (compreso il vetro nel centro città) nonostante l’agitazione. Erano stati annunciati disagi e raccolta a rischio, all’atto pratico si sono fermati in pochissimi: bassa davvero l’adesione dei dipendenti di Aprica alla protesta.

https://www.facebook.com/ciaocomo/videos/595416649606903?locale=it_IT

Da Asst Lariana fanno sapere di disagi contenuti e pochissime operazioni rinviate dai medici.

In mattinata i sindacati (video sotto) hanno percorso le vie del centro con bandiere e striscioni per protestare contro il Governo. Qui la nostra presa diretta dalla zona del mercato di Como: il percorso è stato quasi tutto in centro storico tranne il passaggio (video qui) su via Bertinelli fino ad arrivare al Comune di Como e poi rientrare in centro città.

https://www.facebook.com/ciaocomo/videos/550475414463763?locale=it_IT

iL Segretario Generale della Cgil di Como ha spiegato le motivazioni dello sciopero:”Una legge di bilancio che fa piombare il paese in una fase di austerità e soprattutto penalizza lavoratrici e lavoratori dipendenti, pensionati e pensionati: vogliamo una vera riforma fiscale progressiva che garantisca la redistribuzione vera delle risorse” spiega Estelli, e ancora dice “Abbiamo bisogno di finanziamenti significativi per rilanciare una sanità che è al collasso e un sistema di istruzione sempre meno valorizzato dalla politica nazionale. Rivendichiamo il rinnovo dei contratti pubblici, chiediamo il rilancio di politiche industriali serie. Flat tax e concordato preventivo non sono altro che strumenti per avvantaggiare i più ricchi e incentivare chi non paga le tasse a continuare a farlo. Ancora una volta questo governo chiude gli occhi di fronte al problema dell’evasione fiscale, piaga che colpisce il nostro sistema economico. Non vogliamo mance natalizie, non ci accontentiamo di 100 € che cercano di mascherare le disuguaglianze. Rigettiamo la politica dei bonus che si limita a tamponare le difficoltà economiche senza affrontarne le cause profonde”. Sono intervenuti delegate  e delegati sindacali, ha chiuso la mattinata l’intervento del Segretario Regionale Gabriele Rocchi.

Nel pomeriggio, invece, una iniziativa della UIL che si è tenuta in piazza del tricolore, un flash mob cui hanno fatto seguito gli interventi di delegate  e delegati sindacali. Ha chiuso il pomeriggio Dario Esposito, coordinatore della Uil del Lario con queste parole: “Oggi abbiamo portato in piazza non solo lo sciopero ma anche la richiesta di dare priorità nei confronti dei lavoratori dipendenti e pensionati. Corriamo il rischio, in spregio alla progressività decantata dalla Costituzione, di avere una tassazione del 35% già per i dipendenti che hanno un reddito annuo di 28 mila ed 1 euro a fronte di un regalo fatto dallo Stato di 25 miliardi a banche e multinazionali. La cassa integrazione in aumento, i licenziamenti che stanno avvenendo anche nel nostro territorio, impongono una politica industriale da parte del Governo che ha rinunciato a fare tagliando il settore automotive. La sanità e gli enti locali inoltre avranno tagli nei finanziamenti e nel turnover col rischio, concreto, di penalizzare non solo i fruitori del servizio ma anche i lavoratori. Chiediamo la detassazione completa degli aumenti contrattuali e di rendere struttura l’assunzione a tempo indeterminato”.

LEGGI ANCHE QUI